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Chi deve mantenere i genitori?

12 Giugno 2022
Chi deve mantenere i genitori?

Quando i figli devono prendersi cura del padre e della madre bisognosi e privi di entrate sufficienti a vivere.

Quando i genitori diventano anziani e la pensione insufficiente a coprire le numerose spese mediche è dovere morale dei figli correre in loro soccorso. Ma affinché questo dovere si trasformi in un vero e proprio obbligo giuridico devono ricorrere determinate condizioni.

A stabilire chi deve mantenere i genitori è il Codice civile che impone ai figli di prestare i cosiddetti «alimenti» in favore del padre e/o della madre quando questi versino in condizioni di grave bisogno fisico ed economico.

Ma vediamo più nel dettaglio come funziona quest’obbligo, quando i genitori possono chiedere gli alimenti ai figli, in che misura e fino a quando. Cosa può fare un figlio, nei confronti dei propri fratelli, che non lo aiutano a sostenere le spese in favore del padre o della madre? Con ordine, risponderemo qui di seguito a tutte queste domande.

I figli devono mantenere i genitori?

È a tutti noto che i genitori devono mantenere i figli minorenni o, se non ancora autosufficienti, anche quelli maggiorenni.

A loro volta, però, i figli sono tenuti a garantire ai genitori gli alimenti nel momento in cui questi versano in stato di bisogno o sono incapaci di provvedere al proprio mantenimento.

Gli alimenti sono una cosa ben diversa dal mantenimento:

  • sono diversi nei presupposti: il genitore deve sempre mantenere il figlio finché non diventa capace economicamente, mentre i figli devono versare gli alimenti solo quando i genitori versano in una grave situazione di bisogno. Inoltre, il genitore deve fare di tutto per mantenere i figli, anche se disoccupato, tentando di sfruttare le proprie potenzialità lavorative; i figli invece sono tenuti a versare gli alimenti solo se ne hanno le capacità economiche;
  • sono diversi nell’entità: il mantenimento dei figli deve garantire loro lo stesso tenore di vita goduto dai genitori e soddisfare non solo le esigenze vitali ma anche quelle della vita di relazione e ludiche; gli alimenti servono a coprire solo lo stretto indispensabile per la sopravvivenza.

Quando i figli non devono mantenere i genitori?

Il figlio non è tenuto a prestare gli alimenti in favore del genitore se questi è stato dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. In buona sostanza, ci deve essere stato un giudizio in cui il tribunale abbia dichiarato il genitore non adatto a prendersi cura del figlio, affidando questi all’altro genitore o a un terzo soggetto.

Quando i figli devono mantenere i genitori?

L’obbligo per i figli (anche adottivi) di versare gli alimenti in favore del genitore bisognoso scatta solo se questi non è sposato o se il proprio coniuge non ha la capacità di prendersi cura di lui.

Così, ad esempio, se la madre è bisognosa di assistenza ma il padre ha già una pensione sufficiente per entrambi, i figli non hanno, almeno per la legge, l’obbligo di aiutarli economicamente.

Al contrario, se il genitore in stato di bisogno non ha il coniuge o se questi non può soddisfare l’obbligo alimentare sono chiamati in via subordinata i figli, anche adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi ossia i nipoti.

Il figlio è obbligato in grado posteriore rispetto al coniuge: può quindi agire in proprio contro uno dei genitori per essere sollevato dall’obbligo.

Quando scatta l’obbligo di mantenere i genitori?

Il dovere di versare gli alimenti in favore del genitore scatta solo se questo versa in stato di bisogno. Lo stato di bisogno sussiste quando un soggetto non è in grado di far fronte alle esigenze fondamentali della propria vita (quali il vitto, l’abitazione, il vestiario e le cure mediche) per mancanza di adeguate sostanze patrimoniali e involontaria mancanza di un reddito di lavoro.

Il diritto agli alimenti sussiste anche quando lo stato di bisogno è dovuto a colpa del soggetto che li richiede (si pensi a un genitore che abbia sperperato tutto il proprio denaro in spese futili). In tale caso, però, è possibile prevedere una riduzione dell’importo degli alimenti.

Tale stato deve essere valutato in relazione alle effettive condizioni del soggetto, tenendo conto di tutte le risorse economiche di cui il medesimo dispone, compresi i redditi ricavabili dal godimento di beni immobili in proprietà o in usufrutto, e della loro idoneità a soddisfare le sue necessità primarie .

Lo stato di bisogno può dipendere da uno stato transitorio di malattia, purché non si risolva in un’indisposizione semplicemente transitoria.

Una tipica situazione di stato di bisogno ricorre in caso di invalidità al lavoro per incapacità fisica o impossibilità di esercitare un’attività lavorativa conforme alle proprie abitudini e alle proprie condizioni sociali.

A quanto ammontano gli alimenti per mantenere i genitori?

La legge non fissa un importo entro cui i figli debbano provvedere alle esigenze dei genitori. La misura deve essere proporzionata alle loro capacità economiche. Ecco perché, in presenza di più fratelli, ben potrebbe essere che alcuni debbano versare di più degli altri se sono più agiati.

I figli potrebbero provvedere a prendersi cura dei genitori anche in natura, ad esempio ospitandoli in casa propria o comprando per loro i beni di prima necessità (ad esempio il cibo o le medicine).

Il diritto agli alimenti ha una funzione e un contenuto più limitato rispetto a quello di mantenimento: include solo quanto è necessario per la vita di chi lo richiede, considerando la sua posizione sociale. Si devono cioè garantire solo i mezzi necessari alla sussistenza (il necessario per mangiare e una somma per pagare le spese essenziali per la casa).

Cosa rischia il figlio che non versa gli alimenti ai genitori?

Solo il genitore può agire in via civile contro il figlio che non vuole aiutarlo economicamente; non potrebbero farlo anche i suoi fratelli, per ottenere magari il rimborso delle spese sostenute per il genitore.

In ogni caso, chi viola gli obblighi di assistenza familiare commette un reato previsto dall’articolo 570 del Codice penale.



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