Diffamazioni online: multe salate per chi ha la querela facile

14 Ottobre 2014
Diffamazioni online: multe salate per chi ha la querela facile

Contro i bavagli alla rete, arrivano sanzioni per evitare le liti temerarie.

Sei particolarmente “suscettibile” e ti senti puntualmente offeso da ogni scritto a te rivolto? Hai la querela facile contro chi scrive sul web? Le cose stanno per cambiare. Infatti, sta per passare il ddl sulle diffamazioni online [1] che conterrà, oltre al testo già noto, un nuovo emendamento particolarmente severo nei confronti di chi abusa della giustizia. Sarà infatti prevista una sanzione pecuniaria per chi attiva cause senza che ve ne siano i presupposti (cosiddette liti temerarie). In pratica, chi presenterà una querela che non abbia fondamenti, al solo scopo di contestare e bloccare un articolo pubblicato contro i suoi interessi, dovrà pagare una multa che comprenda spese legali e danni arrecati.

Il testo è stato approvato un anno fa circa dalla Camera dei deputati e ora passerà alla commissione Giustizia del Senato.

Il ddl ha già scatenato un’ampia discussione sui giornali che hanno parlato di pericolo di bavaglio alla stampa, di onere di rettifica immediata e rimozione a comando degli articoli sgraditi.

La legge prevede che la rettifica sia pubblicata entro 48 ore dal momento in cui se ne riceve la richiesta. La si  dovrà pubblicare solo se il giornale non è sicuro delle affermazioni fatte. Se invece è sicuro delle sue prese di posizione e intende quindi difenderle, si può rifiutare di pubblicare la rettifica. Spetterà poi al diretto interessato decidere se adire le vie legali o meno.

È a questo punto che arriva il vero il problema: prevenire le querele facili. Ecco perché è stato presentato l’emendamento che introduce la multa per chi le avvia.

Oltre al rischio paventato di rimozione a bacchetta degli articoli sgraditi, dalla querelle è emersa anche un’altra critica: l’aver posto sullo stesso piano il diritto di rettifica e quello all’oblio, sancito con la cosiddetta sentenza Google dalla Corte di giustizia dell’Unione europea che ha imposto ai motori di ricerca e ai siti internet di rimuovere i link con notizie che violano la privacy del singolo o riportano fatti non più rilevanti.


note

[1] Disegno di legge n. 1119.

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube