Diritto e Fisco | Articoli

Fotovoltaico ed energie rinnovabili: incentivi

15 Ottobre 2014
Fotovoltaico ed energie rinnovabili: incentivi

Guida pratica su energia solare, impianti domestici e industriali, biomasse, energia eolica, biogas.

 

Il colpo pesante alla tariffa incentivante degli impianti fotovoltaici è venuto nel 2014 [1] in cui è stata prevista la rimodulazione obbligatoria degli incentivi; peraltro è stata inaspettatamente introdotta la tassazione in materia di imposte dirette per la produzione di energia da parte delle imprese agricole [2]. Invece la legge del 2013 [3] ha introdotto l’abolizione dei prezzi minimi garantiti e la rimodulazione volontaria degli incentivi alla produzione elettrica da fonti rinnovabili. Si ricorda tuttavia che gli impianti fotovoltaici di potenza fino a 200 kW, a oggi non sono soggetti alla rimodulazione degli incentivi, né su base obbligatoria, ne su base volontaria.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, gli impianti che beneficiano di incentivi sotto forma di certificati verdi (sono esclusi gli impianti fotovoltaici), tariffe omnicomprensive ovvero tariffe premio [4] possono continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo residuo; in questo caso per un periodo di dieci anni decorrenti dal termine del periodo di diritto non avranno diritto di accesso a ulteriori strumenti incentivanti. In alternativa possono accedere a un incentivo ridotto di una percentuale definita con decreto ministeriale, ma aumentare il periodo di incentivo di sette anni. Probabilmente gli operatori del settore non chiederanno la rimodulazione della tariffa poiché quella esistente (indicativamente 0,28 per kWh per gli impianti inferiori a 1 MW).

Nel 2012 [5] è stato introdotto per i produttori di energia da fonte fotovoltaica il sistema di incentivazione denominato “quinto conto energia“. Questo sistema consiste nel corrispondere ai produttori di energia fotovoltaica due diversi incentivi “tariffa premio” e “tariffa omnicomprensiva“. Inoltre per i titolari di impianti di potenza superiore a 1 MW che cedono l’energia a soggetti diversi dal Gse (Gestore servizi energetici) è prevista l’erogazione di un incentivo commisurato alla energia ceduta, rappresentato da un importo pari alla differenza fra la tariffa omnicomprensiva ed il prezzo zonale orario.

Fino al quinto conto energia i quattro conti energia che lo hanno preceduto prevedevano l’incentivazione che era rappresentata dalla cosiddetta “tariffa incentivante“, la quale consiste in una somma di denaro erogata in relazione alla quantità di energia prodotta a prescindere dall’uso che il produttore fa dell’energia stessa.

Il quinto conto energia prevede, invece, una tariffa omnicomprensiva per l’energia immessa in rete derivante da impianti di potenza fino a 1 MW ed una tariffa premio per l’energia consumata nel sito di produzione. Inoltre per gli impianti di potenza superiore a 1 MW viene erogato un importo pari alla differenza fra la tariffa omnicomprensiva ed il prezzo orario zonale per l’energia immessa ed una tariffa premio per l’energia destinata all’autoconsumo.

Il prezzo zonale varia in base alla zona geografica ed all’ora di immissione e quindi potrebbe essere uguale, maggiore o inferiore alla tariffa omnicomprensiva corrisposta dal Gse. Nel caso in cui il prezzo risulti inferiore, il Gse versa un incentivo allo scopo di garantire una somma pari alla tariffa omnicomprensiva. Questo corrispettivo si configura come una integrazione del prezzo e quindi è soggetto a Iva, imposte dirette ed Irap. La tariffa premio per l’energia auto consumata, che ha lo scopo di incentivare l’impresa produttrice a utilizzare l’energia prodotta e limitare quindi l’acquisto di energia da terzi, sotto il profilo fiscale ha la natura di contributo in conto esercizio a fondo perduto. La circolare della agenzia delle Entrate 36/E/2013 prevede pertanto che tale incentivo non è soggetto a Iva, concorre a formare il reddito delle imprese commerciali ed è soggetto alla ritenuta d’acconto del 4 per cento. La tariffa omnicomprensiva prevista dal quinto conto energia per gli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 1 MW, viene erogata dal Gse. Essa si configura come un corrispettivo corrisposto a fronte della immissione in rete dell’energia prodotta e non auto consumata e pertanto è soggetta a Iva, imposte dirette ed Irap.

Quindi l’evoluzione nel tempo della tariffa incentivante per la produzione di energia da fonti fotovoltaiche ha avuto importanti riflessi fiscali. Fino al quarto conto energia la tariffa incentivante non era soggetta a Iva, mentre dal quinto conto energia la tariffa omnicomprensiva che l’ha sostituita è interamente soggetta a Iva.

IMPIANTI DOMESTICI

Per installare un impianto a casa propria bisogna innanzitutto considerare la casa nel suo contesto urbanistico ambientale e le caratteristiche dell’edificio: dimensioni del tetto, orientamento della falda, ombreggiamenti per lucernari o camini o edifici adiacenti. L’energia elettrica media consumata da una famiglia in un anno è pari circa 4mila kWh/anno, per cui, per un edificio con buone caratteristiche “solari”, può bastare un impianto di 3,5 kWp, se posto in Italia del nord e di soli 2,5 kWp se posto nell’Italia del sud.

Ma l’ installazione dell’impianto non garantisce di per sé un risparmio se non è accompagnata da un cambio della modalità di utilizzo dell’energia. La massima convenienza si ha quando si consuma l’energia che si produce (autoconsumo) che, però, si ha solo quando c’è il sole.

IMPIANTI INDUSTRIALI

La convenienza per l’impresa di installare un impianto è da inquadrare nell’ottica del soddisfacimento dei propri consumi energetici considerata la riduzione del costo del kW installato. La fattibilità dipende, da un audit energetico, dalle caratteristiche dell’edificio (ubicazione, orientamento e contesto urbano) e dalla potenza elettrica per l’allaccio alla rete pubblica.La valorizzazione della produzione di energia elettrica dell’impianto fotovoltaico è attuabile con la modalità di: vendita, con immissione in rete; autoconsumo, per il proprio fabbisogno energetico; vendita diretta tra produttore e utilizzatore, con rete elettrica privata.

L’autoconsumo dell’energia prodotta, per l’impresa che può usufruire del servizio di scambio sul posto (Ssp) è vantaggioso in rapporto alla quota di autoconsumo realizzata.

INCENTIVI

In tema di incentivi, fatta eccezione per gli impianti installati nel settore residenziale che fino al 2015 potranno godere della detrazione fiscale del 50%, e degli impianti fino a 20 kW che possono accedere ai certificati bianchi se collegati ad interventi di risparmio energetico, d’ora in avanti, la generazione fotovoltaica dovrà confrontarsi solo con i livelli di remunerazione di mercato.

Ma i cambiamenti dell’ultimo anno riguardano anche gli impianti già in esercizio che, a seguito di una serie di interventi normativi di carattere retroattivo, vedono profondamente modificato il proprio sistema di incentivazione e vendita dell’energia.

Queste misure oltre a destabilizzare il settore in termini economici, agendo retroattivamente, fanno anche venir meno la certezza del diritto.

LA NATURA DEL BENE

Le nuove disposizioni contenute nella circolare 36/E/2013 hanno chiarito che l’impianto fotovoltaico può assumere veste di bene mobile o immobile, a seconda di determinati requisiti. Gli impianti si considerano immobili quando vanno dichiarati in catasto e costituiscono una centrale di produzione di energia elettrica autonomamente censibile nella categoria D/1 o D/10, sono posizionati sulle pareti o su un tetto e ubicati su aree di pertinenza comuni di un fabbricato. Sono beni mobili quando sono di modesta entità, ovvero con potenza nominale dell’impianto non superiore a 3 chilowatt. La corretta qualificazione di un impianto è rilevante sul piano fiscale ai fini dell’ammortamento. Per gli impianti fotovoltaici “rurali” è previsto l’accatastamento in D/10, purché siano asserviti a un’azienda agricola esistente, con un’estensione non inferiore ai 10mila metri quadrati.

TASSAZIONE PERSONE FISICHE

L’impianto fotovoltaico può far incassare al soggetto che lo ha realizzato diverse forme di introito: alla vendita di energia, infatti, si aggiungono le varie forme di incentivo previste dalla normativa di volta in volta in vigore, che spettano anche se l’energia è interamente oggetto di autoconsumo. Quindi, in particolare sotto l’aspetto tributario, è importante distinguere tra le diverse cause che determinano l’erogazione a favore del contribuente e tra le differenti tipologie di beneficiario. Tralasciando gli aspetti Iva e quelli reddituali legati alle imprese agricole, occorre partire dalla circolare 46/E/2007, che ha in maniera lodevole affrontato in modo sistematico l’intera materia. I chiarimenti forniti in tale sede, tuttavia, vanno aggiornati alla luce del quinto conto energia [6], e a ciò ha provveduto la circolare 36/E/2013.

TASSAZIONE IMPRESE AGRICOLE

L’articolo 22 del decreto legge 66/2014 ha mutato la tassazione delle attività di produzione e cessione di energia da fonti rinnovabili fotovoltaiche. Con il nuovo testo solo per l’anno 2014 le attività di produzione e vendita di energia si considerano produttive di reddito agrario, entro i limiti di 260.000 kWh per gli impianti fotovoltaici e di 2.400.000 kWh per impianti a biogas/biomasse. Oltre tali limiti saranno tassate calcolando una base imponibile ai fini Irpef/Ires pari al 25% dell’ammontare dei corrispettivi registrati ai fini Iva, al netto della quota incentivo. La previsione normativa per il 2015, invece, non solo cancella la franchigia tassata in base alle risultanze catastali del fondo, ma prevede che tutti i corrispettivi delle operazioni registrate partecipino alla determinazione della base imponibile.

ENERGIA EOLICA

Gli impianti eolici sono centrali elettriche di produzione e necessitano di complessi studi di fattibilità per l’individuazione dei siti installativi. La procedura autorizzativa dipende dalla tipologia installativa e dalla potenza dell’impianto. Quasi tutte le Regioni e le Province autonome hanno apportato variazioni alle soglie per i regimi autorizzativi, per l’individuazione di zone non idonee e alle disposizioni in materia di valutazione ambientale dei progetti o di altri strumenti di regolazione. Alcune Regioni hanno adottato estensioni parziali del regime di comunicazione: la Toscana, ad esempio, ha introdotto un’estensione generalizzata, ma solo fino a 5 kW; l’Umbria, per gli impianti di altezza pari o inferiore a 8 metri in aree di pertinenza di edifici e con fini di autoconsumo; la Lombardia, fino a 50 kW per gli interventi nei quali non sono previste autorizzazioni ambientali o paesaggistiche.

BIOMASSE

I generatori di calore a biomassa possono usufruire degli incentivi legati agli interventi di risparmio ed efficienza energetica, fra i quali il cosiddetto «conto termico»; i titoli di efficienza energetica, noti come «certificati bianchi»; le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

È possibile l’ accesso diretto alle tariffe incentivanti per la produzione di energia elettrica, qualora l’impianto non superi la potenza di 200 kWe. La procedura autorizzativa è diversa in relazione alla tipologia installativa e alla potenza dell’impianto: per l’installazione sono da valutare le condizioni geografiche e le modalità di consumo termico dell’edificio; per l’alimentazione, in genere, si utilizza biomassa da scarti legnosi. Regioni e Province autonome hanno rivisto i limiti nazionali o indicato vincoli o prescrizioni.

BIOGAS

La produzione elettrica da biogas è costante nel tempo ed è utilizzabile sia per l’autoconsumo che per la vendita. L’energia viene remunerata con incentivi economici decrescenti al crescere della taglia dell’impianto, previa iscrizione e qualificazione nel registro nazionale del Gse. È possibile avere accesso diretto alle tariffe incentivanti senza l’iscrizione al registro, qualora l’impianto non superi la potenza di 100 kW.L’impianto biogas è una vantaggiosa opportunità di reddito integrativo in particolare per le aziende agricole e zootecniche. La procedura autorizzativa è diversa in relazione alla tipologia installativa e alla potenza dell’impianto. Per i piccoli impianti si esegue la comunicazione per le attività in edilizia libera allo Sportello unico del Comune per via telematica e, dal 1° ottobre 2014, su modello unico approvato dal ministro dello Sviluppo economico.

INCENTIVI FOTOVOLTAICO

Il decreto 6 luglio 2012 stabilisce i criteri di incentivazione della produzione di energia elettrica per gli impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici, tra cui le biomasse e il biogas, entrati in esercizio a partire dal 1° gennaio 2013. Il decreto prevede che il costo massimo cumulato di tutte le tipologie di incentivo degli impianti a fonte rinnovabile, con esclusione di quelli fotovoltaici, è fissato a 5,8 miliardi di euro l’anno. Al 31 agosto si è raggiunta una spesa di circa 5,4 miliardi per cui, in attesa delle decisioni che verranno adottate dai Ministeri competenti, nel 2016, le risorse disponibili saranno limitate: situazione che creerà problemi allo sviluppo futuro, visto che l’unica via per incrementare la generazione delle rinnovabili legate agli impianti a biogas e biomasse, per i prossimi anni, rimane quella degli incentivi.


note

[1] Art. 26 del Dl 91/2014.

[2] Art. 22 del Dl 66/2014.

[3] Art. 1 del Dl 145/2013.

[4] Art. 1 Dl 145/2013

[5] Con Dm 5 luglio 2012.

[6] Dm 5 luglio 2012.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube