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Pensione reversibilità a figlio inabile: come funziona

9 Giugno 2022 | Autore:
Pensione reversibilità a figlio inabile: come funziona

Quando si ha diritto al trattamento previdenziale del genitore defunto, quanto spetta e da quale data deve essere riconosciuto.

Quando muore una persona titolare di un trattamento pensionistico, i figli maggiorenni non abili al lavoro hanno diritto di ricevere la pensione di reversibilità a determinate condizioni. Così come hanno diritto alla pensione indiretta se il defunto, pur non essendo pensionato al momento del decesso, aveva versato i contributi minimi per avere diritto all’assegno previdenziale. Ci sono, però, dei requisiti da soddisfare per poter ottenere il trattamento maturato dal familiare deceduto, perciò è importante chiedersi: la pensione di reversibilità a figlio inabile come funziona?

Allo stesso modo che il figlio non abile al lavoro deve avere dei requisiti per avere la reversibilità può anche rivendicare i suoi diritti a vedersi riconosciuto il trattamento da una certa data in poi. Se n’è occupata la Corte di Cassazione in una recente ordinanza. Vediamo nel dettaglio come funziona la pensione di reversibilità a figlio inabile.

Pensione reversibilità: che cos’è?

Come accennato, esiste la cosiddetta pensione ai superstiti che viene riconosciuta dall’Inps ai familiari di una persona deceduta. Può essere di due tipi:

  • pensione indiretta, quando il defunto non era andato in pensione ma aveva maturato il diritto al trattamento previdenziale perché aveva già versato i contributi richiesti;
  • pensione di reversibilità, quando il defunto era già andato in pensione e percepiva l’assegno.

Per avere la pensione indiretta, il defunto doveva aver maturato 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva, ovvero cinque anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno tre anni nel quinquennio precedente la data del decesso.

La reversibilità consiste in un trattamento economico pari ad una quota percentuale della pensione che percepiva il defunto. In pratica, i superstiti non percepiscono tutto l’importo che veniva erogato al loro caro ma solo una percentuale che, nel caso del figlio inabile fiscalmente a carico del defunto, è del 70%.

Pensione reversibilità: quando ne ha diritto il figlio inabile?

Uno dei requisiti del figlio inabile per avere la pensione di reversibilità del familiare defunto l’abbiamo appena citato: doveva essere fiscalmente a carico della persona deceduta.

Nello specifico, i figli maggiorenni non abili al lavoro possono ricevere la reversibilità in quanto superstiti se:

  • a causa di un’infermità o difetto fisico o mentale si trovano nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, intesa come quell’attività che non ha una finalità terapeutica e che ha un orario di lavoro superiore alle 25 ore settimanali;
  • risultavano a carico del defunto (anche se non conviventi), il quale, fino al momento del decesso, provvedeva in modo continuativo al loro sostentamento e alla loro assistenza economica perché non autosufficienti.

Pensione reversibilità: come fare la domanda?

La domanda per ottenere la pensione di reversibilità ai figli inabili va presentata online all’Inps accedendo al sito dell’Istituto con la propria identità digitale, cioè servendosi dello Spid, della Carta d’identità elettronica o della Carta nazionale dei servizi.

In alternativa, è possibile rivolgersi:

  • al contact center dell’Inps, telefonando al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Pensione reversibilità figli inabili: da quando viene pagata?

Una recente e importante ordinanza della Cassazione [1] ha stabilito che al figlio inabile del defunto spetta la pensione di reversibilità dal mese successivo al decesso del «dante causa» e non dal mese dopo la presentazione della richiesta.

Se il pensionato muore il 10 febbraio e il figlio inabile presenta la domanda all’Inps il 15 luglio, il superstite avrà diritto al riconoscimento della reversibilità dal 1° marzo (primo giorno del mese successivo a quello del decesso) e non dal 1° agosto (primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda).

Se il figlio inabile si rivolge all’Inps un anno o due anni dopo il decesso del genitore, ha diritto a vedersi riconoscere la reversibilità della pensione del genitore con gli arretrati partendo sempre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è avvenuto il decesso.

La Cassazione si è espressa in questo senso sul caso di una persona inabile che aveva presentato la domanda per la pensione di reversibilità della madre. La donna era deceduta nel dicembre 2012 ma il figlio aveva presentato la domanda all’Inps solo nei primi mesi del 2016. La Suprema Corte ha condannato l’Inps al pagamento della prestazione dal 1° gennaio 2013, cioè dal primo giorno del mese successivo al decesso, e non da quello di presentazione della richiesta com’era stato deciso precedentemente dal tribunale di Bari.


note

[1] Cass. ord. n. 18400/2022.


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