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Chi può violare il domicilio?

28 Ottobre 2022 | Autore:
Chi può violare il domicilio?

Cosa intende la legge per “domicilio”? Quando scatta il reato e quando, invece, si può entrare in casa di altri oppure in una proprietà privata?

Il domicilio è inviolabile: è la Costituzione a dirlo [1]. La stessa Costituzione, però, precisa che le forze dell’ordine possono entrare in casa per eseguire ispezioni o perquisizioni nei casi stabiliti dalla legge, secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Insomma: il domicilio è inviolabile, a meno che non sopraggiungano esigenze di giustizia. Chi può violare il domicilio?

Come vedremo, ci sono diverse circostanze in cui il proprietario non può opporsi all’ingresso di estranei nella sua proprietà. Ciò in genere accade quando la polizia deve eseguire ispezioni o perquisizioni domiciliari. Ma non solo. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme chi può violare il domicilio.

Che cos’è il domicilio?

Cos’è il domicilio? La legge sul punto non fornisce una definizione univoca:

  • secondo il Codice civile [2], il domicilio è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e in cui si svolge la sua vita professionale. Non deve quindi necessariamente coincidere con l’abitazione, potendo essere qualsiasi posto dove una persona è normalmente reperibile, soprattutto per comunicazioni di lavoro;
  • secondo il Codice penale, invece, il domicilio è ogni luogo privato ove si svolge la vita, lavorativa e non, di una persona. Può quindi essere domicilio anche lo studio professionale oppure una camera d’albergo.

Per quel che qui ci interessa, dobbiamo accogliere la nozione penalistica di domicilio, quella coincidente con ogni luogo di privata dimora, come ad esempio l’abitazione e le sue pertinenze (garage, box, cortile, ecc.)

Violazione di domicilio: cosa succede?

La violazione di domicilio è un reato punito con la reclusione da uno a quattro anni [3]. Il crimine si integra ogni volta che ci si introduce in un luogo di privata dimora senza il consenso del proprietario o di chi può disporre dell’immobile (ad esempio, l’inquilino che vive in affitto).

Come detto nel precedente paragrafo, per domicilio si intende non solo l’abitazione, ma anche le sue appartenenze, come ad esempio il giardino o il garage, nonché ogni altro luogo in cui sia possibile, anche solo occasionalmente, che si svolga la vita privata di una persona.

Ad esempio, secondo la giurisprudenza, ai fini della configurazione del reato di violazione di domicilio, per abitazione si intende il luogo adibito ad uso domestico di una o più persone; non è tale, quindi, l’appartamento non ancora abitato dal proprietario [4].

Al contrario, il domicilio è tutelato anche se la sua occupazione è saltuaria: si pensi ad una casa al mare oppure ad una abitata solamente in determinate stagioni dell’anno.

Di contro, quando una casa è totalmente disabitata, non si potrà parlare di violazione di domicilio: si immagini a chi fa ingresso in un edificio abbandonato o in un vecchio rudere.

Domicilio: quando si può violare?

Il domicilio può essere eccezionalmente violato nei casi stabiliti dalla legge, i quali sono essenzialmente riconducibili alle perquisizioni e all’esecuzione degli ordini di cattura.

Anche la legge civile, però, consente in alcuni casi di entrare nella proprietà altrui. In queste ipotesi, la “violazione” non riguarda il domicilio in senso stretto, cioè l’abitazione, bensì la proprietà privata in senso esteso, come ad esempio un terreno.

Polizia: quando può violare il domicilio?

La polizia può violare il domicilio altrui essenzialmente in tre casi, e cioè quando deve eseguire:

  • un’ispezione;
  • una perquisizione;
  • la cattura di una persona.

Ispezione e perquisizione sono entrambi mezzi di ricerca della prova che, rispettivamente, consentono alla polizia di scovare:

  • tracce del reato, come ad esempio polvere da sparo o vetri rotti sulla scena del crimine;
  • il corpo del reato o cose pertinenti al reato. Si pensi alla perquisizione fatta per trovare la pistola con cui è stato commesso l’omicidio.

La polizia procede a ispezioni e perquisizioni se ha ottenuto il decreto di autorizzazione del giudice; tuttavia, nei casi di estrema urgenza, quando non c’è tempo per ottenere il mandato del giudice, possono procedere anche senza autorizzazione, chiedendo successivamente la convalida delle operazioni.

Ad esempio, la polizia può procedere a perquisizione domiciliare senza attendere l’autorizzazione del giudice in caso di flagranza di reato oppure se ha il fondato sospetto che in casa ci sia un evaso.

Ispezioni e perquisizioni domiciliari possono essere effettuate solamente dagli ufficiali di polizia giudiziaria, come ad esempio commissari, marescialli, capitani, comandanti, ecc.

Le forze dell’ordine possono violare il domicilio anche quando devono eseguire un’ordinanza che dispone la custodia cautelare oppure un ordine di carcerazione: è il caso, ad esempio, della polizia che deve portare in prigione una persona indagata per un grave reato oppure una che è stata oramai condannata in via definitiva.

Quando si può entrare nella proprietà privata altrui?

Pur non essendo una violazione di domicilio vera e propria, la legge civile consente eccezionalmente di entrare nella proprietà privata altrui.

Partiamo subito da una considerazione: entrare nel terreno altrui, magari scavalcando la recinzione, costituisce il reato di ingresso abusivo, punito con una multa [5]. Il delitto scatta solamente se il fondo è visibilmente delimitato, ad esempio da un muro o da una staccionata, e se l’ingresso avviene senza necessità, cioè senza alcun motivo valido.

Tornando al tema della violazione della proprietà altrui, la legge consente di entrare nel fondo di altri per recuperare un bene oppure un animale, avendo però cura di chiedere il permesso al proprietario.

Secondo il Codice civile [6], il proprietario del fondo deve permettere l’accesso a chi vuole riprendere la cosa sua che vi si trovi accidentalmente o l’animale che vi si sia riparato sfuggendo alla custodia.

In pratica, il titolare di un terreno, di un fondo, di un giardino o di un cortile è tenuto a far entrare nella sua proprietà la persona che intende recuperare l’oggetto che ha perso o l’animale che gli è sfuggito. Classica ipotesi è quella del pallone che, superando la staccionata, è entrato nel giardino del vicino. Il proprietario può evitare questa “invasione” solamente se si offre di consegnare la cosa o l’animale di sua spontanea volontà.

Il diritto di entrare nel fondo altrui per recuperare i propri animali o i propri oggetti non fa venir meno l’obbligo di risarcire i danni eventualmente prodotti da questi ultimi.

Se, ad esempio, il cane è entrato nel cortile del vicino e ha rovinato le aiuole, il padrone dell’animale dovrà risarcire i danni provocati al proprietario del fondo.

Se il proprietario del terreno si oppone all’accesso, allora è possibile fare ricorso d’urgenza al tribunale per ottenere direttamente dal giudice il permesso di entrare nella proprietà privata altrui.


note

[1] Art. 14 Cost.

[2] Art. 43 cod. civ.

[3] Art. 614 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 9607 del 02.03.2004.

[5] Art. 637 cod. pen.

[6] Art. 843 cod. civ

Autore immagine: depositphotos.com


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