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Come sapere se un parcheggio è privato?

19 Giugno 2022
Come sapere se un parcheggio è privato?

Come capire chi è il proprietario di un cortile o di un’area adibita a posto auto: cosa si rischia se si parcheggia su un’area condominiale privata?

Spesso succede che, su determinati spiazzi, venga affisso un cartello con la scritta “area privata” quando in realtà è del Comune. E per altri invece, pur non essendovi alcun avviso, si scopre che sono di proprietà del condominio. Ti chiederai a questo punto: come sapere se un parcheggio è privato o pubblico? L’una o l’altra soluzione può comportare delle differenze rilevanti. Se parcheggi l’auto in uno slargo privato nessuno potrà farti la multa né chiamare il carro attrezzi come invece succede nelle aree pubbliche in presenza di divieti; tuttavia, se hai creato molestie a uno dei proprietari, potresti essere querelato per il reato di «invasione di terreni» (sempre che la sosta si protragga per un apprezzabile lasso di tempo) oppure per quello di «violenza privata» se impedisci il passaggio a qualcun altro, ad esempio bloccando l’uscita o l’entrata al suo garage o al suo parcheggio.

Comprenderai allora perché è così importante sapere se un parcheggio è privato o pubblico. Tuttavia, comprendere la distinzione non è così intuitivo come si potrebbe sperare. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Parcheggi privati aperti al pubblico e non aperti al pubblico: che differenza c’è?

Bisogna innanzitutto chiarire che esistono due tipi di parcheggi privati.

Ci sono innanzitutto i parcheggi privati aperti al pubblico, su cui chiunque può circolare, rispettando le regole del Codice della strada. Il titolare dell’area può stabilire i limiti e le condizioni per l’accesso, ad esempio abbassando le transenne dopo un determinato orario. Si pensi allo spiazzo di una pompa di benzina o al parcheggio davanti a un centro commerciale. In tali casi, la vigilanza ben potrebbe allontanare dei giovani che, di notte, si trovino con le auto all’interno del parcheggio di un supermercato, indipendentemente dal fatto che creino molestie o meno.

Nei parcheggi privati aperti al pubblico, valgono le normali regole del Codice della strada, anche in assenza di cartelli. Per cui bisognerà dare la precedenza a chi viene da destra, usare prudenza alla guida, non compiere manovre pericolose, non creare pericolo per i pedoni, non andare veloce, guardare sempre nello specchietto retrovisore quando si esce dal parcheggio, ecc.

Ci sono poi i parcheggi privati non aperti al pubblico, dove possono accedere solo i soggetti autorizzati, quali ad esempio i condomini proprietari degli appartamenti a cui il parcheggio è destinato. Di recente la Cassazione ha detto che, anche nei parcheggi privati chiusi al pubblico, le auto devono comunque essere assicurate con la Rca obbligatoria.

Come distinguere un parcheggio privato da uno pubblico?

Purtroppo non esiste una segnaletica stradale “ufficiale” che indichi quali sono le aree private. Sicché, in genere, se non ci sono transenne o dissuasori di parcheggio (che non potrebbero giammai essere installati in aree pubbliche, diversamente integrando tale condotta un reato), bisognerà affidarsi ai pubblici registri immobiliari per avere certezza in merito alla titolarità dell’area. In buona sostanza, al Catasto o alla Conservatoria presso l’Agenzia delle Entrate si può risalire all’identità del proprietario di ogni immobile. A patto però di conoscerne gli estremi (il numero di particella, il mappale, l’indirizzo).

Non è una consultazione agevole e spesso si incaricano periti come ingegneri, architetti o avvocati.

Diversamente, si potrebbe anche chiedere all’ufficio tecnico del Comune che spesso è informato senza dover ricorrere a complicate visure.

È chiaro però che se si dovesse scoprire che il parcheggio non è privato, allora sarebbero abusivi eventuali cartelli stradali di divieto di sosta in quanto non promananti dalla Pubblica Amministrazione.

Da quanto appena detto è chiaro che, per stabilire se il parcheggio è privato o pubblico non basta affidarsi alla presenza di transenne, cancelli o divieti. Come anticipato, infatti, se da un lato tale segnaletica non è obbligatoria (ben potendo, ad esempio, un condominio vietare a terzi di parcheggiare nelle proprie aree private pur senza installare alcun avviso), dall’altro esistono aree private aperte al pubblico dove si può liberamente entrare nei limiti fissati dal relativo proprietario (si è fatto l’esempio dei supermercati ove, con la chiusura, è possibile vietare l’accesso).



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