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Che succede se investi una persona in una piazza

19 Giugno 2022
Che succede se investi una persona in una piazza

Attraversamento in un piazzale fuori dalle strisce pedonali: multa e responsabilità.

La Cassazione ha di recente chiarito che succede se investi una persona in una piazza mentre attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali. Per comprendere la sentenza [1] però bisogna partire da ciò che prevede il Codice della strada: la sua lettura infatti potrebbe indurre in errore chi crede di poterla fare franca solo perché il pedone non ha rispettato la legge e le regole di prudenza. Ma procediamo con ordine.

Attraversamento di una piazza

L’articolo 190 del Codice della strada stabilisce le regole di comportamento dei pedoni. In particolare, si prevede che:

  • il pedone deve sempre attraversare la strada sulle strisce pedonali;
  • se però le strisce pedonali non sono presenti o distano più di 100 metri, è consentito attraversare fuori dalle strisce ma in senso perpendicolare alla carreggiata, guardando a destra e sinistra per vedere se passano auto;
  • quando si tratta di attraversare le piazze, è assolutamente vietato l’attraversamento fuori dalle strisce pedonali, sempre che queste esistano, anche se sono più distanti di 100 metri.

Investimento di pedone fuori dalle strisce

Il fatto che il pedone attraversi la strada fuori dalle strisce lo rende passibile di una multa da 25 a 100 euro. Ma ciò non significa che, in caso di investimento, non verrà risarcito. L’automobilista infatti non può limitarsi a rispettare il Codice della strada ma deve porsi anche nella condizione di evitare le altrui violazioni e imprudenze, laddove non siano imprevedibili. Questo si risolve in una presunzione di responsabilità a carico di chi investe un pedone a meno che non si dimostri che quest’ultimo si è posto come un ostacolo improvviso, impossibile da evitare. Si pensi a chi sbuchi sul più bello da un cespuglio, correndo, fuori dalle strisce, con un’auto già vicino a pochi metri.

Investimento di pedone in una piazza: chi ha ragione?

Che succede a questo punto se il pedone attraversa una piazza e, nonostante la previsione del Codice della strada, non usa le strisce pedonali benché esistenti? Secondo la Cassazione [1], non si può ritenere che esista un divieto assoluto per i pedoni di attraversare la piazza se non ci sono le strisce pedonali. Ciò che conta, invece, in caso di investimento subito dal pedone durante un attraversamento non rispettoso delle regole del codice della strada, è valutare se le strisce pedonali erano o meno a portata di mano (anzi, “di piede”).

Nel caso di specie, una donna era stata investita da un’auto mentre «attraversava a piedi un piazzale». Consequenziale la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti del conducente e della sua compagnia di assicurazione.

In primo e in secondo grado, alla donna è stato riconosciuto un concorso di colpa del 30% poiché, secondo il tribunale prima e la Corte d’Appello dopo, «a prescindere dalla circostanza che vi fossero o meno delle strisce pedonali nelle vicinanze, il pedone non poteva attraversare il piazzale perché vi ostava il fermo divieto dell’articolo 190 del Codice della strada».

La Cassazione ha però ribaltato l’esito della causa dando ragione alla donna. Secondo i giudici supremi, infatti, quando si tratta di attraversamento delle piazze, non è vero che, dall’articolo 190 del Codice della strada, si ricava che il pedone non può mai attraversare i piazzali se non ci sono le strisce. Tale norma invece va intesa nel senso che il divieto di attraversamento vale solo se nelle vicinanze non vi sono strisce pedonali.

Quindi, bisogna sempre «accertare se nelle vicinanze vi sono strisce pedonali».

La tesi secondo cui «il Codice della strada impedisce l’attraversamento delle piazze al di fuori dell’utilizzo di strisce pedonali», è erronea. L’articolo 190 «non vieta ai pedoni l’attraversamento dei piazzali al di fuori delle strisce pedonali» ma «condiziona il divieto al fatto che degli attraversamenti pedonali esistano anche se a distanza superiore a 100 metri, caso nel quale il pedone deve raggiungere le strisce ed attraversare in quel punto».

Per i magistrati del Palazzaccio è evidente, dunque, che il Codice della strada «non contiene un divieto assoluto di attraversare i piazzali che siano privi di strisce pedonali, ma un divieto di attraversamento solo qualora vi siano, pur se non vicini, degli attraversamenti pedonali fruibili».

In pratica, la questione è così:

  • se nella piazza non vi sono affatto strisce pedonali, si può attraversare la stessa anche fuori dalle strisce (proprio perché inesistenti);
  • se nella piazza ci sono le strisce pedonali, il pedone le deve sempre raggiungere, anche se sono più lontane di 100 metri. E quindi non può attraversare fuori dalle strisce stesse.

note

[1] Cass. ord. n. 278/21 del 12.01.2021.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza 3 dicembre 2020 – 12 gennaio 2021, n. 278

Presidente Scoditti – Relatore Cricenti

Fatti di causa

La ricorrente Re. De Ma. è stata investita dalla vettura condotta da Fa. Ru., ed assicurata con Direct Ime Insurance spa, ora Verti Assicurazioni spa, mentre attraversava un piazzale a piedi.

Ha citato in giudizio sia il conducente che la compagnia di assicurazione, il primo è rimasto contumace e la seconda si è costituita in giudizio, onde ottenere il risarcimento integrale dei danni riportati nell’incidente.

Il Tribunale, anche in accoglimento della difesa di controparte, ha ritenuto un concorso di colpa della ricorrente nella misura del 30%, e conseguentemente del rimanente 70% a carico della parte antagonista, condannando quest’ultima al risarcimento dei danni calcolati in conseguenza.

La De Ma. ha proposto appello sia sul concorso che sulla personalizzazione del danno, ottenendo un parziale accoglimento quanto a quest’ultimo aspetto, ed un rigetto invece relativamente al concorso di colpa propria.

La corte di appello ha ritenuto che, a prescindere dalla circostanza che vi fossero o meno delle strisce pedonali nelle vicinanze, il pedone non poteva attraversare il piazzale perché vi ostava il fermo divieto dell’articolo 190 codice della strada.

La ricorrente censura questa ratio con un motivo. V’è controricorso della Verri Assicurazioni Spa.

Ragioni della decisione

  • ;.- L’unico motivo di ricorso censura la decisione per erronea interpretazione dell’articolo 190 codice della strada.

Il ricorrente aveva proposto impugnazione della sentenza di primo grado al fine di far accertare che nelle vicinanze non v’erano strisce pedonali e che dunque l’attraversamento del piazzale era avvenuto senza violare le norme del codice della strada che impongono di attraversare sulle strisce.

La corte di appello ha superato (rectius, ritenuto assorbito) questo argomento, sostenendo che dall’articolo 190, secondo comma, codice strada, si ricava che il pedone non può proprio attraversare i piazzali se non ci sono le strisce.

La ricorrente censura questa ratio sostenendo che l’articolo 190 cod. strada va inteso nel senso che il divieto di attraversamento vale solo se nelle vicinanze non vi siano strisce pedonali e non già a prescindere dal fatto che ve ne siano.

Il motivo è fondato.

Va premesso che, a dispetto di quanto eccepisce il controricorrente, non si fa questione di doppia conforme, che viene in considerazione solo nel caso di denuncia di omesso esame, mentre qui la denuncia e di violazione di legge.

La corte di merito, infatti, non ha esaminato il motivo di impugnazione della danneggiata, che verteva sulla presenza o meno di strisce pedonali nelle vicinanze, ritenendolo assorbito dal fatto che l’articolo 190 codice della strada vieta comunque ed in ogni caso di attraversare i piazzali (“l’assunto relativo all’assenza di strisce pedonali deve ritenersi assorbito da ciò che il codice della strada impedisce l’attraversamento delle piazze al di fuori dell’utilizzo di strisce pedonali”).

Il che significa che la ratio della decisione è decisiva, ossia ha portato la corte di mento a ritenere assorbito il motivo di appello, o comunque a rigettarlo a prescindere dalla motivazione che lo sorreggeva.

Ma è una ratio infondata in quanto l’articolo 190 , secondo comma, codice della strada, non vieta ai pedoni l’attraversamento tout court dei piazzali al di fuori delle strisce pedonali, poiché chiaramente condiziona il divieto al fatto che degli attraversamenti pedonali esistano “anche se a distanza superiore a quella indicata nel secondo comma”, caso nel quale il pedone deve raggiungere le strisce ed attraversare in quel punto.

Non contiene dunque un divieto assoluto di attraversare i piazzali che siano privi di strisce pedonali, ma un divieto di attraversamento solo qualora vi siano, pur se non vicini, degli attraversamenti pedonali fruibili.

Questa circostanza di fatto, ossia che non vi fossero attraversamenti pedonali fruibili, e che dunque l’attraversamento del piazzale era lecito al pedone, era quanto veniva richiesto con il motivo di appello, disatteso invece sulla base del rilievo del divieto assoluto, erroneamente inteso, di attraversamento al di fuori delle strisce.

Il ricorso va accolto e la decisione cassata.

P.Q.M.

la corte accoglie il ricorso, cassala sentenza impugnata e rinvia alla Corte di Appello di Roma in diversa composizione, anche per le spese.

[1] Cass. ord. n. 278/21 del 12.01.2021.


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