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Test antidroga alla guida: pena più severa per chi rifiuta

6 Giugno 2022
Test antidroga alla guida: pena più severa per chi rifiuta

Scatta la confisca del veicolo di chiunque si rifiuti di essere sottoposto agli accertamenti sull’assunzione di stupefacenti durante un controllo stradale. 

Automobilisti avvisati, mezzi salvati. La Cassazione ha parlato: quella della confisca del veicolo per chi si rifiuta di sottoporsi ai controlli antidroga (probabilmente perché ha qualcosa da nascondere) deve essere un automatismo, escluso solo nell’ipotesi in cui risulti che l’auto non sia di proprietà della persona fermata.

In realtà, questa pronuncia non rappresenta una vera e propria novità, poiché quella della confisca del veicolo è una misura già prevista nel nostro ordinamento, ma i giudici di legittimità hanno dovuto ribadire il concetto bacchettando un tribunale marchigiano responsabile di averne omesso l’applicazione.

La Corte Suprema [1], su ricorso presentato dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Ancona, si è trovata ad esaminare il caso di una donna condannata ai lavori di pubblica utilità poiché si era rifiutata di sottoporsi agli accertamenti sull’assunzione di stupefacenti. Il giudice di primo grado l’aveva assolta dal reato di guida senza patente «perché il fatto non è previsto dalla legge come reato».

Per la Cassazione ha ragione la Procura quando lamenta che, condannando l’imputata ai lavori socialmente utili per aver rifiutato di fare il test antidroga, il tribunale ha però «omesso di applicare la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo con cui fu commesso il reato». Inoltre, proseguono i giudici di legittimità, non risulta neanche una spiegazione da parte del tribunale che spieghi l’assenza di tale disposizione motivandola, ad esempio, col fatto che il veicolo appartenesse a una persona estranea ai fatti (come nel caso in cui ad essere fermato fosse stato il figlio che guidava l’auto della madre).

Nella sentenza viene specificato che «il fatto che sia stata applicata all’imputata la sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, il cui esito positivo comporta la revoca della confisca, non esime il giudice dall’applicazione di quest’ultima».

Anche in merito alla guida senza patente la Corte si trova a dover redarguire i giudici di primo grado. La Cassazione spiega che questa fattispecie diventa penalmente rilevante «nell’ipotesi di recidiva nel biennio», ricordando che la recidiva ricorre anche quando risulti una «precedente violazione amministrativa definitivamente accertata nel biennio». Nello specifico, all’imputata risultata espressamente contestata una stessa identica violazione a quella che l’ha portata in giudizio, commessa meno di due anni prima, motivo per cui il tribunale avrebbe erroneamente ritenuto il fatto non punibile.

La Cassazione conclude, quindi, con l’annullamento della sentenza impugnata e il rinvio alla Corte d’Appello di Ancona (ai sensi dell’articolo 569 c.p.p., comma 4) per nuovo giudizio, che dovrà tenere conto della confisca per mancato accertamento antidroga, nel caso in cui venga accertato che il veicolo non appartiene a una persona estranea al reato.


note

[1] Cort. Cass. n. 20033/2022


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