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News Tfr in busta paga: l’accordo con l’Abi c’è

News Pubblicato il 14 ottobre 2014

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> News Pubblicato il 14 ottobre 2014

Il testo definitivo uscirà nelle prossime settimane nella annuale legge di stabilità.

 

Renzi è deciso e tra poche ore lo comunicherà ufficialmente davanti ai media pubblici. A partire dalla seconda metà del 2015, per i prossimi tre anni i dipendenti del settore privato riceveranno il TFR in busta paga, ma sarà pagato dalle banche e non dal datore di lavoro, il quale, invece, continuerà – come sempre ha fatto – a conservare in azienda le relative somme, salvo poi, all’estinzione del rapporto di lavoro, restituirle all’istituto di credito che le aveva anticipate al lavoratore. In questo modo si salvaguarda la solvibilità delle aziende che non saranno costrette a ricorrere ai capitali in prestito per poter finanziare gli investimenti. È stato infatti raggiunto l’accordo con l’ABI, l’associazione bancaria italiana.

L’operazione dovrebbe prevedere per i lavoratori libertà di scelta tra tre possibilità: lasciare la liquidazione in azienda, convogliarla sui fondi pensione oppure beneficiarne nello stipendio in un’unica soluzione o attraverso una spalmatura mese per mese. In entrambi casi verrebbe mantenuta l’attuale tassazione agevolata (mediamente tra il 23 e il 26%, cioè inferiore all’aliquota marginale Irpef). Più complessa invece la questione della liquidità da assicurare alle imprese. L’attuale garanzia prevista con l’apposito Fondo Inps sul Tfr (alimentato dai contributi dei datori di lavoro) è considerata insufficiente dalle banche. Di qui l’idea, che resta in campo, di prevedere una seconda garanzia pubblica, magari con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti.

Ovviamente, l’anticipazione della buonuscita riguarderà solo i lavoratori che vorranno aderire al nuovo meccanismo. E, comunque, dovrebbe essere prevista per un periodo limitato di tempo, in modo da ridare ossigeno all’economia.

Renzi è sicuro di avere già il testo tra le mani da inserire nell’imminente Legge di stabilità.

Si parla, inoltre, di prevedere l’anticipazione su base mensile e non semestrale o annuale, come inizialmente prospettato. In pratica, ogni fine mese i dipendenti troveranno il surplus in busta paga che sarà loro poi detratto dal TFR finale che riceveranno alla chiusura del rapporto di lavoro.

L’operazione “anticipo TFR” riguarderà non tutto il TFR ma solo il 50%. Il residuo verrà liquidato come sempre avvenuto sino ad oggi.

Una delle ultime ipotesi sul tavolo è di prevedere una seconda garanzia pubblica magari con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti. Il nodo dovrebbe sciogliersi tra oggi e domani mattina a poche ore dal varo della “stabilità”.

Le banche sono pronte a esaminare un testo dell’esecutivo “senza pregiudizio come abbiamo fatto in questi anni con le diverse convenzioni in materia di credito”, dice il direttore generale dell’Abi aggiungendo che nei giorni scorsi ci sono stati “contatti di natura tecnico-giuridica” per una verifica e analisi di tutti gli aspetti dell’operazione.


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