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Quale cognome prendono i figli?

1 Giugno 2022
Quale cognome prendono i figli?

Con la sentenza della Corte Costituzionale, quale cognome i genitori possono dare al proprio figlio e come si fa se non c’è accordo tra di loro?

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale [1] che ha dichiarato illegittima l’automatica attribuzione ai bambini appena nati del solo cognome paterno ci si potrà chiedere: quale cognome prendono i figli, in attesa almeno che il Parlamento emani una legge che regolamenti tutta la materia in modo unitario?

Cerchiamo di fare il punto della situazione che, lo chiariamo sin da ora, riguarda tanto i figli nati da coppie sposate che da coppie di fatto. Stesse considerazioni valgono infine per i figli adottati.

Cosa è stato dichiarato incostituzionale?

La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 262, primo comma, del Codice civile «nella parte in cui prevede, con riguardo all’ipotesi del riconoscimento effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, che il figlio assume il cognome del padre, anziché prevedere che il figlio assume i cognomi dei genitori, nell’ordine dai medesimi concordato, fatto salvo l’accordo, al momento del riconoscimento, per attribuire il cognome di uno di loro soltanto».

Cosa succede dopo la sentenza della Corte Costituzionale?

Attraverso la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’articolo 262 del Codice civile, la Corte ha stabilito che il cognome del figlio «deve comporsi con i cognomi dei genitori», nell’ordine dagli stessi deciso, fatta salva la possibilità che, di comune accordo, i genitori attribuiscano soltanto il cognome di uno dei due. Sarebbe, infatti, in contrasto con i principi costituzionali invocati impedire «ai genitori di avvalersi, in un contesto divenuto paritario», dell’accordo per rendere un unico cognome segno identificativo della loro unione, capace di farsi interprete di interessi del figlio.

Di conseguenza, l’accordo è imprescindibile per poter attribuire al figlio il cognome di uno soltanto dei genitori. In mancanza di tale accordo, devono attribuirsi i cognomi di entrambi i genitori, nell’ordine dagli stessi deciso. Qualora vi sia un contrasto sull’ordine di attribuzione dei cognomi, si rende necessario l’intervento del giudice, che l’ordinamento giuridico già prevede per risolvere il disaccordo su scelte riguardanti i figli. Tutto ciò, fintantoché il legislatore non decida di prevedere, eventualmente, altri criteri.

Quale cognome prende il figlio ora?

In buona sostanza, a scegliere il cognome dei figli sono i genitori che hanno piena autonomia e libertà, con l’unico vincolo ovviamente di non poter scegliere un cognome diverso da quello loro. Pertanto, i genitori potranno decidere di dare al figlio:

  • il cognome di entrambi i genitori: ossia prima quello del padre e poi quello della madre o viceversa;
  • il cognome di uno solo dei genitori, ossia solo quello del padre o solo quello della madre.

Se c’è contrasto tra i genitori e questi non riescono a trovare un accordo, sarà il giudice a decidere attribuendo al figlio il cognome di entrambi i genitori, nell’ordine che questi ritiene più corrispondente agli interessi del minore stesso.

Che cognome prendono i nipoti?

In attesa di una legge che stabilisca quale cognome prenderanno i figli di genitori che già hanno un doppio cognome (evitando così che si possano avere quattro cognomi e, così, a cascata per le successive generazioni), è verosimile pensare che le prossime generazioni prenderanno solo uno dei cognomi dei rispettivi genitori, il primo o quello che loro stessi sceglieranno. 

Da quando vale questo nuovo sistema del cognome?

La Corte ha precisato che tutte le norme dichiarate costituzionalmente illegittime riguardano l’attribuzione del cognome al figlio. Pertanto, dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, la sentenza troverà applicazione alle ipotesi in cui l’attribuzione del cognome non sia ancora avvenuta. Eventuali richieste di modifica del cognome seguiranno la disciplina prevista a tal fine, salvo specifici interventi del legislatore.


note

[1] C. Cost. sent. n. 131/2022 del 31.05.2022.


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