Cronaca | News

Ecco da dove arrivano le armi di Putin

3 Giugno 2022
Ecco da dove arrivano le armi di Putin

I rifornimenti delle armi di tecnologia avanzata che ora Mosca sta utilizzando contro l’Ucraina arrivano direttamente dall’Occidente. 

La notizia è significativa ma non certo inaspettata: la Russia combatte con le armi del nemico, in gran parte prodotte in quei «paesi ostili» che tanto disapprova. Nulla di nuovo, considerando i rapporti economici e di scambio che il Cremlino ha intrattenuto per anni con il resto del mondo fino allo scorso febbraio. Ma è una situazione abbastanza controversa da far sorgere qualche domanda: la Russia non si piegherà mai all’Occidente ma combatte con le sue armi? E, d’altro canto, Stati Uniti e Ue vogliono affossare l’avanzata di Putin ma fino a poco tempo fa erano i suoi maggiori fornitori di armi?

Secondo il rapporto di alcuni specialisti inviati dal Servizio di sicurezza dell’Ucraina, che il mese scorso, per un’analisi indipendente delle armi avanzate russe, hanno smantellato piccoli telemetri laser e sezioni di guida dei missili da crociera, quasi tutti contenevano parti prodotte da aziende statunitensi e dell’Unione europea come microchip, circuiti stampati, motori, antenne e altre apparecchiature. Lo rivela il New York Times. «Armi e sistemi di comunicazione russi avanzati sono stati costruiti attorno a chip occidentali» ha affermato Damien Spleeters, uno degli investigatori di Conflict Armament Research, che identifica e traccia armi e munizioni, aggiungendo che le aziende russe hanno avuto accesso a una «fornitura senza sosta» di tecnologia occidentale per decenni.

Tuttavia «mentre la tecnologia prodotta dalle società americane ed europee si è rivolta contro l’Ucraina, la situazione ha anche fornito agli Stati Uniti ed ai loro alleati un’importante fonte di influenza contro la Russia. Gli Usa e dozzine di paesi hanno utilizzato i divieti di esportazione per interrompere le spedizioni di tecnologia avanzata, ostacolando la capacità della Russia di produrre armi per sostituire quelle che sono state distrutte durante la guerra, secondo funzionari americani ed europei», si legge sul quotidiano americano.

Ieri, l’amministrazione Biden ha annunciato ulteriori sanzioni e restrizioni a Russia e Bielorussia, aggiungendo 71 organizzazioni a un elenco governativo che impedisce loro di acquistare tecnologia avanzata.



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