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I compiti a casa sono obbligatori?

6 Giugno 2022 | Autore:
I compiti a casa sono obbligatori?

C’è una legge che consente ai docenti di far studiare gli alunni durante il weekend o nelle vacanze estive? I ragazzi si possono rifiutare di farlo?

Quando la scuola fa una pausa più o meno lunga (si pensi ai periodi di Natale e Pasqua) o quando finisce l’anno scolastico, per gli alunni si pone l’eterna questione: non potranno passare proprio tutte le vacanze a riposare, a giocare, a fare delle attività che da settembre a giugno non possono svolgere. Perché, immancabili, ci sono i compiti che incombono. E quelli, al rientro, bisogna consegnarli. I ragazzi per primi, ma anche i genitori, si chiedono: i compiti a casa sono obbligatori?

Chi cerca una legge in proposito rimarrà deluso: non esiste una norma che imponga ai docenti di dare i compiti delle vacanze, così come non esiste una regola valida per tutti che vieti di chiedere agli alunni di fare dei lavori quando non vanno a scuola. La chiave si trova nell’autonomia dei singoli istituti.

Che succede, invece, durante l’anno scolastico? Si può chiedere a un alunno, dopo le ore di lezione, di fare i compiti a casa per il giorno dopo? O di farli durante il weekend per consegnarli il lunedì? Vediamo come stanno le cose.

Compiti a casa: le regole per le vacanze

Non esiste, come si diceva, una legge che obblighi o che esoneri gli alunni dai compiti a casa durante le vacanze: ogni istituto è libero, in virtù dell’autonomia di cui gode, di stabilire la propria linea. Pertanto, è la scuola a decidere se dare o meno i compiti delle vacanze ai ragazzi e tale decisione deve essere rispettata sia dagli alunni sia dagli insegnanti.

Ciò significa che se un dirigente scolastico decide che gli alunni del suo istituto devono godersi il tempo libero senza pensare a libri, esercizi o ripassi di ogni genere, gli insegnanti non potranno stabilire singolarmente il contrario: in questo caso, l’alunno sarebbe autorizzato a non consegnare i compiti a settembre (se si tratta delle vacanze estive). Viceversa, se si decide di dare i compiti per i mesi da giugno a settembre, l’alunno che si presenta con il libro in bianco o che, comunque, non ha completato il lavoro che gli è stato richiesto potrebbe avere una valutazione negativa e cominciare il nuovo anno scolastico con il piede sbagliato.

È importante tenere presente, dunque, che i compiti delle vacanze non solo non sono obbligatori ma che una scuola può decidere di non assegnarli senza violare alcuna legge, visto che tale legge non esiste. Decidere se assegnarli o meno spetta al collegio docenti: ecco perché tutti gli insegnanti devono rispettare quel che è stato stabilito.

Compiti a casa: le regole per il weekend

Chiarito che non c’è una legge per i compiti a casa durante le vacanze e che ogni scuola può decidere in autonomia, succede lo stesso per il weekend? Un insegnante, durante l’anno scolastico, può chiedere ai ragazzi di fare i compiti il sabato pomeriggio o la domenica per il lunedì?

In questo caso, il discorso è più articolato. Esiste, infatti, una vecchia circolare del ministero dell’Istruzione che risale al 1969 [1] che dice: «Agli alunni delle scuole elementari e secondarie di ogni grado e tipo non vengano assegnati compiti scolastici da svolgere o preparare a casa per il giorno successivo a quello festivo». Stando alla lettera della circolare, dunque, non si può imporre ad un alunno di studiare nel weekend o di preparare dei compiti per il lunedì. Ma anche da consegnare il giorno successivo ad una festa infrasettimanale: si pensi, ad esempio, alla festa dell’Immacolata se l’8 dicembre cade tra il lunedì e il venerdì.

Perché il Ministero avrebbe preso questa decisione e perché dovrebbe essere rispettata da tutte le scuole? Intanto, le regole ministeriali servono a quello, cioè ad essere rispettate. E poi, lo scopo di tale decisione è quello di garantire ai ragazzi il giusto tempo da trascorrere in famiglia e la possibilità di riposare o di svolgere altre attività diverse dallo studio (sport, eventi culturali, ecc.). Elementi fondamentali per la crescita di una persona dal punto di vista psico-fisico (leggi a tal proposito I compiti a casa nel weekend sono dannosi?).

Nel tempo, però, la circolare ministeriale è stata rivista. Intanto, è diventato lecito assegnare dei compiti da svolgere nel weekend o, comunque, da consegnare dopo un giorno festivo in prossimità di scrutini ed esami o se il monte ore delle lezioni non è stato sufficiente a svolgere tutto il programma previsto all’inizio dell’anno scolastico.

Ma allora, perché alcune scuole insistono nell’assegnare i compiti da fare il sabato e la domenica? La risposta va cercata nel decreto che riconosce l’autonomia di ciascun istituto [2]. Torniamo alla questione di prima: ogni scuola può decidere la propria politica in materia di compiti. Significa, a questo punto, che chi decide di assegnare dei lavori da fare nel weekend e da consegnare il lunedì o dopo un giorno festivo, non viola alcuna legge e l’alunno sarà tenuto a rispettare tale decisione per non essere penalizzato nel suo percorso scolastico. Così come il docente deve rispettare la scelta della scuola se decide di lasciare i ragazzi liberi ogni fine settimana.


note

[1] Min. Istruzione circ. n. 177/1969.

[2] DPR dell’08.03.1999.


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