Cronaca | News

Perché il carburante è di nuovo alle stelle

1 Giugno 2022
Perché il carburante è di nuovo alle stelle

Le quotazioni del petrolio continuano a salire causando a cascata l’aumento del prezzo di gas, diesel e benzina vanificando gli interventi governativi. 

Il Governo le sta provando tutte: con il taglio delle accise prolungato fino al prossimo mese, con i 200 euro in arrivo a luglio, con il bonus carburante. Ma il problema persiste: il prezzo dei combustibili continua a crescere. Una situazione che sembra essere destinata solo a peggiorare nei prossimi mesi.

Il motivo dell’aumento dei costi del carburante è, naturalmente, legato all’impennata dei prezzi delle quotazioni del petrolio, a loro volta collegate alla decisione dell’Occidente di bloccare quello russo con l’entrata in vigore del sesto pacchetto di sanzioni europee. È uno dei più elementari principi dell’economia: più diminuisce l’offerta di petrolio e più, per soddisfare la richiesta costante dei Paesi, cresce il prezzo al barile.

Ad oggi, dunque, nonostante il prolungamento fino all’8 luglio 2022 dell’intervento del Governo che ha ridotto la tassazione di 30,5 cent sulle accise, il prezzo di gas, diesel e benzina resta proibitivo. Motivo per il quale non si esclude che la misura governativa possa essere prorogata ulteriormente, come ipotizzato dalla sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra.

Il Codacons, commentando i livelli raggiunti da benzina e gasolio alla pompa – che in modalità servito arrivano a superare i 2 euro al litro – fa tutt’altro che rassicurare gli italiani. La nuova fiammata dei listini dei carburanti avrà effetti pesanti sui prezzi al dettaglio e sulle tasche di milioni di famiglie.

Secondo l’associazione dei consumatori, negli stessi giorni dello scorso anno, la benzina costava 1,593 euro/litro, il gasolio 1,452 euro/litro, oggi per un litro di verde si spende il 20% in più rispetto al 2021, addirittura +26% per il diesel. Un pieno di benzina costa oltre 16 euro in più, mentre per un pieno di gasolio si spende in media 19 euro in più rispetto al 2021.

«I listini dei carburanti hanno effetti diretti su prezzi e tariffe di una moltitudine di beni e servizi, e i nuovi rialzi avranno conseguenze pesanti sull’inflazione e sulle finanze delle famiglie» afferma il presidente Carlo Rienzi, chiedendo al Governo di «adottare nuove misure per calmierare i listini dei carburanti e combattere le speculazioni che danneggiano non solo i consumatori, ma l’intera economia».

Secondo il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), Fatih Birol, nei prossimi mesi, l’Europa si troverà ad affrontare una crisi ben più grave di quella degli anni ’70, partita dopo la decisione dell’Opec di embargare le esportazioni di petrolio verso alcuni Paesi in seguito allo scoppio della guerra dello Yom Kippur.

Per dare un quadro chiaro della gravità della situazione Birol ha fatto presente che alcuni Paesi, tra cui la Cina, stanno già imponendo i primi divieti all’esportazione al fine di proteggere i propri consumatori, in vista di tempi ancor più duri di questo.

La soluzione più semplice per risolvere il problema alla radice è quella di muoversi a piedi, in bicicletta o coi mezzi pubblici. Un’opzione che, lo sappiamo bene, non per tutti è percorribile. Mettendo da parte l’alternativa green, dunque, non resta che convincere il capo a concedere qualche giorno di smart working in più e sperare che il Governo riesca a calmierare nuovamente il prezzo crescente.



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