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Equitalia e l’ipoteca per Irpef non pagato su un fondo patrimoniale

14 Ottobre 2014
Equitalia e l’ipoteca per Irpef non pagato su un fondo patrimoniale

Equitalia ha iscritto, quest’anno, ipoteca su un immobile per accertamenti scaturiti da una dichiarazione dei redditi del 2005: è possibile chiederne la cancellazione se l’immobile è gravato da fondo patrimoniale costituito nel 2003?

Il fatto che il fondo patrimoniale sia stato costituito nel lontano 2003 lo rende ormai irrevocabile per qualsiasi creditore, per debiti pregressi alla stessa costituzione del fondo. In altre parole, la cosiddetta “azione revocatoria” non può essere più esperita e il fondo deve ormai considerarsi completamente consolidato.

Chiarito ciò, bisogna ricordare che il fondo resta sempre aggredibile solo per debiti contratti per far fronte ad esigenze familiari, siano essi sorti prima o dopo la costituzione del fondo stesso. Non resta, quindi, che verificare se il pagamento dell’Irpef (che nel Suo caso ha generato la notifica della cartella di Equitalia) possa considerarsi una spesa necessaria al sostentamento della famiglia e, come tale, possa giustificare l’aggressione del fondo in qualsiasi momento, anche una volta che lo stesso (così come è nel caso di specie) si sia “solidificato”.

Esistono numerose sentenze che ritengono inattaccabile il bene immobile, inserito nel fondo patrimoniale, per debiti scaturenti da mancato pagamento dell’Irpef [2].

Secondo invece un orientamento condiviso da una parte della dottrina, se il debito Irpef scaturisce da redditi di attività professionale o di lavoro dipendente esso non consente il pignoramento dei beni inseriti nel fondo patrimoniale. Opposto discorso va fatto invece, se l’insorgenza del debito Irpef deriva dai redditi fondiari, imputabili cioè agli stessi immobili inseriti nel fondo: in tal caso, Equitalia potrà aggredire il bene inserito nel fondo.

Non mancano però (sebbene in minor misura) orientamenti più rigorosi. Segnalo, a riguardo, una sentenza della Cassazione assai recente [3] secondo cui, in caso di debito contratto per motivi imprenditoriali o lavorativi, lo stesso può essere inteso anche come assunto nell’interesse della famiglia e, pertanto, giustifica il pignoramento dell’immobile inserito nel fondo.

In ultimo, bisogna tenere conto della recente modifica che ha reso impignorabile la “prima casa”. In altre parole, proprio con riguardo alla prima casa, la legge stabilisce che l’agente della riscossione:

a) non può avviare il pignoramento immobiliare della casa di proprietà del debitore (salvo immobili di lusso o di categorie catastali A/8 e A19) se quest’ultimo sia stato adibito ad uso abitativo e il debitore vi risiede anagraficamente. L’impignorabilità dell’immobile, però, non esclude che non possa essere iscritta l’ipoteca. Infatti, ben può Equitalia limitarsi a iscrivere l’ipoteca senza poi avviare il processo esecutivo;

b) negli altri casi, Equitalia può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui procede supera centoventimila euro. In tal caso, l’espropriazione può essere avviata se sono passati sei mesi da quando è stata iscritta l’ipoteca e il debitore non ha pagato.


note

[1] Art. 170 cod. civ.

[2] Trib. Ferrara, sent n. 9/2012; Trib. Mantova sent. del 28.5.2002.

[3] Cass. sent. n. 15886 del 2014.


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