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Notifiche atti giudiziari: valida senza la residenza?

18 Giugno 2022
Notifiche atti giudiziari: valida senza la residenza?
Continuano a notificare atti dove ho proprietà senza residenza e solo perché trovano la cassetta, infilano la posta e fanno notifica di avvenuta consegna in automatico. Cosa posso fare?

La regola sulla notificazione degli atti impositivi stabilisce che l’atto debba essere recapitato presso la residenza del contribuente.

Tale residenza, come principio, coincide con quanto si evince dalla certificazione anagrafica comunale (il cosiddetto certificato di residenza).

Tuttavia, ciò non significa che il messo notificatore, tramite indagini, non possa effettuare la notifica in quella che viene considerata la residenza effettiva, e non anagrafica.

Non esiste una normativa particolare che permette questo, ma si tratta – più semplicemente – di una deduzione giurisprudenziale, secondo la quale, ai fini delle notificazioni, la residenza effettiva prevale sulle risultanze anagrafiche, le quali rivestono un valore meramente presuntivo e possono essere superate dalla prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento. Infatti, quando le risultanze della relata dimostrino, anche attraverso presunzioni, che la notificazione dell’atto tributario è stata effettuata in un luogo, diverso dal recapito anagrafico ma comunque qualificabile come residenza “effettiva” del destinatario, la validità della notificazione non può essere inficiata dalla semplice certificazione che indichi una diversa residenza anagrafica, dovendo piuttosto essere fornita la prova dell’insussistenza di ogni collegamento con l’indirizzo presso il quale la notifica che si contesta è stata eseguita (Comm. trib. reg. Basilicata Potenza, sez. III, 02/12/2019, n. 482).

Ora, se ho ben capito, nell’immobile di Sua proprietà (dove però Lei non dimora, né risiede abitualmente) esiste una cassetta postale con il Suo nome e cognome.

Se così fosse, questo potrebbe di certo essere un problema in caso di contestazione sulla validità della notifica; questo, per il ragionamento fatto dalla giurisprudenza circa la residenza effettiva che può essere desumibile, tra i vari indizi, dalla presenza – com’è nel caso – di una etichetta con il Suo nome e cognome nella buca delle lettere.

Lei, nel caso in cui volesse contestare il difetto di notifica, potrà dimostrare, anche con prove testimoniali, come Lei dimori altrove e che in quell’immobile esiste una cassetta delle lettere con il Suo nome e cognome ai soli fini di individuazione del proprietario dello stesso.

Il mio consiglio è, comunque, quello di eliminare ogni traccia del Suo nominativo, così da evitare ulteriori notifiche in quella sede. Difatti, eliminando quei collegamenti, il messo (o postino) non avrà alcun appoggio per giustificare la notifica dell’atto tributario.

Diversamente, sarà sempre necessario contestare l’operazione, magari con un’azione giudiziaria dispendiosa, che invece potrebbe essere evitata con questo semplice accorgimento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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