Cronaca | News

Salvini giustifica così l’idea del viaggio a Mosca

1 Giugno 2022
Salvini giustifica così l’idea del viaggio a Mosca

Secondo il capo della Lega si deve parlare di pace direttamente con il Cremlino, e ogni segretario di partito dovrebbe fare «l’umanamente possibile».

In questi giorni sta facendo parecchio discutere l’idea del leader del Carroccio Matteo Salvini di intraprendere un viaggio in Russia per parlare con alcuni esponenti del Cremlino e avviare un percorso di pace. Un viaggio non concordato col Governo e annunciato dal politico leghista, che avrebbe come scopo quello di presentare al Presidente Putin (o a chi per lui) un «piano di pace», al fine di trovare una risoluzione al conflitto armato in corso.

Fin da subito l’idea è stata criticata non solo da avversari politici, ma anche da qualche compagno (come il numero due della Lega, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti), ricevendo una gelida risposta anche dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. Una reazione che ha lasciato poco spazio di manovra al senatore, tanto che lo stesso, scoraggiato, ha inizialmente deciso di fare un passo indietro lasciando «ad altri» l’ingrato e autoattributo compito di portare la pace.

Oggi, dopo tre giorni di bufera, Salvini ha deciso di rompere il silenzio e spiegare quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a intervenire in prima persona: «Per la pace si lavora con ambasciatori e governi di tanti Paesi, alla luce del sole, comunicandolo anche a giornali e tivù più volte, avendo come unico obiettivo la fine della guerra. Io l’ho fatto e continuerò a farlo, spero in compagnia di tanti colleghi che in questi giorni criticano e chiacchierano, ma per arrivare alla Pace non muovono un dito, preferendo parlare di armi e guerra».

L’ex ministro dell’Interno ha poi specificato «Mi hanno linciato ancora prima di partire. Sto lavorando con i miei contatti da Roma e da Milano, le cose si possono risolvere anche telefonicamente. Noi fortunatamente abbiamo ascolto da certe parti. Ma non dovevo incontrare Putin, non lo sento da anni. Sono in contatto con il ministro degli Esteri Lavrov».

Tramite una diretta sui social ha poi dichiarato: «Ho parlato con l’ambasciatore russo, non una, ma più volte, in trasparenza. Ho incontrato l’ambasciatore turco, cinese, l’ambasciatore ucraino, che è il primo che ho incontrato, sono stato in ambasciata americana, ho incontrato l’ambasciatore francese. Qual è il compito di un politico? Provare a risolvere un problema, portare il suo mattoncino sulla casa della pace.»

«Ho fatto semplicemente il mio lavoro, tutti i segretari di partito dovrebbero fare l’umanamente possibile per portare sul tavolo del Governo italiano una proposta di pace, non detta nè da Mosca nè da Kiev. Poi saranno Mosca e Kiev a decidere» ha proseguito.

Naturalmente non sono mancati gli affondi, e durante il suo intervento sui social Salvini, rivolto al ministro degli Esteri, ha affermato: «Se aspettiamo le mediazioni del ministro Di Maio temo che a Natale saremo ancora qua a parlare di guerra. Il piano di pace del ministro Di Maio è stato cestinato dopo un quarto d’ora». «Non mi voglio sostituire a nessuno, non chiedo medaglie, ma quantomeno rispetto. Salvini – ha proseguito il leader del Carroccio – parla con i russi, se devo chiedere il cessate il fuoco a chi lo devo chiedere? Agli eschimesi, ai groenlandesi, ai peruviani? Se devo chiedere il cessate il fuoco lo devo chiedere a chi ha iniziato il conflitto».

D’altra parte proprio a Salvini è diretto il monito dell’ex premier ucraino, Petro Poroshenko, il quale ha consigliato al leader della Lega di «non fidarsi» di Vladimir Putin. Alla domanda se ritenga che sia una buona idea per Salvini andare a parlare con il presidente della Federazione Russa, Poroshenko, a margine del congresso del Ppe a Rotterdam, ha risposto che «non c’è nulla di cui dobbiamo parlare con Putin, perché ci vuole tutti morti. E noi vogliamo sopravvivere: qual è il compromesso? Essere mezzi morti?».

Putin, ha aggiunto Poroshenko, «vuole distruggere il nostro Paese e cancellarlo dalle carte geografiche. E noi vogliamo avere l’Ucraina, che ha mille anni di storia. Dov’è lo spazio per un compromesso? Putin vuole la nostra terra, e noi diciamo che l’integrità territoriale dell’Ucraina non è materia di compromessi. Forse Salvini sa qualcosa, ma, se vuole chiedere come negoziare con Putin, gli do due consigli».

A garantire protezione all’esponente leghista, rassicurandolo su un suo eventuale ingresso in Russia, è l’ambasciatore russo  Sergej Razov: «Il senatore Matteo Salvini, come sapete, è leader di un grande partito politico, rappresentato in Parlamento e inserito nella maggioranza di Governo. Non ci sono ostacoli per il suo ingresso nella federazione russa. Quanto allo scopo del viaggio – aggiunge l’ambasciatore – lo stesso senatore Salvini e le persone che lo accompagnavano hanno espresso pubblicamente le loro opinioni in merito». Ma sui quattro incontri che lo stesso diplomatico avrebbe avuto con il leader della Lega negli ultimi giorni, fa sapere: «Non ho altro da aggiungere su questo».



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