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Spese acqua senza contatore: come fare?

9 Giugno 2022
Spese acqua senza contatore: come fare?

Condominio: le bollette vanno divise per millesimi o in base a quante persone vivono negli appartamenti? 

Come si ripartiscono le bollette dell’acqua in condominio? Su questa domanda si sono consumate pagine di giurisprudenza, tant’è che è dovuta intervenire anche la stessa Cassazione. La ragione è che non sempre i condomini sono dotati di contatori individuali e anche laddove uno degli appartamenti ne sia provvisto, se non lo hanno anche gli altri non è possibile fare un calcolo preciso. Bisogna quindi procedere in modo diverso e, il più delle volte, tale modalità è indicata nel regolamento o nelle tabelle ad esso allegate. Allora, come fare con le spese di acqua senza contatore? Le indicazioni, dicevamo, sono state fornite dalla giurisprudenza in assenza di precise regole fissate dalla legge.

Come si dividono le spese dell’acqua in condominio?

Secondo la Suprema Corte [1], salva diversa previsione adottata dall’assemblea o inserita nel regolamento di condominio, la ripartizione delle spese della bolletta dell’acqua, in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare, deve essere effettuata in base ai millesimi di proprietà, ossia secondo le regole generali valide per qualsiasi altra spesa comune. 

Solo un regolamento di condominio “contrattuale” (ossia approvato all’unanimità) o una delibera dell’assemblea anch’essa approvata all’unanimità, possono stabilire criteri differenti di divisione delle spese idriche. 

Pertanto è nulla la delibera assembleare, assunta a maggioranza, che adotta un diverso criterio di riparto, ad esempio in base alla dimensione dell’appartamento o al numero di coloro che abitano stabilmente nell’unità immobiliare. Ed è altresì nulla, per la stessa ragione, in assenza di unanimità, la decisione del condominio di esonerare dal pagamento delle bollette dell’acqua i condomini i cui appartamenti rimangono vuoti nel corso dell’anno (come nell’ipotesi delle seconde case o di quelle a uso vacanza).

Quali sono i criteri di ripartizione delle bollette dell’acqua in condominio?

Quando l’amministratore deve dividere tra i vari condomini le spese delle bollette intestate al condomino, il comportamento più indicato – e anche più giusto – sarebbe quello di dotare ogni appartamento di contatori e quindi di effettuare la ripartizione dei consumi idrici sulla base delle letture rilevabili nei contatori medesimi. E ciò anche se il regolamento condominiale prevede altri criteri di ripartizione come, ad esempio, quello del numero delle persone per gli immobili ad uso abitativo. 

In mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola abitazione, la spesa va suddivisa in base ai valori millesimali.

Questa tesi è stata di recente confermata dal tribunale di Busto Arsizio [2] che ha richiamato la pronuncia della Cassazione citata in apertura di questo articolo. 

Quindi, i criteri di ripartizione delle bollette secondo millesimi previsto dal Codice civile (art. 1123 cod. civ.)  o il diverso criterio indicato dal regolamento di condominio sono applicabili e legittimi solo in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare. La ripartizione a contatore, d’altra parte è poi imposta dalle norme vigenti, che prevedono come obbligatoria l’installazione di contatori individuali, soprattutto per le attività produttive o del terziario.

Contatori individuali di acqua: sono obbligatori?

La legge 36/94 sul «Servizio idrico integrato» all’articolo 5 (come modificato dal Dlgs 152/1999), in particolare, stabilisce che: «1. Le regioni prevedono norme e misure volte a favorire la riduzione dei consumi e l’eliminazione degli sprechi ed in particolare a (omissis) d) installare contatori per il consumo dell’acqua in ogni singola unità abitativa nonché contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano». 

A tale normativa è seguito il Dpcm 4 marzo 1996 (Disposizioni in materia di risorse idriche – ecologia) che ha previsto l’obbligo di misurazione dei consumi idrici richiamando anche la direttiva comunitaria 75/33. Tale normativa nel suo complesso, sempre al fine di conseguire il risparmio idrico, specifica che deve essere prevista l’installazione di contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario (come ad esempio nel caso di B&B all’interno del condominio).

Addirittura, secondo la sentenza del tribunale di Busto Arsizio prima richiamata e un altro precedente del tribunale di Milano [3], trattandosi di una normativa di carattere pubblicistico, derivante peraltro dagli impegni assunti con l’Unione Europea, essa prevale anche sui regolamenti contrattuali e sulle delibere approvate all’unanimità. In buona sostanza, due sono le alternative per dividere le spese delle bollette condominiali dell’acqua: 

  • o si installano i contatori, ma questi devono essere presenti in tutti gli appartamenti e non solo in alcuni;
  • oppure si procede secondo millesimi. 

note

[1] Cass. sent. n. 17557/2014.

[2] Trib. Busto Arsizio, sent. n. 244/22 del 18.02.2022.

[3] Trib. Milano, sent. n. 4275/2019.


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