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Caduta da cavallo: responsabilità e risarcimento

19 Giugno 2022
Caduta da cavallo: responsabilità e risarcimento

Il gestore del maneggio è responsabile in caso di caduta da cavallo durante la lezione o la semplice esercitazione?

Chi risarcisce il danno in caso di caduta da cavallo? Sulla responsabilità del titolare del maneggio che impartisce le lezioni di equitazione o che semplicemente mette a disposizione i cavalli per chi vuol fare sport si è più volte espressa la giurisprudenza. Dopo un iniziale periodo di incertezza, i giudici hanno raggiunto una posizione stabile e condivisa anche dalla Cassazione. In particolare, oggi la responsabilità e il risarcimento per la caduta da cavallo vengono fatti dipendere dal grado di esperienza del cavallerizzo: tanto più è avanzato, tanto più facile è, per il proprietario dell’animale, evitare di pagare i danni per le fratture e le ferite riportate. Invece, per i principianti esistono maggiori chance per ottenere l’indennizzo. Di tanto parleremo meglio qui di seguito. Ma procediamo con ordine.

Risarcimento caduta da cavallo: c’è assicurazione?

Sulla possibilità di ottenere il risarcimento in caso di caduta da cavallo pesa l’eventuale assicurazione sottoscritta dal titolare del maneggio: tale eventualità costituisce, di certo, maggiore garanzia per l’infortunato, intervenendo un soggetto terzo a pagargli i danni. Senonché, detta copertura non è obbligatoria se non per gli sportivi dilettanti tesserati alle Federazioni sportive nazionali. Bisogna quindi sperare – e, con un minimo di diligenza, assicurarsi preventivamente – che il centro sia assicurato. 

Si tenga peraltro conto che il tesseramento deve essere eseguito in data certa anteriore all’infortunio: in questo modo, si vuol evitare che, per ottenere il pagamento da parte dell’assicurazione, si possano far sottoscrivere fraudolentemente dei tesseramenti solo dopo la caduta da cavallo.

In assenza di un’apposita polizza assicurativa, bisognerà dunque agire contro il titolare del maneggio. Il tutto nella speranza che questi sia solvibile e disponga delle capacità economiche per coprire la vittima dei danni subiti: diversamente, l’azione giudiziaria avrebbe poco senso. 

A tal fine bisognerà valutare in che forma è gestito il maneggio: se cioè tramite una società o con una ditta individuale. Nel primo caso, se si tratta di una Srl o altra società di capitali, a risponderne sarà solo il patrimonio sociale, senza che la vittima possa rivalersi sui soci. Viceversa, in presenza di una società di persone (come una Snc) o di un’attività di tipo diverso (ad esempio una ditta individuale), la responsabilità fa capo unicamente al gestore del maneggio: ciò significa che il creditore potrà anche pignorare i suoi beni personali, come la casa.

Esonero responsabilità per caduta da cavallo

Spesso, i gestori dei maneggi sono soliti far firmare, ai propri clienti, una dichiarazione con cui questi li esonerano da ogni responsabilità per eventuali cadute da cavallo. Ebbene, tali dichiarazioni non hanno alcun valore perché le norme sulla responsabilità del proprietario dell’animale, di cui a breve parleremo, non possono essere oggetto di deroghe. La rinuncia all’azione di risarcimento è valida solo se sottoscritta dopo che il danno si è prodotto e non prima. 

Caduta da cavallo: quando spetta il risarcimento?

Vediamo ora in quali ipotesi è possibile chiedere il risarcimento ossia quando c’è responsabilità del titolare del maneggio per la caduta del cavallo.

Come anticipato in apertura, la giurisprudenza distingue tra i danni causati a persone esperte e a principianti.

In particolare:

  • se la caduta da cavallo riguarda una persona esperta, il titolare del maneggio è esonerato dalla responsabilità se dimostra che l’infortunio è avvenuto per “caso fortuito” ossia per un fatto imprevedibile e da lui inevitabile, come nell’ipotesi del cavallo che si sia imbizzarrito tutto d’un tratto o qualora la caduta sia stata frutto di una negligenza dell’atleta (per essersi distratto o non aver rispettato le “regole” della disciplina sportiva). In questi casi infatti si applica l’articolo 2052 del Codice civile a norma del quale il proprietario di un animale è responsabile dei danni cagionati dall’animale, anche se in quel momento non è sotto la sua custodia, a meno che non dimostri il caso fortuito. In assenza però della prova del caso fortuito, il titolare del centro (o, per lui, l’eventuale assicurazione) è tenuto a risarcire i danni alla vittima. Così succede, ad esempio, se questi ha dato al cliente un animale che non ha mai manifestato comportamenti ostili verso l’uomo o ribelli; 
  • se la caduta da cavallo riguarda invece una persona inesperta (un principiante), il titolare del maneggio è esonerato dalla responsabilità solo se dimostra di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Il che è molto più difficile rispetto al caso precedente. Pertanto, rispetto a una persona già pratica dell’arte cavallerizza, è più facile per il dilettante o per il giovane ignaro delle regole di equitazione ottenere il risarcimento. In questi casi, si applica infatti l’articolo 2050 del Codice civile relativo alla responsabilità per l’esercizio delle attività pericolose: chi accetta il rischio di esporsi a tali attività deve anche mettere in conto di potersi fare male (si pensi al pugile che sale sul ring o a chi fa parapendio).

Analizziamo singolarmente queste due ipotesi.

Responsabilità maneggio per caduta da cavallo di persona esperta

Nel caso in cui la caduta riguardi una persona esperta, il titolare del maneggio non potrà esonerarsi dalla responsabilità appellandosi solo al fatto che i comportamenti degli animali – e nella specie, dei cavalli – sono di per sé imprevedibili. Secondo la Cassazione «l’imprevedibilità costituisce una caratteristica ontologica di ogni essere privo di raziocinio» [1]: quindi, non è quel «caso fortuito» che il Codice richiede per escludere il risarcimento del danno. Del resto, se così fosse, ne deriverebbe un totale e perpetuo esonero da ogni responsabilità per il titolare di qualsiasi animale. Il gestore del maneggio dovrà fare uno sforzo in più, dimostrando ad esempio che l’attività è stata svolta all’interno del circolo, in presenza di personale qualificato, con cavalli collaudati e adatti all’attività di insegnamento, su un tracciato sicuro e ben conosciuto. 

Responsabilità maneggio per caduta da cavallo di persona inesperta

Se però la caduta coinvolge un principiante, tutto ciò non basta più per evitare di risarcire i danni alla vittima; a ben vedere, in tali ipotesi, si può parlare di una vera e propria responsabilità oggettiva, ossia che scatta in automatico per il solo fatto di essere proprietari o custodi dell’animale, indipendentemente da qualsiasi colpa. Ad esempio, in un noto caso, la Cassazione [2] ha ritenuto responsabile il gestore del maneggio per la caduta da cavallo di un’allieva principiante, colpita dallo zoccolo di un cavallo che, nel corso dell’esercitazione, aveva già dato segni evidenti di nervosismo.

La giurisprudenza [3] ha addirittura individuato dei veri e propri protocolli per i principianti: quando un cavallo viene dato ad un principiante vi deve essere un operatore che lo conduce; i cavalli devono stare in fila indiana e non possono uscire dal maneggio.  

Caduta durante la passeggiata a cavallo

Chi ha meno di 14 anni non può fare passeggiate a cavallo esterne al maneggio. Lo dispone l’articolo 115 del codice della strada a norma del quale «Chi guida veicoli o conduce animali deve essere idoneo per requisiti fisici e psichici e aver compiuto: anni quattordici per guidare veicoli a trazione animale o condurre animali da tiro, da soma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti di animali».

Approfondimenti

Caduta da cavallo: ultime sentenze


note

[1] Cass., 9 aprile 2015, n. 7093

[2] Cass. civ., sez. III, 19.6.2008, n. 16637

[3] Tribunale Oristano sez. I, 14/12/2017, n.843

Autore immagine: depositphotos.com


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