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Assegno divorzile non versato: quando si va in carcere?

10 Giugno 2022 | Autore:
Assegno divorzile non versato: quando si va in carcere?

Mancato pagamento all’ex coniuge del mantenimento o dell’assegno stabilito dal giudice: quali sono i rimedi civili e penali?

Quando due coniugi si separano non interrompono definitivamente i rapporti tra di loro; ciò accade anche nel caso di successivo divorzio, quando il matrimonio viene ufficialmente sciolto. Per legge [1], il giudice deve disporre l’obbligo, a carico di uno dei coniugi, di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno, quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive. Venir meno a quest’obbligo può avere gravi conseguenze, non solo civili. Quando si va in carcere per assegno divorzile non versato?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione [2] ha stabilito che non pagare il mantenimento o l’assegno di divorzio è sì reato, ma che la pena non deve necessariamente essere quella della reclusione. Insomma: chi non versa quanto dovuto all’ex coniuge non è destinato obbligatoriamente al carcere. Questa pronuncia va considerata anche alla luce di un’altra circostanza: non sempre chi non paga il mantenimento o l’assegno commette reato. È il caso dell’uomo che, a causa di un licenziamento improvviso, non può più permettersi di versare alcunché. Ma procediamo con ordine. Quando si va in carcere per assegno divorzile non versato? Scopriamolo insieme.

Assegno divorzile: quando va versato?

Secondo la legge, quando marito e moglie si separano, il coniuge economicamente più debole ha diritto a ricevere un mantenimento periodico, così da “ammortizzare” il trauma economico derivante dalla fine della relazione.

Lo stesso accade a seguito del divorzio: nonostante lo scioglimento definitivo del matrimonio, il tribunale deve disporre l’obbligo, a carico di uno dei coniugi, di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno, quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli.

Per la precisione, la legge dice che l’assegno divorzile va imposto tenendo conto di alcune circostanze, quali:

  • i redditi dei coniugi;
  • le ragioni della sentenza di divorzio;
  • il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla famiglia;
  • la durata del matrimonio.

L’obbligo di corresponsione dell’assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze.

Assegno divorzile: cosa succede se non viene versato?

La legge attribuisce diversi rimedi al coniuge a cui non viene versato l’assegno divorzile; innanzitutto, egli può agire in via civile per ottenere quanto gli spetta; in secondo luogo, può perfino sporgere denuncia, dando così il via a un processo penale in piena regola. Analizziamo le possibili azioni a tutela delle ragioni del coniuge a cui spetta l’assegno mensile.

Assegno divorzile non versato: rimedi civili

Contro il coniuge che non versa l’assegno divorzile è possibile innanzitutto agire con rimedi civilistici. La prima cosa da fare è diffidare l’inadempiente mediante formale lettera (raccomandata a/r oppure pec), assegnandogli un termine per mettersi in regola.

Se la diffida non ha effetti, bisognerà affidarsi a un avvocato affinché prepari il precetto, cioè un ordine di pagamento, da saldare entro il termine perentorio di 10 giorni.

Se anche il precetto resta inadempiuto, allora si potrà procedere con l’esecuzione forzata sul patrimonio del debitore. In particolare, è possibile attuare:

  • il pignoramento dei beni mobili e immobili dell’ex coniuge, come le case di sua proprietà, gli autoveicoli, il suo conto corrente e gli altri depositi bancari o postali;
  • il sequestro conservativo dei medesimi beni suscettibili di pignoramento, se c’è il fondato pericolo che il debitore li disperda e si sottragga all’adempimento [3];
  • l’ordine di pagamento, rivolto a qualunque soggetto che deve soldi all’ex coniuge (come il suo datore di lavoro o il suo ente pensionistico) di versare direttamente al beneficiario le somme dovute [4].

Assegno divorzile non versato: rimedi penali

Il coniuge che non versa l’assegno divorzile impostogli dal giudice rischia di essere denunciato per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [5].

Per la precisione, il Codice penale afferma che al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento del matrimonio si applica la pena della reclusione fino a un anno o della multa fino 1.032 euro.

Trattandosi di reato doloso, il delitto scatta solamente se l’obbligato si è sottratto volontariamente all’obbligo di versare l’assegno, nel senso che, pur potendo pagare, ha deciso di non farlo.

Di conseguenza, non scatta il reato tutte quelle volte in cui il coniuge obbligato non è più nelle condizioni di pagare, come ad esempio nel caso di improvviso licenziamento o di malattia che comporta l’impossibilità di proseguire il proprio lavoro.

Si badi bene: la denuncia per assegno divorzile non versato non consente di ottenere il pagamento di quanto dovuto, ma solamente di sottoporre a processo penale l’inadempiente. Pertanto, il coniuge che intende recuperare ciò che gli spetta dovrà ricorrere ai rimedi civili visti nel paragrafo precedente.

Assegno divorzile non pagato: quando si va in carcere?

Siamo ora in grado di rispondere alla domanda posta nel titolo del presente articolo: quando si va in carcere per non aver pagato l’assegno divorzile?

Innanzitutto, il reato non scatta se il coniuge che non paga non lo fa apposta ma, semplicemente, non è (più) in grado di far fronte all’obbligo economico, ad esempio perché è nullatenente oppure perché ha perso il lavoro. in casi del genere, mancando il dolo, non sussiste nemmeno il reato.

Anche qualora scattasse l’ipotesi delittuosa, cosa che accade quando l’ex coniuge si sottrae volontariamente al proprio obbligo, la Cassazione [2] ha comunque stabilito che non necessariamente la condanna debba essere quella del carcere.

Come visto, la legge stabilisce due pene alternative tra loro:

  • la reclusione fino a un anno;
  • la multa fino a 1.032 euro.

Secondo i Supremi giudici, non scatta necessariamente il carcere per chi non versa all’ex l’assegno di divorzio: il giudice, infatti, deve sempre motivare sulla scelta fra reclusione e pena alternativa.

Di conseguenza, chi non paga l’assegno divorzile non deve necessariamente essere condannato al carcere, a meno che il giudice non ritenga, dandone espressa motivazione in sentenza, che la pena sia adeguata alla condotta.

Possiamo quindi affermare che il giudice, scegliendo tra il carcere e la multa, deve spiegare le ragioni che lo hanno indotto a optare per l’una o per l’altra pena, dovendosi presumibilmente ritenere che il carcere vada bene solamente per l’ex che si è rifiutato per lungo tempo di pagare l’assegno, cioè per colui che ha accumulato molte mensilità arretrate.


Chi non paga l’assegno divorzile non deve necessariamente essere condannato al carcere, a meno che il giudice non ritenga, dandone espressa motivazione in sentenza, che la pena sia adeguata alla condotta.

note

[1] Art. 5, l. n. 898/70.

[2] Cass., sent. n. 22398 dell’8 giugno 2022.

[3] Art. 671 cod. proc. civ.

[4] Art. 156, co. 6, cod. civ.

[5] Art. 570-bis cod. pen.

Autore immagine: depositphotos.com


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