Cronaca | News

Campagna russa contro l’Italia, arrivano le smentite

6 Giugno 2022
Campagna russa contro l’Italia, arrivano le smentite

Il Copasir nega di aver avviato indagini contro la propaganda russa, mentre la Farnesina chiama a rapporto l’Ambasciatore Razov per mettere in chiaro le cose. 

A distanza di poche ore dalla diffusione delle notizie relative a una campagna di disinformazione russa in campo da mesi al solo scopo di screditare l’Italia e osteggiare l’operato del Governo nello scontro armato, posizionatosi al fianco dell’Ucraina, arrivano le prime smentite. Da un lato c’è il presidente del Copasir che nega l’esistenza di un’indagine del Comitato su presunte intromissioni russe nell’ambito della disinformazione mediatica. Dall’altro c’è la Farnesina che convoca l’ambasciatore russo Razov respingendo senza mezzi termini le accuse di amoralità di istituzioni e media italiani.

«In merito a quanto riportato da alcuni organi di stampa, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica rileva di non aver mai condotto proprie indagini su presunti influencer e di aver ricevuto solo questa mattina un report specifico che per quanto ci riguarda, come sempre, resta classificato». Lo rende noto il presidente del Copasir, senatore Adolfo Urso.

«Peraltro, il Comitato si attiene sempre scrupolosamente a quanto previsto dalla legge 124/2007, non è una Commissione di inchiesta ma organo di controllo e garanzia; non ha poteri di indagine ma ottiene informazioni dagli organi preposti, nel corso di audizioni o sulla base di specifiche richieste, anche al fine di realizzare, ove lo ritenga, relazioni tematiche al Parlamento – sottolinea Urso – Con queste procedure ha attivato l’indagine conoscitiva “sulle forme di disinformazione e di ingerenze straniere, anche con riferimento alle minacce ibride e di natura cibernetica”, della quale ha dato comunicazione ai presidenti delle Camere e nella pubblica agenda dei propri lavori».

«Il Comitato, inoltre, agisce sempre con il vincolo della segretezza, a cui rigorosamente si attiene, e quando comunica lo fa solo sulla base di precise deliberazioni nelle modalità prescritte dalla legge – conclude – Auspica, pertanto, soprattutto su questa vicenda, che vi sia sempre una corretta attribuzione e riconoscibilità delle fonti proprio al fine di garantire quella libera e corretta informazione che è alla base della nostra democrazia, e che ciascuno si attenga alle proprie responsabilità, nella piena e leale collaborazione tra gli organi dello Stato».

La smentita arriva anche dallo stesso Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Sergey Razov. Il Segretario Generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, ha convocato Razov questa mattina alla Farnesina, su istruzione del ministro Luigi Di Maio, di concerto con Palazzo Chigi.

L’Ambasciatore Sequi ha respinto con fermezza le accuse di amoralità di alcuni rappresentanti delle istituzioni e dei media italiani, espresse in recenti dichiarazioni dal ministero degli Esteri russo. Il Segretario Generale della Farnesina ha inoltre rigettato le insinuazioni relative al presunto coinvolgimento di media del nostro Paese in una campagna anti-russa.

L’Ambasciatore Sequi ha rinnovato la condanna per l’ingiustificata aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa. Egli ha ribadito l’auspicio del Governo italiano che si possa giungere presto a una soluzione negoziata del conflitto su basi eque e di rispetto della sovranità ucraina e dei principi del diritto internazionale. Ha infine sottolineato l’importanza di definire rapidamente un’intesa per sbloccare le esportazioni di grano dai porti ucraini al fine di evitare gravi conseguenze per la sicurezza alimentare globale.

Raffaele Volpi della Lega e membro del Copasir, ha portato l’attenzione anche su un altro punto saliente: «Ritengo comunque, vista la particolare criticità del momento, che sarebbe utile ritrovare una forma comunicativa più idonea e consona alle peculiarità del Copasir evitando eccessi esternativi che rischiano di minare l’autorevolezza del Comitato».



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