Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Testimonianza e Ctu: quale vale di più nel giudizio civile?

23 Ottobre 2022 | Autore:
Testimonianza e Ctu: quale vale di più nel giudizio civile?

Che valore ha la deposizione del testimone? Cos’è e a cosa serve la consulenza tecnica d’ufficio? Il giudice crede di più al teste o al consulente?

Chi intende far valere un proprio diritto deve darne prova in giudizio. Ad esempio, chi chiede la restituzione di una somma di denaro deve dimostrare il prestito elargito; chi domanda il risarcimento deve provare il danno subito. Per dimostrare i propri diritti in giudizio ci si avvale delle “prove”, cioè di alcuni fatti che sono in grado di confermare al giudice l’esistenza della situazione a sé favorevole. Con questo articolo ci occuperemo di una specifica questione: vedremo cioè se nel giudizio civile vale di più la testimonianza o la Ctu.

Come spiegheremo nel prosieguo, in realtà la Consulenza tecnica d’ufficio non è un vero e proprio mezzo di prova; ciononostante, il suo peso all’interno del processo è enorme, tant’è che, nella maggior parte delle cause dal contenuto “tecnico”, il giudice si affida, per la propria decisione, ai risultati della perizia. Se l’argomento t’interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se nel giudizio civile vale di più la testimonianza o la Ctu.

Testimonianza: che cos’è?

La testimonianza è un mezzo di prova che consiste nel racconto di una persona che ha assistito direttamente alla vicenda oggetto del giudizio.

Detto in altre parole, la testimonianza consiste nella deposizione di chi ha visto come sono andati i fatti che sono oggetto della controversia, non avendo però alcun interesse all’esito della stessa, nel senso che le sorti del processo gli sono indifferenti.

Ad esempio, il creditore che non ha un documento scritto da cui si evince il prestito che ha fatto al debitore può citare come testimone la persona che era presente nel momento in cui il prestito è avvenuto.

Ancora, è testimone il pedone che, casualmente, ha assistito al sinistro stradale avvenuto tra due veicoli.

Testimonianza: che valore ha?

Qual è il valore della prova testimoniale? Secondo la legge, la testimonianza non è una prova legale, cioè una prova che vincola il giudice a crederle. In altre parole, il giudice potrebbe discostarsi da quanto raccontato dai testimoni se ritiene che le loro deposizioni non siano attendibili.

La testimonianza è quindi una prova libera, nel senso che la sua portata è lasciata al prudente apprezzamento del giudice il quale, anche se non la reputa totalmente falsa, può comunque ritenerla non influente ai fini del decidere.

Si prenda il caso dei dipendenti di una ditta chiamati a testimoniare a favore del proprio datore di lavoro citato in causa: pur potendo validamente deporre, il giudice sarà scarsamente incline a dar retta alla loro testimonianza, per via del rapporto che hanno con una delle parti in causa.

Che cos’è la Ctu?

La Ctu è la Consulenza tecnica d’ufficio che il giudice dispone ogni volta che la causa verte su questioni particolarmente complesse per le quali occorrono conoscenze molto specifiche.

È il caso del medico legale chiamato ad accertare le cause della morte in un presunto caso di malasanità, oppure dell’agronomo nominato per verificare un danno alle coltivazioni a causa di uno sversamento di acque reflue.

Chi è il Ctu?

Il Ctu è il Consulente tecnico d’ufficio che il giudice nomina (scegliendolo da un apposito albo presente in ogni tribunale) affinché rediga la Consulenza tecnica d’ufficio. In pratica, il Ctu (Consulente) redige la Ctu (Consulenza).

Il Ctu svolge la funzione di ausiliario del giudice: egli agisce su incarico del magistrato entro i limiti della nomina che gli è conferita. Per assolvere al suo compito, risponde alle domande che il giudice gli pone, nei termini da quest’ultimo stabiliti.

Testimonianza e Ctu: qual è la differenza?

La differenza tra testimonianza e Ctu è che, mentre la testimonianza è un mezzo di prova, la Ctu serve a valutare le prove già prodotte dalle parti in giudizio.

In altre parole, la funzione della Ctu non è quella di determinare immediatamente il convincimento del giudice, ma di fornirgli un sostegno per l’interpretazione degli elementi che emergono dal processo, ivi compresi gli stessi mezzi di prova.

Si pensi alla Ctu medico legale per stabilire se i sintomi di una malattia, come descritti da un testimone, siano o meno conseguenza di un certo evento.

La Ctu non è quindi un mezzo di prova, bensì uno strumento di valutazione delle prove.

Tanto è dimostrato dal fatto che, mentre la prova testimoniale è a carico delle parti, le quali devono preoccuparsi di chiederne l’ammissione e poi di citare in giudizio i testi, la Ctu è disposta dal giudice a suo insindacabile giudizio.

Non si può pertanto fare una causa sperando solamente nella valutazione favorevole del Ctu, in quanto il giudice ben potrebbe non designare alcun consulente davanti alla totale assenza di prove prodotte dall’attore in giudizio.

La Ctu, quindi, serve a supportare il materiale già fornito dai “contendenti” in causa.

Testimonianza e Ctu: quale vale di più?

Veniamo ora al quesito che fornisce il titolo al presente articolo: nel giudizio civile vale di più la testimonianza o la Ctu? Inutile girarci intorno: sebbene la Ctu non sia un mezzo di prova in senso stretto, il giudice tende a credere al Consulente tecnico d’ufficio piuttosto che ai testimoni.

Ciò accade perché il Ctu si pone come ausiliario del giudice, una specie di “uomo di fiducia” che agisce per conto del magistrato al fine di fare chiarezza su aspetti particolarmente tecnici, per i quali occorre per forza un esperto.

La testimonianza, pur rappresentando un valido mezzo di prova, è spesso inaffidabile, in quanto è noto che le parti chiamino a testimoniare amici e parenti, oppure persone a cui sono legate (ad esempio, il consulente tecnico di parte).

Ecco perché, molto spesso, nonostante le testimonianze a favore, una parte si trovi a perdere il giudizio per via della Ctu sfavorevole.

Si badi, però, che il giudice non è tenuto a conformarsi necessariamente a ciò che ha stabilito il Consulente: egli può tranquillamente discostarsene, ritenendo ad esempio che la consulenza sia sbagliata. Non a caso, si dice che il giudice è peritus peritorum, cioè il perito dei periti.


Sebbene la Ctu non sia un mezzo di prova in senso stretto, il giudice tende a credere al Consulente tecnico d’ufficio piuttosto che ai testimoni.


Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube