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Contratto per persona da nominare: cos’è e come funziona

1 Giugno 2022
Contratto per persona da nominare: cos’è e come funziona

Guida pratica per comprendere la clausola di «nomina successiva» di un altro contraente su cui si riversano gli effetti del contratto.

Non è detto che chi firma un contratto lo faccia in favore di se stesso. Si può agire anche su delega di un’altra persona facendone direttamente il nome (in tal caso, gli effetti del contratto si riverseranno immediatamente su quest’ultima) oppure ci si può riservare la possibilità di nominare, entro un termine prefissato, un soggetto terzo che acquisterà tutti i diritti e i doveri derivanti dal contratto. Questa seconda ipotesi è il cosiddetto contratto per persona da nominare, spesso utilizzato nelle pratiche immobiliari, già all’atto della stipula del compromesso (il cosiddetto “contratto preliminare”). Così facendo si evita di dover stipulare un secondo contratto per trasferire la proprietà del bene al terzo, evitando i conseguenti oneri fiscali e notarili del doppio passaggio di proprietà. Ma procediamo con ordine e vediamo cos’è e come funziona il contratto per persona da nominare.

Che cos’è il contratto per persona da nominare?

Il contratto per persona da nominare è un normalissimo contratto al cui interno viene inserita una clausola (la cosiddetta «clausola di nomina successiva») in forza della quale lo stipulante (colui cioè che firma il contratto) si riserva la facoltà di nominare successivamente un’altra persona (fisica o giuridica) la quale acquisterà tutti i diritti e i doveri nascenti dal contratto stesso con effetto retroattivo (ossia a partire dalla stipula stessa). Naturalmente, il subingresso di questa nuova persona nel contratto è sottoposto al suo consenso.

Mario trova un’offerta di vendita di un immobile. Riesce a strappare un buon prezzo con il venditore e firma il compromesso. Scopo di Mario è rivendere l’immobile a un prezzo superiore e lucrare sulla differenza. Così, nel compromesso, si riserva la facoltà di far intervenire, al contratto definitivo, un altro soggetto al posto suo, il quale poi verserà materialmente il prezzo di compravendita divenendo proprietario del bene. In questo modo Mario blocca l’affare, si riserva il tempo per trovare un altro soggetto disposto a comprare il bene, si fa corrispondere da quest’ultimo un compenso per la sua attività, e su di esso fa il suo lucro. Per Mario si tratta di un indubbio risparmio perché non deve acquistare il bene e poi rivenderlo al proprio cliente: egli si limita solo a firmare il compromesso per poi lasciare che il venditore trasferisca la proprietà direttamente al terzo da lui indicato.

Quando non può essere usato il contratto per persona da nominare?

Il contratto per persona da nominare non può essere usato per i contratti che si basano sulle personali e specifiche qualità del contraente, quali ad esempio il contratto di lavoro. Viene poi escluso con riferimento ai contratti di assicurazione, di transazione e di permuta con effetti istantanei.

Come funziona la riserva di nomina?

Con la riserva di nomina, lo stipulante si riserva di nominare il terzo, inserendo nel contratto una clausola di nomina successiva.

Lo stipulante può anche agire in forza di un mandato o una procura precedentemente conferitagli dal terzo ma non è indispensabile. Egli potrebbe infatti trovare il terzo in un momento successivo: in tal caso la sostituzione sarà legittimata da un’accettazione sopravvenuta.

Come si fa il contratto per persona da nominare?

La clausola di riserva di nomina deve avere la stessa forma del contratto principale: quindi, nei contratti scritti deve essere anch’essa scritta.

Esempio di contratto per persona da nominare

Ecco un esempio di clausola di nomina successiva: «L’acquirente a norma dell’art. 1401 c.c. si riserva la facoltà di nominare entro X giorni la persona che deve acquistare i diritti ed assumere gli obblighi nascenti dal presente contratto».

Entro quanto tempo va fatta la nomina della persona che subentra nel contratto?

La clausola di nomina successiva, di solito, indica il termine entro cui tale nomina va fatta. L’importante è che tale termine sia certo e determinato e non faccia sorgere dubbio alcuno sul momento dell’adempimento.

In mancanza di previsione o nell’incertezza di questa, la legge prevede un termine (non perentorio) di 3 giorni.

Ai fini fiscali se la nomina è fatta e comunicata oltre il termine di 3 giorni dalla stipulazione del contratto, si considera che lo stipulante (ad esempio di un contratto di compravendita) abbia acquistato in proprio e poi ceduto al terzo con un distinto ed autonomo contratto. Si ha, quindi, un doppio passaggio di proprietà con conseguente doppia imposizione fiscale.

Prima che venga fatta la nomina, il contratto produce effetti tra i firmatari. Gli effetti nei confronti del terzo si producono solo dopo la sua nomina.

La dichiarazione di nomina

Lo stipulante può rinunciare alla facoltà di scelta, nominando se stesso oppure tenendo un comportamento incompatibile con la volontà di nominare un terzo (ad esempio facendo trascorrere il termine previsto per l’esercizio della facoltà di nomina, o vendendo il bene oggetto del contratto).

La nomina deve essere comunicata all’altro contraente (il promittente). La forma della comunicazione è libera, può essere orale.

L’accettazione del terzo

Non basta la designazione dello stipulante. Occorre anche l’accettazione del terzo designato che non è necessaria se tra stipulante e terzo intercorre un mandato o un rapporto di rappresentanza.

L’accettazione deve avere la stessa forma usata per il contratto fra stipulante e promittente, a pena di nullità.

Con la nomina del terzo e la sua accettazione, quest’ultimo subentra nel contratto e, prendendo il posto del contraente originario (lo stipulante), acquista i diritti ed assume gli obblighi nei rapporti con l’altro contraente (promittente), con effetto retroattivo al momento in cui il contratto fu stipulato.

Che succede se non viene fatta la nomina?

Potrebbe succedere che il contraente non eserciti il diritto di nomina nel termine pattuito. In tal caso, il contratto produce i suoi effetti fra i contraenti originari.



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