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Donazioni su PayPal: come riaverle indietro

16 Ottobre 2022 | Autore:
Donazioni su PayPal: come riaverle indietro

Come si può ottenere il rimborso del denaro versato in beneficenza per errore o aderendo a raccolte fondi truffaldine che non realizzano gli scopi promessi.

A chi ha il cuore generoso capita spesso di aderire alle sottoscrizioni online, che vengono aperte per i motivi più vari: in genere, si tratta di assistenza a persone che hanno avuto una disgrazia o che comunque sono bisognose di denaro, oppure in favore di enti e associazioni che svolgono attività “meritevoli”, come la ricerca scientifica e le iniziative solidali. Ma anche un influencer può chiedere denaro per sostenere la sua attività con il contributo dei suoi followers. Grazie a PayPal è possibile donare denaro con molta facilità e queste campagne di raccolta fondi sono molto diffuse su Internet e sui social.

Certe volte, però, ci si sbaglia nel fare la donazione: un errore materiale nello scrivere una cifra, e così scappa uno zero in più, oppure si scopre una transazione non autorizzata, fatta da qualcuno che è entrato nell’account a nostra insaputa. Ci sono poi i casi in cui si scopre che la raccolta fondi è truffaldina: la penosa situazione rappresentata in realtà non esiste o è stata distorta ad arte per commuovere e indurre il pubblico a donare. Così i soldi non vanno a finire dove è stato dichiarato, ma vengono impiegati per scopi diversi: altro che beneficenza. In tutti questi casi, come riavere indietro le donazioni fatte su PayPal? Vediamo.

Donazioni su PayPal: come funzionano?

Su PayPal ci sono due tipi di conti: quello base, pensato per un uso personale, e il conto PayPal Business, destinato agli utenti professionali. Questo tipo di conto è  utile soprattutto per le aziende commerciali che fanno e-commerce e hanno necessità di ricevere pagamenti immediati per gli ordini dei clienti, e per le Onlus, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Questi enti ed associazioni possono ricevere in modo facile e veloce le donazioni su PayPal: è sufficiente aprire una campagna di raccolta fondi, descrivere il progetto e impostare il pulsante che consente ai donatori di versare il denaro. Dall’«hub fundraiser» sul sito di PayPal è possibile scorrere l’elenco delle organizzazioni no-profit selezionate dalla società e con raccolte fondi in corso: selezionandone una, le donazioni fatte verranno accreditate direttamente sul conto PayPal del beneficiario.

La donazione può essere di importo predefinito oppure libero, e può essere fatta, a scelta del donatore, con un pagamento unico o con una sottoscrizione periodica. Il donatore può decidere di rimanere anonimo o di comparire con il suo nome e la cifra donata. L’importo complessivo raccolto è pubblicamente visibile dalla pagina delle donazioni. Le somme donate vengono trasferite automaticamente sul conto PayPal del beneficiario.

Anche chi ha un normale conto PayPal può chiedere e ottenere donazioni, ma non avrà a disposizione il pulsante di pagamento e quindi non potrà impostare le sue richieste al pubblico con questo metodo. Le operazioni verranno classificate come comuni trasferimenti di denaro tra privati.

Truffe su donazioni PayPal: come avvengono?

PayPal è un sistema di pagamento elettronico, che consente di inviare e ricevere denaro con una semplice transazione online. La sicurezza dei pagamenti è garantita da PayPal, ma a monte e a valle dell’operazione possono avvenire facilmente delle truffe. I truffatori riescono a raggirare gli utenti ignari in parecchi modi: anche le truffe sulle donazioni, che si verificano specialmente quando le finalità reali della raccolta non corrispondono a quelle dichiarate e il denaro raccolto viene impiegato per scopi diversi da quelli promessi.

A volte, i criminali speculano sulla sofferenza, sulle disgrazie e sul buon cuore delle persone e creano sottoscrizioni per eventi inesistenti (ad esempio, la raccolta fondi per un bambino che deve subire una costosa operazione chirurgica) o per calamità naturali realmente accadute, come alluvioni o terremoti: ma le vittime di queste disgrazie non riceveranno mai nulla. Per questi motivi è sempre bene verificare prima a chi si sta donando il denaro: le richieste di donazione dovrebbero essere pubblicate su siti conosciuti o su pagine social affidabili, non provenire da mail o messaggi di estranei.

In ogni caso, chiedere e ricevere donazioni su PayPal è legale anche per scopi privati ed “egoistici”: ad esempio, chi fornisce lezioni gratuite sul proprio canale YouTube può invitare gli iscritti a contribuire, fornendo il link a PayPal per fare una donazione spontanea. E nulla vieta di aprire una sottoscrizione invitando i benefattori a versare denaro per aiutare qualcuno a realizzare un suo progetto personale, come l’acquisto di un’autovettura o un viaggio vacanza. Questo è lecito se lo scopo della raccolta fondi è dichiarato in modo veritiero; diventa truffaldino se è camuffato da progetti falsi creati con dichiarazioni che non corrispondono alla realtà, ad esempio inducendo i donatori a versare somme per l’acquisto di medicinali necessari a una persona malata, mentre il beneficiario è sanissimo e i soldi raccolti gli serviranno per comprare una moto.

I controlli di PayPal su chi organizza raccolte fondi

Chi decide di avviare una raccolta fondi su PayPal per scopi altruistici, solidali o benefici deve aderire alle condizioni «Generosity Network» della società che, per prevenire inganni, raggiri e frodi a danno dei donatori, prevedono:

  • la verifica dell’identità del soggetto che ha creato la raccolta e la sua dichiarazione di non agire «per conto terzi», compreso il beneficiario della raccolta, che non deve avere legami di interesse con l’organizzatore;
  • un conto PayPal attivo e in regola durante tutta la durata della sottoscrizione (ogni raccolta fondi può durare al massimo 30 giorni: alla scadenza, il pulsante “dona” viene disattivato);
  • un importo massimo di 20mila euro per ogni raccolta (ma è possibile creare più raccolte fondi separate e successive per ciascun ente benefico, purché siano attive una alla volta);
  • la pubblicazione chiara delle finalità della raccolta fondi: l’organizzatore «è tenuto a indicare con accuratezza e trasparenza» come verranno impiegate le donazioni, e non può attribuirgli una destinazione diversa da quella dichiarata;
  • la dichiarazione di rispettare la privacy dei donatori e dei beneficiari, evitando di divulgare i loro dati personali;
  • l’impegno a non richiedere, accettare e percepire compensi in relazione alla raccolta fondi: quindi, non si può «offrire alcun incentivo, rendimento, interesse, beneficio, premio o beneficio accessorio» in cambio di un contributo alla raccolta fondi;
  • il divieto di raccogliere fondi per campagne elettorali, partiti, esponenti politici e candidati, o per servizi finanziari (investimenti, prestiti, ecc.), per finalità di marketing o promozionali (compreso lo spam e le catene di S. Antonio) e per scopi illeciti (attività criminali, condotte violente, incitamento all’odio, ecc.).

Come annullare una donazione su PayPal

Se per qualsiasi motivo hai cambiato idea su una donazione fatta attraverso PayPal e vuoi avere indietro il denaro, puoi annullare il pagamento collegandoti al tuo account PayPal cliccando sul bottone “annulla” a fianco della transazione elencata nella cronologia delle tue operazioni. L’importo ti sarà accreditato entro 30 giorni. Attenzione però: questo metodo è disponibile solo per i pagamenti non riscossi, cioè non ancora accreditati al beneficiario; altrimenti il link “annulla” non è presente.

Se il bottone di annullamento manca o non è attivo, dovrai contattare il destinatario, cioè l’organizzatore della raccolta fondi, tramite i recapiti indicati nella pagina delle sottoscrizioni (in genere, è fornita la casella e-mail) e richiedere il rimborso, spiegandogli le ragioni per le quali intendi revocare la donazione o i motivi per i quali l’hai fatta per errore.

Ricorda che per ogni donazione fatta PayPal genera una ricevuta di conferma, che si può stampare in pdf, e assicura che il versamento è andato a buon fine: questo documento vale come prova della transazione (le donazioni di modico valore non richiedono certo l’intervento del notaio), quindi l’organizzatore non potrà negare di aver ricevuto il denaro, e se così fosse dovrebbe prendersela con PayPal, non con il donante. Tieni presente che chi ha raccolto i fondi può ancora restituirli ai donanti, rimborsandoli sui loro conti PayPal, se non li ha già riversati ai beneficiari che hanno utilizzato le somme accreditate per le finalità indicate nella raccolta.

Come contestare una donazione su PayPal

In caso di rifiuto, di mancata risposta o di impossibilità di contattare chi ha promosso la raccolta, puoi aprire – entro 180 giorni dalla data della donazione fatta – una contestazione su PayPal, evidenziando, a seconda dei casi, che hai fatto la donazione per errore oppure che l’organizzatore ha violato le condizioni d’uso di PayPal. Tieni presente che in questi casi non c’è un prodotto acquistato e non ricevuto (o arrivato difettoso, non funzionante o difforme dall’ordine), quindi le possibilità di contestazione sono più limitate, in quanto sono riferite essenzialmente alla violazione dei termini di utilizzo stabiliti da PayPal per le raccolte o a uno sbaglio compiuto dal donatore (che ad esempio ha versato 100 euro quando voleva donarne solo 10).

Inoltre, PayPal specifica che questo «programma di protezione degli acquisti» non si applica ai «pagamenti personali», cioè per quelli inviati tra familiari ed amici (ad esempio, per raccogliere i soldi necessari per fare un regalo).

La richiesta di contestazione della donazione va fatta dal menù «Centro risoluzioni» alla voce «Segnala un problema», compilando il modulo online per descrivere l’accaduto. Alla voce «codice pratica» bisogna inserire il numero di codice della donazione fatta, che si trova sulla ricevuta. Pervenuta la segnalazione, PayPal agirà da arbitro della disputa, quindi contatterà l’organizzatore della raccolta e ti fornirà la sua risposta; se sei ancora insoddisfatto, entro 20 giorni puoi proporre a PayPal il tuo reclamo per ottenere il riesame della decisione.

Come ottenere il rimborso donazione PayPal per vie legali

Se le richieste di annullamento o contestazione della donazione tramite Paypal non vengono accolte e non hanno esito positivo, i rimedi legali per risolvere la situazione e restituire il denaro al donante sono piuttosto limitati. La donazione, infatti, è un atto di liberalità gratuita che non consente ripensamenti, a meno che si sia stati vittima di un errore scusabile (ad esempio, scrivo 1.000 euro quando in realtà volevo donarne soltanto 10,00) o di una vera e propria truffa, come quando l’effettivo beneficiario non corrisponde a quanto dichiarato da chi ha promosso la raccolta fondi oppure quando il denaro raccolto viene impiegato per scopi diversi.

La regola generale è che la donazione non può essere revocata – neanche quando ha ad oggetto piccole somme di denaro – salvi i casi di malafede di chi l’ha ricevuta e di inganno subito dal donante (leggi “Come revocare una donazione di soldi“). Così solo in questi particolari casi c’è ancora la possibilità di ottenere la restituzione di quanto donato incautamente, senza giusta causa o perché si è stati vittima di truffa.

Si può cercare di recuperare il denaro donato attraverso le vie legali:

  • in sede civile, instaurando una causa finalizzata alla restituzione delle somme donate: ai sensi dell’art. 2033 del Codice civile, chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di «ripetere», cioè di farsi rimborsare, quanto ha pagato, anche con gli interessi, se chi ha ricevuto la donazione era in malafede;
  • in sede penale, sporgendo una denuncia/querela per il reato di truffa (art. 640 Cod. pen.), se ci sono motivi validi per ritenere che la raccolta era stata fatta con artifizi e raggiri che hanno indotto in errore i donanti sull’identità del beneficiario o sugli scopi dell’iniziativa.

note

[1] con l’azione giudiziaria di restituzione per «indebito oggettivo» di cui all’art. 2033 Cod. civ.


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