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Nuovi controlli al via: chi rischia Reddito di cittadinanza

1 Giugno 2022
Nuovi controlli al via: chi rischia Reddito di cittadinanza

È stata annunciata l’introduzione di un nuovo protocollo per le verifiche di tutti i soggetti beneficiari della misura di sostegno. 

Proprio nei giorni in cui il tema del Reddito di cittadinanza torna a scaldare le aule e gli animi di chi lo abolirebbe all’istante (tanto da aprire una raccolta firme per farlo) e di chi, invece, lo difenderà fino alla fine dei suoi giorni, Inps e Ministero della Giustizia annunciano un nuovo protocollo per i controlli. Basta lavori rifiutati perché «tanto ho il Reddito di cittadinanza», basta escamotage per ottenere l’agevolazione anche senza averne diritto. Le verifiche incrociate potrebbero far saltare qualche testa, come già successo in passato durante i diversi accertamenti della Guardia di Finanza che hanno portato alla luce molteplici «furbetti».

Con le nuove misure si estende il meccanismo dei controlli sul Reddito di cittadinanza (Rdc) e, a partire da oggi, è operativo il protocollo tra Inps e Ministero della Giustizia per lo scambio delle informazioni utili alle verifiche relative alla concessione e/o alla revoca del beneficio. L’Inps spiega che grazie ai sistemi di interoperabilità messi a punto dall’Inps e dal Ministero della Giustizia saranno effettuati controlli su tutti i richiedenti e percettori di RdC attraverso la trasmissione da parte di Inps al Ministero della Giustizia dell’elenco costantemente aggiornato dei soggetti beneficiari del RdC per la verifica dell’esistenza nel sistema del Casellario Centrale di condanne con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anni per i reati di cui all’art. 7, comma 3, del DL n.4 del 28/1/2019 e ss.mm.

L’Istituto fa sapere inoltre che gli esiti di queste verifiche consentiranno di disporre “la revoca del RdC eventualmente percepito ovvero di non riconoscere il beneficio”. Lo scambio integrale delle informazioni, assicura l’Inps, avviene nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, attraverso la creazione di un circuito privato virtuale sicuro sulle dorsali pubbliche. Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sottolinea che «il protocollo è frutto di una intensa collaborazione tra le due istituzioni ed è un significativo passo in avanti verso maggiori controlli automatizzati per l’erogazione del reddito di cittadinanza a chi ne ha diritto. Il potenziamento delle verifiche e dell’interoperabilità delle banche dati su tutte le prestazioni è una priorità dell’Istituto, per garantire i cittadini e gli interessi del Paese» assicura Tridico.

Il direttore generale dell’Inps, Vincenzo Caridi, evidenzia che «grazie a un intenso lavoro di squadra tra Inps, Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati (Dgsia), e Dipartimento per gli Affari di giustizia (Dag) è stato possibile approfondire congiuntamente ogni aspetto tecnico e normativo per realizzare procedure che puntano sempre di più sui controlli preventivi rispetto all’erogazione della prestazione. Nuove tecnologie e competenze – avverte – ci permetteranno di incrementare ulteriormente l’efficacia dei servizi della Pubblica amministrazione e i controlli sincroni».



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