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News Trattenuta in busta paga per il fondo solidarietà INPS

News Pubblicato il 14 ottobre 2014

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Prelievo forzoso sui dipendenti e sulle aziende datrici di lavoro: l’onere ripartito tra imprese e lavoratori va versato all’Inps in attesa di un ente di settore.

Da ottobre la busta paga sarà più leggera perché, in attuazione di una norma voluta dal Ministro Fornero, ospiterà la nuova trattenuta previdenziale destinata al finanziamento del fondo di solidarietà residuale. Infatti entra a regime il contributo dello 0,50% (di cui un terzo a carico del dipendente e due terzi a carico del datore di lavoro) dovuto dalle imprese con oltre 15 dipendenti e non coperte dalla cassa integrazione guadagni in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Poiché il nuovo obbligo contributivo decorre da gennaio scorso, bisognerà versare all’Inps anche tutti gli arretrati maturati tra gennaio e settembre 2014 entro il prossimo 16 dicembre.

Non sarà l’Inps ad avvertire direttamente le aziende, ma queste dovranno verificare nel cassetto previdenziale l’eventuale attribuzione del codice di autorizzazione che identifica le imprese potenzialmente tenute al nuovo obbligo.

Il prelievo forzoso, finalizzato a garantire una tutela reddituale ai lavoratori sospesi da imprese prive di Cig è stato introdotto da una legge del 2012 [1], a seguito della quale è stato introdotto il fondo di solidarietà residuale presso l’Inps.

Le istruzioni operative da parte dell’Istituto medesimo sono arrivate solo nel mese di settembre, con una apposita circolare e un messaggio [2]. Con quest’ultimo, e in particolare all’interno del rispettivo allegato, l’Inps ha chiarito quali sono i soggetti tenuti all’iscrizione al nuovo fondo. Si tratta delle imprese con oltre 15 dipendenti, non coperte dalla cassa integrazione guadagni, prive di un fondo di solidarietà di settore (ad oggi operativo per esempio nel settore delle banche e assicurazioni), e che sono identificate presso l’Inps con i codici statistico contributivo (CSC) e codice autorizzazione (CA) indicate nel medesimo allegato (che non rientrino nei codici Ateco specificati nel medesimo documento).

Il requisito occupazionale si calcola con le stesse modalità previste per la Cig e cioè facendo la media del numero dei dipendenti (esclusi gli apprendisti e con riproporzionamento dei part time) del semestre precedente. Il calcolo va rifatto ogni mese, con la conseguente eventuale fluttuazione dell’obbligo contributivo, in ragione dell’eventuale variare della forza occupazionale.

Queste imprese, fintantoché non sarà eventualmente costituito un fondo di solidarietà di settore, dovranno versare all’Inps il contributo ordinario dello 0,50% ripartito tra dipendente e azienda nelle rispettive misure dello 0,17% o 0,33% destinato a finanziare la prestazione dell’assegno ordinario (pari a quello della Cig) che sarà erogato dal fondo e sul quale il fondo verserà anche la cosiddetta contribuzione correlata. Questo contributo si va di fatto ad aggiungere alla contribuzione ordinaria mensile, cosicché la trattenuta del dipendente diverrà pari al 9,36% (9,19+0,17) mentre l’aliquota in capo all’azienda si incrementerà dello 0,33%.

L’Inps si riserva di fornire successivamente le istruzioni per il versamento del contributo addizionale.

note

[1] Art. 3 L. 92/2012, attuato dal decreto ministeriale 79141/2014.

[2] Inps, circolare n. 100/2014 e poi con il messaggio n. 6897/2014.


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