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I reati commessi dalle mamme

19 Giugno 2022
I reati commessi dalle mamme

Quando denunciare una madre: tutti i reati che le mamme hanno da sempre commesso ai danni dei figli e che i figli non hanno mai saputo che fossero reati.

«Quando torniamo a casa facciamo i conti. Puoi iniziare a recitare le tue preghiere». Quante volte abbiamo sentito sulla bocca delle nostre mamme una frase del genere senza pensare che ciò integrava il reato di minaccia. E in quante occasioni la nostra fronte ha intercettato la loro ciabatta, lasciandoci in ricordo un bel livido: in quel caso, avremmo potuto sporgere una querela per percosse o abuso dei mezzi di correzione. I reati commessi dalle mamme e per i quali avremmo potuto far ricorso alle autorità sono numerosi. Volendo usare un po’ di ironia per ricordare le nostre amate mamme che, ai bei tempi, sapevano usare – per il nostro bene – il bastone e la carota, ecco allora una sfilza di reati da loro commessi e mai puniti nelle opportune sedi.

A volte, il diritto può essere usato anche per divertirci.

Minaccia

Il reato più frequentemente commesso dalle mamme è di certo quello di minaccia. Serviva per farci obbedire all’istante.

«Non sai che passata di schiaffi che ti faccio». «Ora lo dico a tuo padre e vedrai che succede: è meglio se scappi».

Il reato di minaccia scatta anche quando il male prospettato non viene realizzato. Quindi, a tutti gli effetti, avremmo potuto querelare le nostre mamme per minaccia a giorni alterni.

Cosa avrebbero rischiato? Una multa fino a 1.032 euro (da convertire in lire per chi è già grande).

Violenza privata

La violenza privata è quando si impone a un’altra persona la propria volontà con la forza o la minaccia. E quante volte lo hanno fatto le nostre mamme. «Resterai chiuso in camera tua e non uscire!», oppure «Vieni in salotto a salutare gli ospiti e tieni il sorriso, mi raccomando, altrimenti sono guai». Per non parlare delle mamme ortodosse che hanno costretto ogni domenica i figli ad andare in chiesa e a confessarsi per i peccati legati alla pubertà.

Violazione degli obblighi di assistenza familiare

Far mancare ai figli il cibo o la paghetta mensile è molto più che una punizione. Significa arrivare a scuola con una fame da lupi ed essere costretti a rubare il panino degli amici. Per la mamma che manda a letto il figlio senza cena per punizione scatta il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. In questi casi, scatta la reclusione fino a un anno.

Interferenze illecite nella vita privata

La mamma che legge il diario del figlio o che origlia dalla porta per sentire la telefonata della figlia commette il reato di interferenze illecite nella vita privata. Semmai dovesse scattare la querela, la madre rischierebbe la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Percosse e abuso dei mezzi di correzione

Le mamme di un tempo avevano la mano pesante. Facevano più paura i loro schiaffi che le minacce di morte. Per uno schiaffo in faccia che una persona dà a un’altra si rischia un’incriminazione per percosse e la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 309 euro.

Ma se gli schiaffi sono due (magari “andata e ritorno”) con tanto di livido la mamma rischia un’incriminazione molto più grave: quella di abuso dei mezzi di correzione con tanto di reclusione fino a sei mesi. E, in sincerità, questo reato è stato ampiamente sottostimato dai figli di un tempo che hanno accettato a testa china anche la cinghia paterna. Comportamenti del genere oggi finirebbero subito alla Procura della Repubblica.

Rapina

La Cassazione ha detto che il coniuge che strappa il telefono all’altro per verificare con chi chatta commette il reato di rapina. Perché mai ciò non dovrebbe valere anche per la mamma che magari ha sorpreso la figlia, nel bagno, con tanto di accappatoio, a inviare foto al fidanzato? Qui c’è la reclusione da cinque a dieci anni e la multa fino a 2.500 euro.

Porto di arma impropria

Se per le armi proprie ci vuole il porto d’armi, per le armi improprie – ossia gli oggetti che fanno male – ci vuole una valida giustificazione. La mamma che rincorre il figlio lungo la via e gli lancia lo zoccolo in testa commette il reato di porto di arma impropria.

Stalking

Le mamme sono ossessive, specie quando sono preoccupate. Ma questo non le salva dal reato di molestie telefoniche o, nel peggiore dei casi, per quello di stalking. Così la madre che telefona in continuazione alla figlia per sapere dov’è, con chi sta, a che ora torna, che le invia decine di messaggi su WhatsApp e vocali può rischiare una condanna per atti persecutori e la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi.

Diffamazione

C’è la reclusione fino a un anno per la mamma che diffama il figlio rivelando ai nonni la sua pagella cattiva o lamentandosi con le amiche dei guai che combina a casa.

Violazione del diritto d’autore

La mamma che appende i disegni del figlio in ufficio, senza dire nulla a quest’ultimo, commette il reato più sottovalutato dei nostri tempi ma anche severamente punito: la violazione dei diritti d’autore.



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