Cronaca | News

Smart working, novità in arrivo per i genitori

3 Giugno 2022
Smart working, novità in arrivo per i genitori

Per i lavoratori che hanno almeno un figlio under 14 è stato previsto il prolungamento del diritto allo smart working fino alla fine di luglio.

Se sei un lavoratore dipendente del settore privato e hai almeno un figlio «piccolo» puoi stare tranquillo: il diritto allo smart working è stato prolungato fino al 31 luglio. Avrai la possibilità di continuare a svolgere le tue mansioni direttamente da casa, anche se questo spesso comporta doverti occupare della prole perdendo la concentrazione ad ogni «mammaa..», «papàààà…» e restando sempre con le orecchie rivolte a chi,  nella stanza accanto, potrebbe combinarne una delle sue proprio mentre sei in call.

Grazie alla conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge n. 24/2022, relativo alle «disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza», è stato prolungato il diritto a lavorare da casa per alcuni genitori.

Nello specifico, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, potranno godere ancora dello smart working. Il Governo ha previsto questa possibilità a condizione che:

  • nel nucleo familiare l’altro genitore non sia beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa;
  • l’altro genitore sia lavoratore (e dunque non a casa).

Questi lavoratori hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza di eventuali accordi individuali assunti col proprio datore di lavoro, e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

In base al dettato normativo lo stesso diritto allo svolgimento delle prestazioni di lavoro in smart working è riconosciuto, sulla base delle valutazioni dei medici competenti, anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante:

  • da immunodepressione,
  • da esiti di patologie oncologiche,
  • dallo svolgimento di terapie salvavita,
  • da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa [1].

note

[1] D.L. n. 24/2022, art. 10, comma 2, Allegato B,;


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