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Cosa succede se picchi un poliziotto in borghese?

19 Giugno 2022
Cosa succede se picchi un poliziotto in borghese?

Quando si configura il reato di resistenza a pubblico ufficiale e quando questo concorre con il reato di lesioni personali: l’obbligo di obbedire al poliziotto in borghese scatta solo se questi si identifica prima. 

Anche se spesso si dice ironicamente che i poliziotti li riconosci già dal volto, in realtà quando sono in borghese non sono affatto distinguibili. Ragion per cui ben si potrebbe avere una discussione con un agente in abiti civili e magari arrivare alle mani senza sapere con chi si ha a che fare. Di qui la domanda: cosa succede se picchi un poliziotto in borghese? In verità, la risposta dipende da quanta consapevolezza c’è, da parte della gente, di trovarsi dinanzi a un pubblico ufficiale. Bisogna poi valutare la ragione per cui si ricorre alla violenza. La giurisprudenza ha fornito alcuni importanti chiarimenti che sarà bene conoscere per poter spiegare cosa si rischia in ipotesi del genere.

Come riconoscere i poliziotti in borghese?

Gli ufficiali e gli agenti della Polizia di Stato sono considerati in servizio permanente, nel senso che non cessano dalla loro qualifica di pubblici ufficiali pur se liberi dal servizio; anche in tali circostanze, infatti, sono tenuti a esercitare le proprie funzioni ove si verifichino i presupposti di legge. 

Questo significa che bisogna obbedire al poliziotto in borghese. Ma come riconoscere i poliziotti in borghese? In realtà, non spetta al cittadino effettuare indagini, ma al pubblico ufficiale identificarsi su richiesta del primo. Identificazione che dovrà avvenire comunicando le proprie generalità, esibendo la placca di riconoscimento e il distintivo del corpo di appartenenza. Tutti questi sono elementi essenziali e, nello stesso tempo, sufficienti per far sì che il privato possa acquisire la consapevolezza di avere dinanzi a sé un poliziotto e sapere come doversi comportare.

Quando non si deve obbedire a un poliziotto in borghese?

Non è dovuta obbedienza a un poliziotto in borghese che, su richiesta del cittadino, non si identifichi per come spiegato sopra. Eventuali insulti o violenze consumate ai suoi danni saranno pertanto punite come quelle nei confronti di qualsiasi altro privato cittadino, senza che rilevi la qualifica di pubblico ufficiale. Peraltro, è bene ricordare che il Codice penale perdona gli insulti che sono conseguenza di un atto ingiusto ricevuto. Ragion per cui, ad esempio, se si viene minacciati o insultati da un poliziotto in borghese che non si è identificato non si risponderà né di ingiuria (comportamento oggi depenalizzato), né di diffamazione qualora si dovesse parlare male di lui alle sue spalle. 

Quando si deve obbedire a un poliziotto in borghese?

Invece, non appena il poliziotto in abiti civili si identifica, fornendo le proprie generalità al cittadino, mostrandogli il distintivo e la placca di riconoscimento, è necessario obbedirgli. 

A questo punto, eventuali condotte rivolte ad opporsi con violenza o minaccia a un atto da questi posto, integrerà:

  • il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 cod. pen.) se l’atto è già in esecuzione; la pena è la reclusione da sei mesi a cinque anni;
  • il reato di violazione o minaccia a pubblico ufficiale (art. 336 cod. pen.) se l’esecuzione dell’atto non è ancora iniziata [1].

Che succede se si picchia un poliziotto?

Se si picchia un poliziotto senza che questi si sia identificato, si può rispondere del comune reato di lesioni se si lasciano ferite nella vittima. Se invece non vi sono conseguenze fisiche rilevanti, si risponde del più blando reato di percosse (è il caso di uno schiaffo o di un calcio).

È fatta salva la possibilità ovviamente di invocare la legittima difesa quando si colpisce il poliziotto per difendersi da un suo comportamento violento, imminente e suscettibile di costituire un grave pericolo per la propria incolumità fisica.

Viceversa, se il poliziotto si identifica, il cittadino che, per ribellarsi, lo picchia commette:

  • soltanto il reato di resistenza a pubblico ufficiale se si tratta di quel minimo di violenza che si concretizza nelle percosse [2]; è quindi necessario che il pubblico ufficiale non si faccia male;
  • sia il reato di residenza a pubblico ufficiale che quello di lesioni personali se la violenza usata è più forte, tale da creare ferite nella vittima. Peraltro, in tal caso, il reato è aggravato dall’essere stato commesso in danno di un pubblico ufficiale. Vi è quindi un concorso di due reati [2]. 

note

[1] Cass. sent. n. 37749/2010.

[2] Cass. sent. n. 27703/2008.

Autore immagine: depositphotos.com


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