Diritto e Fisco | Articoli

Quali sono gli effetti di una donazione?

12 Giugno 2022
Quali sono gli effetti di una donazione?

Conseguenze di una donazione: vantaggi e svantaggi per il donante e il donatario.

“A caval donato non si guarda in bocca”, dice un adagio popolare. Ma, quando sono in gioco questioni legali, è sempre bene essere informati prima di dire di “sì”. Anche se si tratta di un regalo. Ecco perché è bene sapere quali sono gli effetti di una donazione e cosa rischia il donatario accettando ciò che gli viene offerto gratuitamente.

Di tanto ci occuperemo meglio qui di seguito. Spiegheremo cioè tutte le conseguenze della donazione, sia per il donante che per il donatario. Ma procediamo con ordine.

Cos’è la donazione?

Come spiegato più volte in queste pagine, la donazione è un contratto. Non bisogna infatti pensare che il contratto sia per forza lo scambio di una cosa con un’altra, con reciproco vantaggio. Per definizione, il contratto è infatti solo un accordo – di qualsiasi tipo – tra due o più persone volto a regolare i relativi rapporti economici.

Ragion per cui ben può esistere un contratto con un’unica prestazione a carico di una sola parte, come appunto nel caso della donazione. Si parla, a riguardo, di contratto “a titolo gratuito”, dove appunto, a fronte della prestazione ricevuta, non si dà nulla in cambio.

La vendita invece è un contratto “a titolo oneroso” visto che la cosa viene scambiata con il prezzo. Anche il baratto è un contratto a titolo oneroso: qui la controprestazione non è il denaro ma un altro bene in natura. E il prestito (o meglio il mutuo) può essere a titolo oneroso (quando prevede gli interessi) o gratuito (quando è infruttifero, ossia senza interessi).

La donazione è dunque un contratto a titolo gratuito.

Cosa comporta la donazione?

La donazione comporta il trasferimento della titolarità di un diritto dal soggetto donante in favore del donatario. Questo trasferimento non è automatico ma richiede il previo consenso del donatario. A nessuno infatti può imporsi un diritto che non vuole (si pensi alle ipotesi in cui il donante è un noto criminale o a quei casi in cui il bene donato, magari un immobile, è solo fonte di spese e non offre alcun vantaggio).

Il consenso del donatario però non deve essere per forza esplicito, potendo anche essere desunto tacitamente dal suo comportamento, come nel caso di chi prenda dalle mani del genitore i soldi che questi gli vuol regalare.

Dunque, l’accettazione da parte del donatario può essere desunta dall’avvenuta ricezione del bene donato o dal fatto che questi l’abbia trattenuto presso di sé.

Come si conclude la donazione?

Le donazioni di beni di modico valore si concludono con la consegna diretta della cosa al donatario senza bisogno di un contratto scritto.

Le donazioni di immobili o di beni il cui valore è particolarmente elevato rispetto alle condizioni economiche del donante e del donatario richiedono l’atto notarile e la presenza di due testimoni.

La donazione può anche essere indiretta, che avviene in due diverse forme:

  • pagando direttamente il venditore affinché trasferisca il bene al donatario (si pensi al padre che paga la ditta di costruzione per comprare la casa al figlio, evitando così il doppio passaggio di proprietà);
  • consegnando al donatario i soldi (anche tramite assegno o bonifico) affinché questi acquisti il bene che il donante vuol regalargli (ad esempio un’auto) e con questi paghi a sua volta il venditore.

Quali sono gli effetti della donazione?

La donazione è innanzitutto irrevocabile. Questo significa che, una volta trasferita la proprietà del bene in capo al donatario, il donante non può chiedere più la restituzione. La revoca è possibile solo in due casi:

  • sopravvenienza di figli in capo al donante di cui questi non aveva conoscenza al momento della donazione;
  • ingratitudine del donatario, che ricorre o al compimento di gravi reati oppure in caso di grave ingiuria, ossia un atteggiamento di forte disprezzo manifestato in pubblico.

Se è vero che il donante non può revocare la donazione, è però vero che le parti, di comune accordo, possono decidere di ripristinare la situazione anteriore, restituendo il bene al donante. Ma ci deve essere appunto l’accordo tanto del donante quanto del donatario.

Il secondo effetto della donazione è che obbliga il donatario a versare gli alimenti al donante qualora questi dovesse un giorno trovarsi in una situazione di grave bisogno economico, tale da mettere a rischio la sua stessa sopravvivenza. In tal caso, il donatario dovrà aiutare il donante in proporzione alle proprie capacità economiche, e pur sempre entro i limiti di valore del bene ricevuto, procurandogli solo i beni di prima necessità. L’obbligo degli alimenti per il donatario scatta però solo se il donante non ha coniuge, figli, nipoti, genitori, suoceri, nuore, fratelli o sorelle: diversamente, l’obbligo degli alimenti scatterebbe prima in capo ai parenti di grado più prossimo.

Il terzo effetto della donazione è che essa costituisce un’anticipazione della quota di legittima. Ci spieghiamo meglio. Il genitore e i figli del donante (e, in assenza dei figli, i genitori) sono suoi eredi “legittimari”, hanno cioè sempre diritto a una quota del suo patrimonio. Non possono quindi essere diseredati o ricevere meno di tale quota. Però, ai fini del calcolo di tale quota, si prendono in considerazione non solo i beni ricevuti con l’eventuale testamento ma anche quelli frutto di donazioni. Sicché, ad esempio, chi abbia ricevuto dal padre la donazione di un immobile di grande valore non potrà poi dolersi se, nel testamento, non viene affatto citato.

Il quarto effetto della donazione è che essa può essere contestata dagli eredi legittimari entro 10 anni dalla morte del donate se questi sono stati lesi nelle loro quote di legittima. E se il donatario ha, nel frattempo, venduto il bene a un terzo, i legittimari possono chiederne la restituzione all’acquirente se non sono ancora trascorsi 20 anni dalla trascrizione della donazione nei pubblici registri immobiliari.

Ecco perché chi riceve un bene in donazione difficilmente riuscirà a venderlo visto che i legittimari, se lesi, potrebbero recuperarlo entro i primi 20 anni dalla donazione medesima.

Effetti della donazione liberatoria

Esiste un altro tipo di donazione che non abbiamo citato prima: si verifica quando un soggetto paga il debito per conto di un altro oppure, essendo creditore del donatario, rinuncia al proprio credito. In tal caso, si parla di donazione liberatoria. In tali ipotesi, il donatario è liberato dal debito una volta che il contratto si è perfezionato.

Effetti della donazione: gli alimenti

Approfondiamo meglio la questione dell’obbligo di versare gli alimenti. Una volta che la donazione tipica si è perfezionata, se il donante si trova in uno stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento o di soddisfare i propri bisogni primari, il donatario è obbligato a mantenerlo fino al valore di quanto ricevuto.

A meno che la donazione non sia indiretta o effettuata per riconoscenza oppure in vista di un matrimonio, chi ha ricevuto un bene o un diritto, è obbligato a versare gli alimenti con precedenza sul coniuge, parenti e affini per il vincolo di gratitudine e riconoscenza che lo lega al donante. L’obbligo ricorre anche quando lo stato di bisogno del donante non è causato dalla donazione e il bene ricevuto non è comunque in grado di procurare al donatario un reddito sufficiente.

Quando il donante ha trasferito un bene o un diritto a più persone, l’obbligo è ripartito in proporzione al valore delle rispettive donazioni.

L’inadempimento dell’obbligo di prestare gli alimenti comporta:

  • se il donatario è un coniuge, parente o affine del donante, la possibilità per quest’ultimo di revocare la donazione per ingratitudine;
  • se il donatario è una persona che non ha rapporti di parentela con il donante, la possibilità per quest’ultimo di chiedere al giudice che l’obbligo sia rispettato presentando una richiesta di adempimento del contratto, senza però poter chiedere la revocazione della donazione. In questo caso, se il donante intende cautelarsi ulteriormente in caso di inadempimento dell’obbligo deve inserire nell’atto di donazione una specifica clausola risolutiva.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube