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Fondo patrimoniale: come si dichiara inefficace con revocatoria

13 ottobre 2014


Fondo patrimoniale: come si dichiara inefficace con revocatoria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 ottobre 2014



Costituzione invalida se pregiudica i diritti del creditore.

La costituzione di un fondo patrimoniale da parte di un soggetto che vanti un consistente debito può essere dichiarata inefficace se pregiudica i diritti del creditore. Una recente sentenza del tribunale di Caltanissetta del 3 luglio scorso ci offre la possibilità di chiarire alcuni punti sull’istituto e sulle possibilità che hanno i creditori di chiederne la revocatoria.

La vicenda

Un soggetto, dopo essere stato condannato a pagare un milione di euro in favore di una società, aveva creato lo stesso giorno un fondo patrimoniale, a cui erano stati destinati la casa familiare e un villino. Così il creditore aveva avviato subito l’azione revocatoria. Il debitore si è difeso deducendo di non aver danneggiato il creditore posta la sua titolarità di un consistente patrimonio residuo.

La sentenza

Nella sentenza si sottolineano i principi fondamentali che regolano la costituzione di un fondo patrimoniale. Si tratta, in particolare, di un atto “a titolo gratuito”, dato che non richiede corrispettivo. Pertanto, in base al codice civile [1] per dichiararlo inefficace con la cosiddetta azione revocatoria sono necessari due presupposti:

1. che il debitore sia a conoscenza del pregiudizio che l’atto da lui posto in essere (appunto la creazione del fondo) arreca alle ragioni del creditore. Tale consapevolezza sussiste per esempio tutte le volte in cui il debitore costituisca il fondo dopo l’insorgere del debito, facendo così presumere che la garanzia sulla casa sia stata posta proprio per eludere la tutela del credito;

2. che la costituzione del fondo abbia recato un effettivo pregiudizio alle ragioni del creditore. A tal riguardo, non basta, per evitare la revocatoria, dimostrare di essere titolari di altri beni immobili su cui, eventualmente, i creditori potrebbero anche rivalersi, lasciando integro il fondo. Infatti, la giurisprudenza ritiene che, ai fini dell’azione revocatoria, sia sufficiente solo aver reso più difficile – e non impossibile – ai creditori il recupero del proprio credito. Tale per esempio potrebbe essere il caso di chi abbia immesso nel fondo patrimoniale la casa di civile abitazione, lasciando “scoperti” invece dei fondi difficilmente vendibili oppure degli immobili su cui il debitore vanti solo delle minime quote di comproprietà.

note

[1] Art. 2901 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com

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