Cronaca | News

Così la Russia cerca di screditare l’Italia

6 Giugno 2022
Così la Russia cerca di screditare l’Italia

Una sistematica campagna di disinformazione volta a schierare l’opinione pubblica a sostegno della Russia: su questo sta indagando il Copasir.

Che questa sia una guerra (anche) social è un dato di fatto: l’andamento dello scontro armato passa oggi anche tramite smartphone e tv, l’opinione pubblica ha una rilevanza nettamente differente rispetto al passato, le apparizioni pubbliche un peso cruciale. Ce lo ha insegnato in questi mesi lo stesso Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, spesso criticato proprio per la sua quasi costante presenza online. Ed è proprio su quanto affermato sui social e in televisione, pubblicato sotto forma di tweet e post, che sta indagando il Copasir italiano: i sostenitori della guerra, secondo quanto rivela questa mattina il sito del quotidiano Corriere della Sera, da mesi starebbero pubblicando e diffondendo notizie false per screditare l’Italia e la posizione del nostro Governo.

Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir ) sta indagando sull’attività di disinformazione posta in essere da russi o esponenti filo-putiniani che, nel corso di questi mesi, tramite interviste, post e uscite pubbliche, hanno attuato un’operazione di disinformazione dal doppio scopo. Da un lato quello di denunciare una presunta «russofobia» da parte dell’Italia, dall’altro sostenere che le sanzioni occidentali imposte alla Russia danneggiano soprattutto i Paesi che le hanno adottate. A tutti gli effetti un’operazione di articolata disinformazione per combattere, anche online, questa guerra. Fin dall’inizio del conflitto, infatti, chi ha come obiettivo quello di screditare l’azione del Governo e boicottare il sostegno all’Ucraina, ha attuato una propaganda sistematica di notizie mendaci e parziali.

«Stiamo facendo gli approfondimenti sulle forme di disinformazione e di ingerenza straniere. Siamo in attesa di alcune risposte rispetto alle nostre richieste». Così il vicepresidente del Copasir e deputato M5S Federica Dieni interpellata dall’Adnkronos sulle indiscrezioni sul dossier dei servizi sulla propaganda filorussa.

Un controllo urgente, che si concluderà entro la scadenza del 21 giugno 2022, data in cui il Premier Mario Draghi riferirà alle Camere prima della risoluzione di maggioranza sulla guerra, in vista Consiglio europeo.

In questi mesi, se ne sono sentite di ogni: dalla discriminazione nei confronti di cittadini russi all’estero causata dalla campagna di disinformazione internazionale dei media, alla «russofobia» italiana. Qualcuno è persino arrivato ad aprire una raccolta firme di Change.org contro «la disumanizzazione del popolo russo da parte dei nostri media».

Ora la campagna di disinformazione punta all’interesse economico dei suoi uditori, continuando a sostenere la tesi per cui la vera vittima delle sanzioni imposte alla Russia sia la stessa Unione Europea, affermando che per la mancanza delle materie prime russe molti produttori locali rischiano di chiudere.

Su Telegram e Twitter, i gruppi filorussi sono ormai da tempo scatenati contro il governo italiano, ma a ricoprire un importante ruolo in questa campagna sono anche diverse influencer e personaggi di spicco.

«Abbiamo come unica preoccupazione la sicurezza nazionale, messa a rischio dalle nuove strategie di condizionamento portate avanti dagli Stati autocratici, specie quando c’è di mezzo una guerra, con l’attività di propaganda che si porta dietro» ha affermato il presidente del Copasir e senatore FdI Adolfo Urso in un’intervista ad «Avvenire».

«La sicurezza nazionale ha assunto una diversa centralità per via dello scontro globale in atto. Sino a dieci anni fa sembrava che la tecnologia, la rete del ‘villaggio globale’ e la cosiddetta globalizzazione fossero i binari su cui viaggiava il treno delle libertà, da Occidente verso Oriente – ha aggiunto- Poi il treno è come tornato indietro e oggi la tecnologia consente ai sistemi autoritari e autocratici, sempre più imperiali, di controllare la propria opinione pubblica e il dissenso interno e nel contempo di condizionare, tentando di sottometterle, le democrazie occidentali che, come ‘società aperte’, restano più vulnerabili».

Sul tema si è espresso anche Elio Vito, deputato di Forza Italia e membro del Copasir, in un post su Twitter: «Quella che deve aumentare è la consapevolezza dell’attualità e della gravità della minaccia che rappresenta per la nostra democrazia e per la nostra libertà l’attività di disinformazione e di ingerenza straniera, compiuta anche tramite modalità ibride e cibernetiche».



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