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Cosa rischia chi minaccia una persona?

29 Ottobre 2022 | Autore:
Cosa rischia chi minaccia una persona?

Prospettare una conseguenza illegale è sempre reato? Quali pene prevede la legge per il delitto di minacce? Quando il reato è procedibile d’ufficio?

Chi minaccia una persona commette un crimine. È la legge a stabilirlo. Il reato però scatta solamente se l’intimidazione può essere presa sul serio. Ad esempio, chi insegue una persona brandendo un’accetta sicuramente pone in essere una minaccia credibile, così come chi minaccia di morte il vicino di casa con cui è in lite da tempo. Cosa rischia chi minaccia una persona?

Come vedremo, la legge punisce la minaccia anche se alla stessa non fa seguito alcuna condotta concreta. In altre parole, la sanzione scatta per il semplice fatto di aver fatto l’intimidazione, anche se poi la promessa di un male ingiusto non viene rispettata. Insomma: dire “Ti ammazzo” è reato, anche se poi non avviene alcun omicidio. Cosa rischia chi minaccia una persona? Scopriamolo insieme.

Quando c’è minaccia?

Per la legge, c’è minaccia quando si prospetta a un’altra persona un male ingiusto, cioè una conseguenza negativa contraria alla legge.

Ad esempio, minacciare qualcuno di fargli del male è sicuramente reato, in quanto la violenza fisica non è mai ammessa.

Il reato tuttavia sussiste anche nell’ipotesi di un male ingiusto diverso da quello che mette a repentaglio l’incolumità personale: è il caso, ad esempio, del datore di lavoro che minaccia di licenziare il personale solamente per imporre una busta paga inferiore a quella prevista dai contratti collettivi.

Affinché si possa parlare di minaccia, inoltre, occorre che il male prospettato sia capace di intimidire: ciò significa che una minaccia del tutto fantasiosa o non plausibile (“Ti faccio rapire dagli alieni”) non può essere considerata reato.

Per ulteriori approfondimenti sul tema, si legga l’articolo Quali sono le minacce punibili?

Come si fa una minaccia?

La minaccia può assumere diverse forme; per la precisione, può essere:

  • verbale, cioè espressa a parole (“Ti uccido”, “Te la faccio pagare”, ecc.);
  • scritta, ad esempio mediante email, WhatsApp, lettera, ecc.;
  • fatta con gesti, ad esempio mimando il cappio al collo o il colpo di pistola alla testa;
  • simbolica. Si pensi alla busta contenente un proiettile;
  • implicita. È il caso della minaccia consistente nell’accerchiamento della vittima minorenne da parte di tre giovani adulti e nella richiesta formulata in maniera arrogante di consegna del portafoglio e del cellulare [1];
  • ambientale. È quella che percepisce la vittima per il semplice fatto di trovarsi in un determinato contesto di possibile pericolo. Classica ipotesi è quella delle associazioni mafiose, le quali si avvalgono del solo fatto di appartenere a clan criminali per imporre la propria volontà sulle persone offese, senza che ci sia bisogno di esprimere in modo chiaro le intimidazioni [2].

Minacciare una persona: cosa si rischia?

Chi minaccia una persona rischia di essere condannato alla multa fino a 1.032 euro oppure alla reclusione fino a un anno. Sono queste le pene previste dalla legge [3].

A voler essere più precisi, la reclusione è stabilita solamente per le intimidazioni gravi (ad esempio, la minaccia di morte) oppure per quelle commesse:

  • in un luogo pubblico o aperto al pubblico, durante una manifestazione (un corteo, un evento politico, ecc.);
  • con le armi (coltelli, pistole, bastoni, ecc.);
  • da più persone riunite;
  • da una sola persona, non riconoscibile in volto perché mascherata (ad esempio, con un passamontagna);
  • con uno scritto anonimo;
  • in modo simbolico. È il caso, sopra già citato, della busta recapitata con un proiettile all’interno oppure della soglia di casa imbrattata con del sangue di animale.

In questi specifici casi, la minaccia è sempre ritenuta molto grave e, pertanto, è punita con la reclusione sino ad un anno anziché con la sola multa.

Chi può sporgere denuncia per minacce?

La querela per minacce può essere sporta solo dalla persona offesa, entro tre mesi. Decorso questo lasso di tempo, le forze dell’ordine non potranno fare più nulla per assicurare il colpevole alla giustizia.

Se, però, si tratta di una minaccia grave fatta con una delle modalità sopra viste (durante una manifestazione in un luogo pubblico o aperto al pubblico; con le armi; da più persone in gruppo; da una sola persona, non riconoscibile in volto; con uno scritto anonimo o in modo simbolico), allora il reato diventa procedibile d’ufficio, con la conseguenza che chiunque potrà sporgere denuncia alle forze dell’ordine, anche persona diversa dalla vittima.

Insomma: la minaccia può essere un reato procedibile a querela oppure d’ufficio a seconda della gravità. Quando è procedibile d’ufficio, può essere segnalata alle autorità da chiunque, senza il limite dei tre mesi di tempo dal fatto.


note

[1] Cass., sent. n. 37862 del 21 ottobre 2021.

[2] Cass., sent. n. 1228 del 13 gennaio 2021.

[3] Art. 612 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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