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In quali casi non si è sanzionati per evasione?

12 Giugno 2022
In quali casi non si è sanzionati per evasione?

Come non pagare le sanzioni fiscali e contrastare l’atto di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Di norma, la piccola evasione fiscale costituisce un semplice illecito amministrativo, punito con sanzioni di carattere tributario che comportano solo un aggravio economico sul contribuente. Al superamento di determinati importi sottratti allo Stato, l’evasione diventa reato. Questi importi sono differenti a seconda della condotta posta in essere. Dall’altro lato, però, esistono ipotesi in cui l’evasione non viene punita. Ciò succede, il più delle volte, quando non c’è un danno per l’Erario o quando l’errore commesso dal contribuente non è imputabile a sua colpa.

In questo breve articolo vedremo in quali casi non si è sanzionati per evasione fiscale: quali giustificazioni si possono cioè fornire all’Agenzia delle Entrate per evitare accertamenti e “multe”. Ma procediamo con ordine.

Quando l’evasione fiscale è reato?

Esistono diversi comportamenti che integrano l’evasione fiscale.

C’è innanzitutto il comportamento di chi dichiara correttamente i redditi che ha percepito ma poi, al momento del versamento delle tasse, non vi provvede. In tal caso, con riferimento all’omesso versamento Iva, il penale scatta se l’importo sottratto all’Erario supera 250mila euro per il medesimo periodo di imposta. Se invece si tratta di omesso versamento di ritenute, il penale scatta per importi superiori a 150mila euro all’anno.

Poi, c’è la dichiarazione infedele, che consiste nel comportamento di chi non dichiara tutti i redditi percepiti o porta in detrazione dei costi che non dovrebbe: in tal caso, il reato scatta se l’imposta evasa è superiore a 100mila euro e i redditi non dichiarati superano il 10% del titolare o comunque i 2 milioni di euro.

Segue la dichiarazione fraudolenta, che invece consiste nella falsificazione delle dichiarazioni dei redditi o Iva inserendo elementi passivi fittizi (falsa fatturazione) o alterando le scritture contabili (per i soggetti obbligati). Il reato scatta solo se:

  • la singola imposta evasa risulterà superiore a 30mila euro;
  • gli elementi sottratti all’imposizione risulteranno superiori al 5% dell’attivo indicato in dichiarazione o comunque superiori a 1,5 milioni di euro;
  • l’importo dei crediti e delle ritenute fittizie in diminuzione dell’imposta risulteranno superiori al 5% dell’imposta o comunque superiori a 30mila euro.

Per chi invece non presenta la dichiarazione dei redditi, la dichiarazione Iva o il 770, il reato scatta se l’imposta evasa è superiore a 50mila euro.

Per chi emette fatture false ci sono solo sanzioni penali anche per importi bassi. Dunque, il reato scatta anche a seguito di una fattura da 2 euro. Lo stesso dicasi per il caso di occultamento o distruzione di documenti contabili e per quello di utilizzo di fatture false.

In tutti i casi in cui gli importi sottratti all’Erario non raggiungono le somme appena evidenziate, non c’è alcun reato ma un semplice illecito amministrativo, punito con una sanzione economica.

Leggi Cosa si rischia per evasione fiscale?

Quando non si è sanzionati per evasione fiscale?

È vero: la legge non ammette ignoranza, ma alcune leggi – e in particolar modo quelle fiscali – sono particolarmente difficili da comprendere e, a volte, fanno fatica gli stessi consulenti iscritti agli ordini professionali. Ragion per cui la legge indica una serie di ipotesi in cui non si è sanzionati per evasione fiscale: ipotesi riconducibili tutte alla «buona fede del contribuente». Le elencheremo qui di seguito.

Incertezza normativa

In particolare, fermo restando il pagamento dell’imposta, non si subiscono quantomeno le sanzioni nel caso di incertezza normativa: quando cioè la giurisprudenza dimostra di non avere un’interpretazione pacifica sull’interpretazione della legge fiscale. Non deve quindi essere un’incertezza legata alle conoscenze del contribuente. Sul punto, leggi l’approfondimento Violazioni fiscali: come evitare le sanzioni.

Assenza di danno per l’Erario

Un altro caso in cui si è perdonati è quando l’errore non abbia implicato alcun vantaggio per il contribuente: in buona sostanza, questi deve comunque aver versato il dovuto, seppur errando nei calcoli.

Errore determinato dal comportamento del fisco

Non si può essere sanzionati quando il contribuente si è conformato alle indicazioni fornite dall’amministrazione finanziaria (ad esempio, contenute in una circolare o in un atto di interpello) anche se le stesse sono state successivamente modificate.

Errore incolpevole

Niente sanzioni al contribuente che commette un errore senza avere alcuna colpa (ad esempio, l’erede che esclude dalla dichiarazione di successione un conto corrente che non gli era stato comunicato dalla banca e di cui quindi non aveva alcuna contezza).

Dolo del commercialista

Un altro tipico caso in cui non si è sanzionati per evasione fiscale è quando l’irregolarità tributaria è imputabile a un comportamento fraudolento del commercialista il quale però deve essere prontamente denunciato alla polizia o ai carabinieri (si pensi al consulente che scompaia con tutta la contabilità dell’azienda).

Forza maggiore

Un ultimo e importante caso in cui si possono evitare le sanzioni fiscali è quando il fatto viene commesso per forza maggiore: si pensi al contribuente che cada in coma e che perciò non possa presentare la dichiarazione dei redditi.

Approfondimenti

Violazioni fiscali: come evitare le sanzioni

Errori fiscali: conseguenze e rimedi

Come non pagare sanzioni fiscali



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