Diritto e Fisco | Articoli

Quali sono i diritti della seconda moglie?

1 Giugno 2022
Quali sono i diritti della seconda moglie?

Reversibilità, Tfr, mantenimento e altri diritti spettanti alla seconda moglie sia durante il matrimonio, che in caso di divorzio o di morte del marito. 

Una nostra lettrice ha sposato un uomo proveniente da un precedente divorzio. Ci chiede pertanto quali sono i diritti della seconda moglie. La questione va affrontata in relazione a due momenti: il primo è in costanza di matrimonio, il secondo invece è alla cessazione di questo, per intervenuto divorzio o per morte del coniuge. 

Distinto da tale tema è invece quello dei figli: sia i figli di “prime” nozze che di “seconde” hanno infatti gli stessi diritti nei confronti dei genitori, soprattutto in occasione della divisione del relativo patrimonio al momento della successione. Sono state peraltro cancellate tutte le norme che attribuivano una preferenza ai figli legittimi rispetto a quelli naturali. 

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i diritti della seconda moglie.

Diritti della seconda moglie durante il matrimonio

Forse non c’è neanche bisogno di specificare che, finché il matrimonio resta in piedi, la seconda moglie ha gli stessi diritti che vanterebbe se fosse stata la “prima” moglie. Quindi, ha il diritto ad essere mantenuta se le sue condizioni di reddito non le consentono di essere autosufficiente o se decide, d’accordo con il marito stesso, di badare al ménage domestico. Il mantenimento può anche avvenire “in natura” tramite cioè l’acquisto dei beni di cui questa dovesse avere bisogno. 

La seconda moglie non può però impedire al marito di vedere i figli derivanti dal precedente matrimonio e finanche di portarli nella casa coniugale. 

La moglie non può impedire al marito di donare i propri beni al figlio già avuto con l’ex, fermo restando che, avendo lei la qualifica di erede legittimario, alla morte del marito potrebbe contestare le donazioni che sono lesive della sua quota di legittima. Di tanto parleremo meglio più avanti.

Diritti della seconda moglie in caso di divorzio

Nel caso in cui anche il secondo matrimonio dovesse naufragare, la seconda moglie potrà rivendicare il diritto al mantenimento se versa in condizioni tali da non essere autosufficiente e ciò non dipende da propria colpa. Quindi, dovrà dimostrare che l’incapacità economica non è a lei imputabile (come nel caso di persona oltre 50 anni, disabile o che comunque abbia rinunciato alla carriera per badare alla famiglia). Valgono insomma le stesse regole per l’assegno di mantenimento in favore della prima moglie. È chiaro però che se il marito è già tenuto a pagare gli alimenti alla prima moglie, le sue risorse dovranno essere contemperate con l’adempimento dei doveri familiari tra le due. 

La seconda moglie potrà restare nella casa dell’ex marito se presso di lei vengono collocati i figli minorenni o maggiorenni non ancora autosufficienti. L’assegnazione del diritto di abitazione cessa quando i figli diventano autonomi o comunque perdono il diritto al mantenimento per inattività o decidono di trasferirsi altrove.

Diritti della seconda moglie in caso di morte del marito: la pensione di reversibilità

Alla seconda moglie spetta la pensione di reversibilità del marito defunto. Tuttavia dovrà spartire la propria quota con la prima moglie. In particolare, la ripartizione delle quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato viene effettuata dal tribunale al quale una delle due aventi diritto – quindi la prima o la seconda moglie – ha presentato la domanda giudiziale di suddivisione dell’ammontare della pensione di reversibilità.

Il primo criterio di riparto della pensione di reversibilità tra il primo coniuge (quello divorziato) e il coniuge superstite (dunque la moglie al momento del decesso del pensionato o del lavoratore) è quello della durata del matrimonio, ossia dei due successivi matrimoni. La legge sul divorzio [3] dispone che: «Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questi spettanti è attribuita dal tribunale, tenendo conto della durata del rapporto, al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titolare dell’assegno di cui all’articolo 5. Se in tale condizione si trovano più persone, il tribunale provvede a ripartire fra tutti la pensione e gli altri assegni, nonché a ripartire tra i restanti le quote attribuite a chi sia successivamente morto o passato a nuove nozze».

Tuttavia, oltre alla durata del matrimonio, il giudice, nel ripartire la pensione di reversibilità tra le due ex mogli tengono conto dei seguenti requisiti:

  • lo stato di bisogno dei superstiti (quello sussistente alla data della morte del dante causa, quindi non rilevano le variazioni successive);
  • l’entità dell’assegno divorzile già riconosciuto all’ex coniuge;
  • la durata dell’eventuale convivenza prematrimoniale con chi poi è divenuto coniuge;
  • l’intensità del legame affettivo esistente con la moglie superstite e con quella divorziata: per quest’ultima, il notevole tempo trascorso induce a ritenere ormai cessato ogni legame e questo inciderà negativamente sulla quota da attribuirle.

Diritti della seconda moglie in caso di morte del marito: il Tfr

Secondo la legge, il coniuge divorziato ha diritto ad un Tfr pari al quaranta per cento del totale, con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. In parole povere, l’ex coniuge non ha diritto al quaranta per cento totale del Tfr, ma a detta percentuale rapportata all’arco di durata del matrimonio coincidente con il periodo di lavoro. Ma che succede se il defunto, prima di morire, era passato a seconde nozze? Il Tfr viene diviso tra le due mogli. Vediamo allora come viene ripartita la quota del Tfr tra la prima moglie e la seconda.

Secondo Cassazione, qualora si verifichi un’ipotesi del genere è necessario dapprima procedere alla ripartizione dell’indennità tra il coniuge superstite e i figli (in base allo stato di bisogno di ciascuno) del lavoratore deceduto. Successivamente, sulla quota spettante al coniuge superstite deve essere calcolata quella da attribuire al divorziato, tenendo conto della durata del matrimonio e dell’eventuale periodo di convivenza prematrimoniale (purché ne venga accertata la stabilità ed effettività).

Approfondimenti

Pensione di reversibilità: come si divide fra due mogli?



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube