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Ucraina: le colpe della Nato secondo un generale italiano

3 Giugno 2022 | Autore:
Ucraina: le colpe della Nato secondo un generale italiano

L’ex capo del Comando operativo della Folgore: l’Alleanza vuole un conflitto nullo in Europa, Mosca voleva solo il rispetto degli accordi di Minsk.

Non è detto che tutto l’Occidente sostenga a spada tratta l’Ucraina invasa dalla Russia: a 100 giorni dall’inizio della guerra, c’è un generale italiano, Marco Bertolini, già a capo del Comando operativo di Vertice interforze e della Brigata Folgore, che difende la Russia e critica la Nato, per quanto definisca il conflitto in atti «particolarmente cruento».

«Da un punto di vista tattico-operativo – spiega il generale Bertolini – questa è una guerra simmetrica, tra eserciti, non come quelle che abbiamo visto negli ultimi decenni contro formazioni irregolari, contro i terroristi. È una guerra particolarmente cruenta, partita con una dichiarazione degli obiettivi che dovevano essere conseguiti da parte russa: l’autonomia del Donbass e la sovranità sulla Crimea, in linea con gli accordi di Minsk, nulla di nuovo. La Russia chiedeva che venissero applicati. In più c’era il discorso della neutralità dell’Ucraina».

«All’inizio – continua l’alto ufficiale – è stata una guerra che ha impegnato un lunghissimo tratto di fronte, dalla Bielorussia, a Nord di Kiev, fino alla Crimea e a Kherson nel quale comunque i russi non hanno impegnato molte forze a conferma del fatto che gli obiettivi che si poneva non erano di ampio respiro. Non puntava all’invasione dell’Ucraina, ma solo dei tratti di territorio che avevano indicato».

Dopo 100 giorni, «possiamo dire che quegli obiettivi sono quasi conseguiti – prosegue il generale – lo sforzo principale dei russi è sempre stato tra il Donbass e la Crimea, di fatto ormai il mar d’Azov è un lago sotto il controllo russo, così come pure il porto di Mariupol con la sua acciaieria. Zelensky stesso ha ammesso di non essere in condizione di riconquistare quel territorio. La Russia adesso ha il controllo di una grossa fetta di territorio ucraino: per fare un paragone con l’Italia, potremmo dire che è grande come tutta la parte centro-meridionale».

Dal punto di vista politico, però, «c’è stata da parte dell’Occidente, della Nato una levata di scudi sollecitata soprattutto da parte dell’amministrazione democratica degli Usa e dell’Inghilterra. Biden, in particolare – attacca Bertolini –, ha dimostrato un approccio diverso nei confronti della Russia da quello del suo predecessore Trump. Di fatto ha rimesso in moto quella macchina che si era fermata con la mancata vittoria della Clinton nel 2016 provocando una interruzione in una marcia contro la Russia, partita proprio dalle primavere arabe e che sarebbe probabilmente proseguita. Se al posto di Trump avesse vinto la Clinton, quello che stiamo vivendo adesso lo avremmo visto nel 2016 o nel 2017».

Secondo l’ex capo del Comando operativo della Folgore, «il problema non è Putin, anche se si è tentato di personalizzare il tutto nei suoi confronti. Da qui anche le varie affermazioni sul suo stato di salute, come se il problema fosse quello. Il problema è che c’è un Paese come la Russia che ha delle ambizioni, che vuol tornare ad essere una potenza importante con la quale fare i conti e non può rinunciare ad avere accessibilità al Mar Nero, al Mediterraneo e al Mar Baltico. Di conseguenza non può accettare di esser tagliata fuori dall’Europa, cosa che invece sta accadendo adesso».

Quindi, l’affondo contro l’Alleanza Atlantica: «La Nato non ha mai fatto un appello per i negoziati, non ha mai parlato di pace né di cessate il fuoco. Ha solo parlato di vittoria dell’Ucraina e di sconfitta della Russia, ha parlato di ‘regime change’ in Russia. La Nato, credo perché questa è la soluzione di cattedra del suo Paese più importante, gli Usa, non è contro una guerra lunga in Europa. Evidentemente – insiste il generale Bertolini – non ha paura di un Afghanistan europeo, un Afghanistan che dividerà tra l’altro due Paesi europei. Perché sia l’Ucraina che la Russia, fino agli Urali, sono Europa. Ma la Nato, evidentemente non si interessa più di tanto dell’Europa e auspica una guerra lunga, cronica in Europa e questo non è assolutamente un affare buono. Per fortuna nella Nato ci sono Paesi come la Turchia, la Francia e la Germania, ma anche l’Ungheria, che invece cercano di tenere aperta la possibilità di un negoziato. Se la Nato come Alleanza non sta facendo niente, anzi sta facendo il contrario per porre fine a questa guerra – conclude Bertolini – altrettanto non si può dire per alcuni dei suoi Paesi componenti che invece dimostrano di avere un approccio più indipendente».



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