Diritto e Fisco | Articoli

Retro cartelli stradali

6 Giugno 2022
Retro cartelli stradali

Multa: se il segnale non ha l’indicazione sul retro dell’ordinanza comunale di apposizione è valido?

Tempo fa, una nota trasmissione televisiva mandò in onda un servizio in cui denunciava l’illegittima presenza, ai margini della carreggiata dei centri urbani, di cartelli stradali privi degli estremi dell’ordinanza del sindaco o della giunta con cui ne veniva autorizzata l’apposizione. Secondo le argomentazioni fornite dai giornalisti della trasmissione, tali segnali sarebbero stati illegittimi e, con essi, anche le multe irrogate in caso di violazione delle relative prescrizione. Da allora la questione del retro dei cartelli stradali ha spesso tenuto banco dinanzi alle aule di giustizia dei giudici di pace e dei tribunali.

La questione deriva dal fatto che la legge consente ai Comuni, Province e agli altri proprietari di strade, che vogliano posizionare segnali stradali di prescrizione e obbligo, di emettere un’ordinanza per giustificarne l’apposizione. Ma sull’obbligo di inserire gli estremi di quest’ordinanza sul cartello stradale la giurisprudenza ha mostrato orientamenti differenti. Dinanzi a una prima interpretazione favorevole al trasgressore, sposata da alcuni giudici di pace, si è poi contrapposta la tesi opposta della Cassazione, di certo più autorevole.

Secondo la Corte – tornata proprio di recente [1] sul tema del retro dei cartelli stradali – l’omessa indicazione sulla parte posteriore del segnale verticale degli estremi dell’ordinanza di apposizione non fa sì che il segnale sia illegittimo e, pertanto, non esonera il conducente dall’obbligo di rispettarne la prescrizione. Con l’ulteriore conseguenza che tale omissione non comporta nemmeno «l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare». Che, detto in parole povere, significa che chi viola il cartello stradale senza alcuna stampigliatura sul retro deve pagare la multa.

Questo non significa però che il Comune possa apporre segnali senza prima un’apposita delibera autorizzativa. La delibera ci deve comunque essere: ciò che sostiene la Giurisprudenza è che gli estremi di essa non vanno necessariamente indicati sul retro del cartello. Con la conseguenza che, se si intende fare ricorso perché si ritiene che un segnale sia abusivo, si può solo presentare un’istanza di accesso agli atti amministrativi dinanzi al Comune con cui si chiede di vedere la delibera in oggetto. In essa andrà chiaramente specificata la strada, la chilometrica e il tipo di cartello.

La Cassazione, quindi, si riferisce solo all’omessa apposizione del numero di ordinanza sul retro del segnale stradale e non all’esistenza dell’ordinanza in sé. In pratica, il titolare della strada che appone un segnale stradale verticale resta comunque obbligato ad emettere il relativo provvedimento amministrativo (ad esempio, ordinanza n. 72 Divieto di sosta in viale Roma), ma non è tenuto a riportare gli estremi del provvedimento di autorizzazione sul cartello. Di tanto abbiamo già parlato nell’articolo Segnali stradali senza ordinanza: sono validi?

Secondo i giudici supremi, l’omessa indicazione sul retro del segnale verticale degli estremi dell’ordinanza di apposizione, non significa che il segnale sia illegittimo e, pertanto, non esonera il conducente dall’obbligo di rispettarne la prescrizione.

Il conducente, quindi, è avvertito del divieto dalla segnaletica stradale, fermo restando che l’obbligatorietà della prescrizione resta «condizionata dal riscontro della sussistenza del provvedimento in esecuzione del quale è stato apposto».

Quindi, i segnali stradali senza ordinanza stampigliata sul retro sono validi. Il guidatore è tenuto comunque a rispettarli. E se non li rispetta, qualunque multa venga fatta è altrettanto valida.


note

[1] Cass. ord. n. 17303/2022.

Cass. civ., sez. VI, ord., 27 maggio 2022, n. 17303

Presidente Orilia – Relatore Varrone

Rilevato che:

  1. La società (omissis) snc ha proposto ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Roma di conferma della sentenza del giudice di pace di rigetto di opposizione a sanzione amministrativa.
  2. La Prefettura di R. – Ufficio Territoriale Del Governo è rimasta intimata.
  3. Su proposta del relatore, ai sensi dell’art. 391-bis c.p.c., comma 4, e art. 380-bis c.p.c., commi 1 e 2, che ha ravvisato la manifesta inammissibilità del ricorso il Presidente ha fissato con decreto l’adunanza della Corte per la trattazione della controversia in camera di consiglio nell’osservanza delle citate disposizioni.

Considerato che:

  1. Con due motivi di ricorso si contesta la omessa pronuncia sulla questione preliminare circa la genericità della contestazione per mancata indicazione del provvedimento istitutivo della zona a traffico illimitato e la mancanza di prova circa l’esistenza di tale provvedimento.
  2. Il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.:

I motivi sono manifestamente inammissibili.

In particolare, per potersi ritenere in capo agli automobilisti un dovere di comportamento di carattere derogatorio rispetto ai principi generali in tema di circolazione veicolare, è necessario il perfezionamento di una fattispecie complessa, costituita da un provvedimento della competente autorità impositiva dell’obbligo (o del divieto) e dalla pubblicizzazione di detto obbligo attraverso la corrispondente segnaletica predeterminata dalla legge, con la conseguenza che la conoscenza del provvedimento amministrativo acquisita “aliunde” dall’utente è del tutto inidonea a far sorgere qualsivoglia obbligo specifico nei suoi confronti, costituendo la segnaletica stradale non una forma di pubblicità-notizia del comportamento imposto, bensì un elemento costitutivo della fattispecie complessa da cui l’obbligo stesso scaturisce. Sez. 2, Sentenza n. 3660 del 13/02/2009.

Inoltre In tema di segnaletica stradale, la mancata indicazione, sul retro del segnale verticale di prescrizione, degli estremi della ordinanza di apposizione – come invece imposto dall’art. 77, comma 7, del Regolamento di esecuzione del codice della strada (D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e successive modificazioni) – non determina la illegittimità del segnale e, quindi, non esime l’utente della strada dall’obbligo di rispettarne la prescrizione, con l’ulteriore conseguenza che detta omissione non comporta l’illegittimità del verbale di contestazione dell’infrazione alla condotta da osservare ex plurimis Sez. 2, Sentenza n. 12431 del 20/05/2010.

In sostanza l’automobilista è avvertito del divieto dalla segnaletica stradale fermo restando che l’obbligatorietà della prescrizione ivi contenuta rimane condizionata dal riscontro della sussistenza del provvedimento in esecuzione del quale è stato apposto cosa che nella specie è avvenuta.

  1. Il Collegio condivide la proposta del Relatore.
  2. La società ricorrente non ha depositato memoria.
  3. La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla sulle spese in quanto il Ministero si è costituito tardivamente al solo fine di partecipare all’eventuale discussione del ricorso.
  4. Ricorrono i presupposti di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater per il raddoppio del versamento del contributo unificato.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione:

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube