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Quando e come sciogliere una società di capitali

22 Ottobre 2015


Quando e come sciogliere una società di capitali

> Business Pubblicato il 22 Ottobre 2015



Tutte le cause di scioglimento di Srl, Spa, Sapa: effetti, liquidazione, iscrizione nel Registro delle imprese e cancellazione.

Il codice civile [1] indica i casi in cui le società di capitali (società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata) si possono sciogliere; in particolare, la ragione dello scioglimento può essere:

1) Per decorso del termine di durata massima. Ormai le società non devono obbligatoriamente indicare un termine di durata nel proprio statuto; se però lo prevedono, i soci non possono recedere prima di quella data. Invece, nel caso in cui la società sia a tempo indeterminato (ossia quando il termine di scioglimento non viene indicato) il recesso del socio può avvenire in qualsiasi momento, salvo il preavviso. Un termine di durata della società eccessivamente elevato (per es. 100 anni) si considera come non apposto, in quanto – secondo la giurisprudenza – è impensabile vincolare una persona per tutto l’arco della sua vita lavorativa.

Mentre nessuna indicazione è richiesta per le Srl [2], per quanto riguarda le Spa e le Sapa, l’atto costitutivo deve indicare la durata della società oppure, se la società è costituita a tempo indeterminato, il periodo di tempo, comunque non superiore ad un anno, decorso il quale il socio potrà recedere [3].

Se la società prevede un termine di durata, detto termine può essere prorogato sia prima che dopo la sua scadenza. Resta fermo il diritto del socio non consenziente di recedere dalla società.

Lo statuto può prevedere la proroga tacita che consenta la eventuale prosecuzione dell’attività sociale, anche successivamente alla scadenza del suo termine di durata. In questo modo si attribuisce agli amministratori la facoltà di decidere se dare impulso o meno alla causa di scioglimento, con conseguente loro esonero da ogni responsabilità in merito.

Nel caso in cui l’atto costitutivo nulla preveda e la società continui ad operare successivamente alla scadenza del suo termine, la stessa non assumerà automaticamente durata indeterminata perché gli amministratori, anche se tardivamente, potranno sempre adempiere i loro obblighi ponendo la società in liquidazione. Il decorso del termine di durata non determina l’automatica estinzione della società; la stessa infatti conserva la personalità giuridica fino al completamento della procedura di liquidazione [4].

2) Per conseguimento dell’oggetto sociale o per sopravvenuta impossibilità di conseguirlo. Questa causa dipende in gran parte dal grado di specifica individuazione dell’oggetto sociale nell’atto costitutivo.

L’impossibilità di conseguimento dell’oggetto sociale deve avere carattere assoluto e definitivo (ad esempio, la revoca dell’autorizzazione amministrativa necessaria allo svolgimento dell’attività sociale).

I soci possono ovviare a tale causa di scioglimento modificando lo statuto e l’oggetto sociale, fermo restando il diritto di recesso del socio dissenziente.

3) Per impossibilità di funzionamento o per continua inattività dell’assemblea. Tale causa di scioglimento opera sia quando l’assemblea non ha luogo, sia quando l’assemblea si riunisce ma non è in grado di raggiungere i quorum per le delibere necessarie per la prosecuzione della stessa vita della società (per es. la nomina di amministratori e sindaci o l’approvazione del bilancio per due esercizi).

4) Per riduzione del capitale al di sotto del minimo legale salvo la possibilità dell’assemblea di deliberare un aumento del capitale sociale ad una cifra almeno pari al minimo legale o deliberi la trasformazione della società stessa.

Poiché lo scioglimento si verifica solo al momento della iscrizione nel Registro della imprese della dichiarazione con cui gli amministratori ne accertano la causa, si deduce che lo scioglimento non prende effetto dal momento in cui si verifica la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale o da quando l’assemblea accerti l’impossibilità o la mancata volontà dei soci di non ricostituire il capitale minimo, bensì solo dall’iscrizione nel Registro delle Imprese della stessa dichiarazione con cui si accerta la causa di scioglimento o della deliberazione di scioglimento.

5) Quando il rimborso della partecipazione del socio receduto non risulta possibile né attraverso l’acquisto da parte degli altri soci, ai quali viene offerta in opzione, od in via sussidiaria dai terzi; né altresì mediante l’acquisto da parte della società con l’utilizzo delle riserve disponibili, ovvero qualora nel caso di liquidazione a mezzo di riduzione del capitale sociale, nell’ambito di detta procedura, intervenga e sia accolta l’opposizione dei creditori sociali [5].

La società si scioglie altresì qualora l’assemblea straordinaria convocata per la liquidazione della partecipazione del socio recedente, in alternativa alla riduzione del capitale sociale deliberi lo scioglimento della società.

6) Per volontà dei soci che decidono di far così deliberare all’assemblea lo scioglimento della società prima della scadenza del suo termine di durata, anche se l’oggetto sociale non sia ancora stato conseguito. Trattandosi di modificazione dell’atto costitutivo, la delibera nelle società per azioni deve essere presa in sede di assemblea straordinaria.

Nella società in accomandita per azioni, inoltre, la deliberazione, sempre di competenza dell’assemblea straordinaria, deve essere approvata da tutti i soci accomandatari. Nella Srl, la delibera deve essere assunta con i quorum costitutivi e deliberativi previsti per le modificazioni dell’atto costitutivo [6].

7) Per le altre cause previste dall’atto costitutivo o dallo statuto. L’atto costitutivo o lo statuto devono determinare la competenza sia a deciderle ed accertarle, sia ad effettuare gli adempimenti pubblicitari conseguenti (iscrizione nel Registro delle Imprese).

8) Per le cause previste dalla legge. In particolare, la società si scioglie per legge:

– nelle società di capitali con la sentenza che, unitamente alla nomina dei liquidatori, dichiara la nullità della società;

– nella società in accomandita per azioni, se nel termine di sei mesi dalla cessazione dall’ufficio di tutti gli amministratori non si sia provveduto alla loro sostituzione od i sostituti non abbiano accettato la carica;

– nelle società quotate in mercati regolamentati, quando per effetto della riduzione del capitale sociale per perdite, l’ammontare delle azioni di risparmio e delle azioni a voto limitato supera la metà del capitale sociale [7];

– nelle società sportive, nella ipotesi di gravi infrazioni dell’ordinamento sportivo;

Che succede se si verifica una causa di scioglimento?

Verificatasi la causa di scioglimento, gli amministratori devono tempestivamente (non viene però indicato un termine prefissato) accertarne l’esistenza e procedere all’iscrizione nel Registro delle Imprese della dichiarazione in cui si constata la causa di scioglimento o della deliberazione assembleare che dispone lo scioglimento.

In caso di ritardo od omissione, gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili per i danni subiti dalla società, dai soci, dai creditori sociali e dai terzi, sempre che siano provati i danni.

Gli effetti dello scioglimento della società si determinano alla data dell’iscrizione presso l’Ufficio del Registro delle Imprese della dichiarazione con cui gli amministratori ne accertano la causa, oppure alla data dell’iscrizione della relativa deliberazione assembleare.

Alla denominazione sociale deve essere aggiunta l’indicazione: trattasi di società in liquidazione.

note

[1] Art. 2484 cod. civ.

[2] Art. 2463 cod. civ.

[3] Artt. 2328 n. 13 cod. civ. e 2454 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 4214/1994.

[5] Artt. 2437-quater e 2473 cod. civ.

[6] Art. 2479-bis, comma 3 cod. civ.

[7] Ed il rapporto non è ristabilito entro i termini previsti dall’art. 145, comma 5, D.Lgs. n. 58/1998, n. 91 – Tuf.

Autore immagine: 123rf com


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