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Assegnazione ex casa familiare a entrambi i coniugi

8 Giugno 2022
Assegnazione ex casa familiare a entrambi i coniugi

Possibile l’assegnazione parziale della casa familiare per consentire il collocamento paritario e alternato del figlio minore.

Lasciare casa e figli non è facile, anche a seguito di una crisi coniugale. Eppure, è ciò che succede all’indomani di ogni separazione. Ma laddove dovesse essere possibile dividere l’appartamento in due unità distinte, in modo da consentire agli ex coniugi di vivere separati e tuttavia vicini, assicurando ai figli il quotidiano contatto con entrambi i genitori, potrebbe il giudice accogliere una richiesta del genere?

Sulla possibilità di una assegnazione dell’ex casa familiare a entrambi i coniugi si è di recente espresso il tribunale di Gorizia [1]. Ecco cosa è stato detto.

A chi va la casa familiare?

Salvo diverso accordo, il giudice assegna la casa familiare al genitore con cui vanno a vivere i figli (decisione anche questa presa dal giudice, sentiti i minori da 12 anni in poi). Si deve trattare dei figli avuti dalla coppia in questione e non da precedenti unioni. 

Per poter riconoscere il diritto di abitazione nell’ex casa familiare è necessario che i figli siano ancora minorenni o, se maggiorenni, non autosufficienti dal punto di vista economico. Scopo infatti di tale previsione è garantire alla prole di vivere nello stesso habitat domestico in cui è cresciuta sino alla crisi coniugale. 

Pertanto, non è possibile l’assegnazione della casa coniugale in assenza di figli o con figli maggiorenni ormai autonomi o che vivono da soli: in tali ipotesi, l’immobile resta al suo proprietario. 

Se la casa è in comproprietà, la comunione permane fino a quando la coppia decide di venderla (con divisione del ricavato) o di assegnarla a uno dei due (dietro liquidazione all’altro della metà del valore). 

Spetta l’assegnazione della casa coniugale al convivente?

Il diritto di abitazione può essere riconosciuto non solo alle ex coppie sposate ma anche a quelle di conviventi. In entrambi i casi, infatti, il giudice può assegnare l’immobile di proprietà di uno dei due al genitore con cui vanno a vivere stabilmente i figli.

Cos’è la casa familiare?

La casa familiare è quella ove la coppia abitava stabilmente prima della separazione. Il diritto di abitazione spetta quindi solo sulla dimora abituale e non su altri immobili. Ragion per cui il giudice non può assegnare all’ex coniuge la seconda casa o, se anche la prima, quella non vissuta dalla coppia. 

Si può dividere la casa familiare tra i due ex se è grande?

Gli appartamenti di oggi sono sempre più piccoli, ragion per cui è difficile trovarsi nella situazione di un appartamento che possa essere diviso in due unità distinte. Ma laddove ciò dovesse essere possibile, il giudice potrebbe concedere il diritto di abitazione solo su una porzione dell’immobile, lasciando l’altra all’ex ed evitando a questi di doversi trasferire? Secondo il tribunale di Gorizia, la risposta è affermativa. 

Il potere del giudice della separazione di assegnare l’abitazione della casa familiare include anche la facoltà di attribuire alcuni soltanto dei locali di detta casa, quando essi abbiano ampiezza sufficiente per soddisfare le esigenze di detti figli e del genitore, ed altresì abbiano caratteristiche strutturali e funzionali tali da consentirne il distacco con autonoma unità abitativa, con modesti accorgimenti o piccoli lavori, senza opere edili di trasformazione. 

Nel caso di specie, il figlio è stato affidato congiuntamente ai genitori, indicati quali collocatari in modo paritetico ed alternato, con assegnazione parziale agli stessi dell’abitazione familiare, divisa su due distinte unità abitative, dotate di ingresso in comune e tra loro comunicabili tramite una scala. 


note

[1] Trib. Gorizia, decreto 26 maggio 2022.


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