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Per ottenere la separazione o il divorzio bisogna attendere la fine della causa?

Pubblicato il 12 ottobre 2014

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> Pubblicato il 12 ottobre 2014

Falso. La legge [1] prevede che il Tribunale possa dichiarare la sola separazione o il divorzio dei coniugi con una sentenza parziale (o anche detta non definitiva).

Il giudizio quindi proseguirà con i (lunghi) tempi ordinari in merito a tutte le questioni (richiesta di addebito, affidamento dei figli, casa o questioni economiche) sulle quali i coniugi non riescano a trovare un accordo.

Il più delle volte, infatti, la domanda principale di uno dei coniugi (quella appunto tesa ad ottenere lo stato di separato o divorziato) non ha bisogno di attività istruttoria e può quindi essere decisa subito dal magistrato.

Il giudice, quindi, dovrà prima esaminare le richieste avanzate dalle parti e, solo qualora non ci siano ostacoli alla pronuncia dello status di separato o di divorziato [2], potrà decidere in tal senso con una sentenza parziale (vd. modello nella sez. IN PRATICA).

In parole semplici, anche se è in piedi un giudizio di separazione o divorzio in cui sono in ballo questioni relative all’addebito, al mantenimento, alla casa coniugale o all’affidamento dei figli, il giudice può emettere – molto prima della sentenza definitiva – una sentenza parziale di separazione. Così facendo ciascun coniuge potrà proporre in anticipo la domanda di divorzio, in quanto non dovrà aspettare che decorrano tre anni dalla comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale.

Stessa cosa dicasi per la sentenza parziale pronunciata in sede di divorzio, che consentirà ai coniugi di tornare nuovamente liberi, anche se si discute su tutte le altre questioni [3].

MODELLO DI SENTENZA PARZIALE (O NON DEFINITIVA)

Il Tribunale di _____, pronunciando in via non definitiva sulla domanda proposta con ricorso del ___ dal sig. Tizio nei confronti di Caia, così provvede:

1. dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio tra Tizio e Caia;

2. dichiara che Caia perde il cognome che aveva aggiunto al proprio dopo il matrimonio;

3. ordina al Cancelliere di trasmettere copia della seguente sentenza, dopo il passaggio in giudicato, all’ufficiale dello  Stato Civile del Comune di __ per le annotazioni e le ulteriori incombenze di cui al D.P.R. n. 396/2000, art. 69 lett. d);

4. provvede sull’ulteriore corso del giudizio come da separata ordinanza emessa in pari data;

5. rimette la regolazione delle spese processuali al definitivo;

6. dichiara la presente sentenza provvisoriamente esecutiva per legge.

Cosi deciso in ____, data

note

[1] L’art. 709 bis cod. proc. civ. prevede che: “Nel caso in cui il processo debba continuare per la richiesta di addebito, per l’affidamento dei figli o per le questioni economiche, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa alla separazione. Avverso tale sentenza è ammesso soltanto appello immediato che è deciso in camera di consiglio”.

L’art. 4, co. 12, l. div. prevede similmente che: “Nel caso in cui il processo debba continuare per la determinazione dell’assegno, il tribunale emette sentenza non definitiva relativa allo scioglimento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio. Avverso tale sentenza è ammesso soltanto appello immediato”. 

[2] Da ciò deriva che, se uno dei coniugi si oppone, invece, proprio alla richiesta di separazione o divorzio – ad esempio sostenendo che sia intervenuta la riconciliazione della coppia dopo la proposizione della domanda – la sentenza parziale non potrà essere subito pronunciata.

[3] L’art. 4, co. 12, L. div. stabilisce che: Appena formatosi il giudicato, si applica la previsione di cui all’art. 10; cioè il giudice ordina all’ufficiale di stato civile di procedere alle annotazioni nei registri di stato civile.

Autore immagine: 123rf com


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