Cronaca | News

La Russia non ferma le condanne a morte

10 Giugno 2022
La Russia non ferma le condanne a morte

A nulla sono valse le richieste dell’Occidente di rilasciare i prigionieri di guerra: Lavrov ha confermato la legittimità della decisione assunta. 

Ha lasciato senza parole l’eclatante caso dei due cittadini britannici, Aiden Aslin e Shaun Pinner, e del cittadino marocchino Saaudun Brahim, condannati a morte dalle milizie filorusse che li hanno catturati in Ucraina. Una pronuncia che pare anacronistica, lontano da ogni forma di modernità e diritto che si possa immaginare. Ma la Russia non ha alcuna intenzione di fermare le condanne a morte e in una nota diffusa poco fa ha, invece, legittimato la sentenza di condanna.

«I due britannici ed il marocchino sono stati condannati a morte sulla base delle leggi dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk». Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. «I processi si sono tenuti sulla base delle leggi della Repubblica popolare di Donetsk perché i reati in questione sono stati commessi su quel territorio», ha concluso Lavrov.

Boris Johnson si è dichiarato sconvolto dalla pena di morte inflitta ai suoi due connazionali. Lo ha riferito un portavoce di Downing Street, secondo cui il capo del governo ha ordinato ai ministri di fare «ogni cosa in loro potere» per assicurare il loro rilascio.

«Condanniamo totalmente questa sentenza farsa – ha dichiarato il portavoce, citato dal Guardian – Non c’è alcuna giustificazione per questa violazione della protezione a cui hanno diritto».

Alla domanda se la Gran Bretagna possa parlare con la Russia per ottenere il loro rilascio, ha risposto: «Non abbiamo interazioni regolari con i russi».

La condanna a morte dei prigionieri catturati è stata al centro di un colloquio telefonico tra la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, ed il suo omologo ucraino, Dmytro Kuleba. Secondo quanto riferito da Truss su Twitter, nel corso della telefonata si è discusso di come ottenere il rilascio dei due prigionieri di guerra. La ministra ha quindi affermato che la sentenza contro di loro è una «vergognosa violazione della Convenzione di Ginevra» e ha ribadito che «il Regno Unito continua ad appoggiare l’Ucraina contro la barbara invasione di Putin».

La portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani Ravina Shamdasani ha espresso preoccupazione per la condanna emessa da una ‘Corte suprema’ dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. «Tali processi ai prigionieri di guerra equivalgono a un crimine di guerra», ha affermato Shamdasani, aggiungendo che «dal 2015 abbiamo osservato che la cosiddetta magistratura di queste sedicenti repubbliche non ha rispettato le garanzie essenziali di un giusto processo, come le udienze pubbliche, l’indipendenza, l’imparzialità dei tribunali e il diritto a non essere obbligati a testimoniare». Il processo a Pinner, Aslin e Saadun era iniziato martedì e si era svolto a porte chiuse.

Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a margine della fiera Bluexperience in corso a Napoli, ha affermato «Se la Russia non dà segnali sul grano e non dà segnali sul cessate il fuoco, vuol dire che vuole solo la guerra e dimostra di non volere la pace. Questo a noi non sta bene e continueremo a portare avanti tutte le iniziative che serviranno per sostenere gli ucraini e arrivare alla pace».



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1 Commento

  1. Di Maio doveri per otto anni Kiev a trucidato sonno sparite
    persone, non potevano più parlare in Russo, vergognati te e il Dragon di fare il pappagalli per farvi vedere dai Yankee
    guerra fondai con più di sessanta guerre, tutti i presidenti Yankee dovrebbero essere incriminati per crimini di guerra

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