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Pensione ai superstiti: come funziona

23 Ottobre 2022 | Autore:
Pensione ai superstiti: come funziona

Chi ha diritto al trattamento erogato o da erogare dall’Inps al lavoratore deceduto. Quanto spetta e come presentare la domanda.

Coniuge e figli di un defunto hanno diritto, a certe condizioni, alla cosiddetta pensione ai superstiti. Come funziona questo trattamento previdenziale? In pratica, la pensione che prendeva la persona deceduta passa in tutto o in parte al marito, alla moglie o ai figli che hanno determinati requisiti. È la cosiddetta «reversibilità». Non solo: se il defunto aveva raggiunto una certa posizione contributiva ma non era ancora andato in pensione, i superstiti possono percepire una prestazione «indiretta».

Inoltre, di recente la Cassazione [1] ha stabilito recentemente che il figlio inabile con diritto alla pensione di reversibilità deve percepire quanto gli spetta dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del «dante causa» e non dal momento in cui presenta la domanda. Significa che se anche avanza la richiesta all’Inps qualche mese o qualche anno dopo, il conteggio deve partire tenendo conto della data del decesso. Ma vediamo nel dettaglio come funziona la pensione ai superstiti.

Pensione ai superstiti: che cos’è?

Per pensione ai superstiti si intende il trattamento previdenziale riconosciuto ai familiari di una persona che già riceveva l’assegno dall’Inps o che aveva maturato certi requisiti per poterlo percepire. Nel primo caso si parla di pensione di reversibilità, nel secondo di pensione indiretta.

Quest’ultima viene riconosciuta se il defunto aveva perfezionato 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva ovvero cinque anni di anzianità assicurativa e contributiva di cui almeno tre anni nel quinquennio precedente la data del decesso.

In entrambi i casi, spetta – come vedremo più avanti – una quota del totale di pensione che percepiva il defunto.

Pensione ai superstiti: a chi spetta?

Hanno diritto alla pensione riservata ai superstiti:

  • il coniuge o l’unito civilmente;
  • il coniuge separato;
  • il coniuge divorziato ma solo se titolare dell’assegno divorzile e non risposato. Inoltre, la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto deve essere anteriore alla data della sentenza sullo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Se il defunto si era risposato dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza da un tribunale.

Hanno, inoltre, diritto alla pensione ai superstiti:

  • i figli minorenni alla data del decesso del defunto;
  • i figli inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso, indipendentemente dall’età;
  • i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, e che frequentano scuole o corsi di formazione professionale equiparabili ai corsi scolastici, nei limiti del 21° anno di età;
  • i figli maggiorenni studenti, a carico del genitore al momento del decesso, che non prestino attività lavorativa, che frequentano l’università, nei limiti della durata legale del corso di studi e non oltre il 26° anno di età.

Per quanto riguarda i figli studenti, possono percepire la pensione ai superstiti anche se lavorano ma con un reddito non superiore all’importo del trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30%, riparametrato al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Se non ci sono coniuge e figli o se, pur essendoci, non hanno diritto alla pensione ai superstiti per mancanza di requisiti, il trattamento può essere erogato:

  • ai genitori del defunto a patto che al momento del decesso del dante causa abbiano compiuto il 65° anno di età, non siano titolari di pensione e risultino a carico del defunto;
  • ai fratelli celibi e sorelle nubili che al momento del decesso del dante causa siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione e siano a carico del lavoratore deceduto.

Pensione ai superstiti: quanto si prende?

Come accennato, l’importo della pensione ai superstiti è pari ad una quota del trattamento che percepiva o che avrebbe percepito il lavoratore defunto.

Le percentuali della pensione di reversibilità a seconda del beneficiario sono le seguenti:

  • coniuge solo: 60%:
  • coniuge e un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%;
  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%.

Il trattamento è cumulabile con i redditi del beneficiario entro i limiti stabiliti dalla legge [2]. L’ultimo aggiornamento [3] prevede le seguenti soglie di riduzione della prestazione in base al reddito:

  • fino a 20.107,62 euro: nessuna;
  • da 20.107,26 a 26.810,16 euro: il 25%;
  • da 26.810,16 a 33.512,70 euro: il 40%;
  • oltre 33.512,70 euro: il 50%.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell’assicurato.

Pensione ai superstiti: come fare la domanda?

La domanda per ottenere la pensione ai superstiti va presentata online all’Inps accedendo al sito dell’Istituto con la propria identità digitale, cioè servendosi dello Spid, della Carta d’identità elettronica o della Carta nazionale dei servizi.

In alternativa, è possibile rivolgersi:

  • al contact center dell’Inps, telefonando al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • agli enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

note

[1] Cass. ord. n. 18400/2022.

[2] Tabella F legge n. 335/1995.

[3] Circ. Inps n. 46 del 2603.2020.


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