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Cos’è l’azione negatoria?

16 Ottobre 2022 | Autore:
Cos’è l’azione negatoria?

Come funziona l’azione petitoria a difesa della proprietà privata dalle turbative che provengono da terzi? Dopo quanto tempo si prescrive?

Secondo la legge italiana, si può agire in giudizio non solo per far accertare un proprio diritto (un credito, ad esempio) ma anche per difendersi dalle possibili pretese altrui, quando si ritiene che le stesse siano infondate. In questo caso, l’azione è finalizzata a tutelarsi dal rischio che qualcun altro, accampando scuse, possa approfittarsi della nostra proprietà. Proprio in questo contesto si inserisce correttamente la domanda posta nel titolo dell’articolo: cos’è l’azione negatoria?

Come vedremo a breve, si tratta di un’azione legale che serve a tutelare la proprietà privata dalle illegittime pretese altrui. Si pensi, ad esempio, al vicino che pretende di far passare i tubi di scarico nel cortile di casa, oppure a chi rivendichi addirittura l’usucapione di un terreno. Ecco, in tutti questi casi, viene in soccorso l’azione negatoria. Cos’è? Scopriamolo insieme.

L’azione negatoria nel Codice civile

Secondo il Codice civile [1], il proprietario può sempre agire per far dichiarare l’inesistenza di diritti affermati da altri sulla sua cosa, quando ha motivo di temerne un danno. Ma non solo.

Se sussistono anche turbative o molestie, il proprietario può chiedere al giudice di ordinarne la cessazione, oltre alla condanna al risarcimento.

L’azione negatoria si configura quindi come un rimedio generale a tutela del proprietario contro terzi che pretendono di vantare diritti sulla sua proprietà privata.

Azione negatoria: in cosa consiste?

L’azione negatoria serve a far dichiarare inesistente il diritto e a cessare l’illegittimo esercizio dello stesso. Ad esempio, il vicino di casa che vuole far passare le tubazioni sul fondo altrui ritenendo di vantare una servitù può essere “bloccato” attraverso l’azione negatoria.

Da questo punto di vista, quindi, l’azione negatoria ha carattere preventivo, in quanto serve a sventare una concreta minaccia all’integrità della proprietà privata.

Si pensi al vicino che, credendo di poter edificare sul confine e anche oltre, abbia già affidato l’incarico a una ditta di costruzioni. Per bloccare questa illegittima pretesa, il proprietario del terreno che verrà invaso può agire in tribunale con azione negatoria per ottenere una sentenza che sconfessi le pretese del vicino.

La stessa azione può essere esercitata per far cessare la molestia o il disturbo in corso. È il caso del vicino che abbia già fatto costruire un acquedotto facendolo passare per il fondo altrui, oppure che ha costruito sul confine non potendolo fare.

Azione negatoria: come funziona?

L’azione negatoria va esercitata necessariamente in tribunale, con domanda con cui si chiede al giudice di accertare l’inesistenza del preteso diritto altrui e, pertanto, di ordinare l’eventuale rimozione dell’opera illegittima e il pagamento del risarcimento del danno.

Ad esempio, se il proprietario esercita un’azione negatoria contro il vicino che ha costruito sul confine, può ottenere dal giudice una sentenza con cui si ordina la demolizione del manufatto edificato senza rispettare le distanze legali.

Nel caso di azione negatoria, quindi, se la domanda è accolta, il giudizio si definisce con la dichiarazione giudiziale dell’inesistenza del diritto affermato; se poi c’è anche turbativa o molestia, il giudice, a richiesta del proprietario, ordina la cessazione della stessa, l’eventuale ripristino della situazione a com’era prima dell’illecito (ripristino dello status quo ante) e il pagamento del risarcimento.

Azione negatoria: chi può agire?

Con l’azione negatoria può agire il proprietario minacciato dalla pretesa altrui; ma non solo: l’azione può essere esercitata anche dall’usufruttuario e dagli altri titolari di diritti reali, come ad esempio l’enfiteuta e l’usuario.

Ad esempio, può agire con l’azione negatoria il coniuge a cui sia spettato, per legge, il diritto di continuare ad abitare nella casa del defunto proprietario.

Azione negatoria: entro quanto tempo può esercitarsi?

L’azione negatoria può essere esercitata senza limiti di tempo: essa, infatti, è imprescrittibile.

L’unico limite all’esercizio dell’azione negatoria può derivare dall’usucapione maturata a favore di chi si è “approfittato” della proprietà altrui.

Ad esempio, se le tubature di scarico sono passate per oltre venti anni nel terreno del vicino, senza che questi abbia mai eccepito nulla, non ci si potrà poi lamentare con l’azione negatoria, in quanto nel frattempo la servitù è stata acquisita per usucapione.

Cos’è l’azione negatoria in sintesi?

L’azione negatoria è un’azione legale a difesa della proprietà privata; per questo si parla anche di “azione petitoria”. Può essere esercitata ogni volta che si ha un fondato timore che un’altra persona possa minacciare l’integrità o il godimento della proprietà, chiedendo al giudice l’accertamento dell’inesistenza dei diritti altrui oppure la rimozione della turbativa, se questa è già in atto, oltre al risarcimento dei danni.


note

[1] Art. 949 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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