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In quanto tempo si prescrivono i contributi INPS e INAIL?

15 Ottobre 2014 | Autore:
In quanto tempo si prescrivono i contributi INPS e INAIL?

La prescrizione quinquennale dei crediti previdenziali e assistenziali si applica anche dopo la notifica della cartella esattoriale.

I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori si prescrivono per legge in cinque anni [1].

Si applica il termine di prescrizione decennale solo in due casi:

– quando sono stati posti in essere atti interruttivi della prescrizione, o avviate procedure di recupero coattivo dei contributi, prima del 1 gennaio 1996 (anno di entrata in vigore della legge che ha ridotto da dieci a cinque il termine di prescrizione);

– quando il mancato versamento dei contributi è stato denunciato dal lavoratore. Secondo la Cassazione [2], tuttavia, affinché possa applicarsi il termine di prescrizione decennale occorre che la denuncia del lavoratore sia stata presentata all’INPS prima del 1 gennaio 2006.

Il termine di prescrizione quinquennale impone all’INPS di agire per il recupero del credito entro e non oltre cinque anni.

La notifica di un atto di intimazione da parte dell’INPS o di una cartella di Equitalia interrompe il termine di prescrizione che ricomincia a decorrere dalla data di notifica degli atti stessi.

La prescrizione quinquennale si applica anche una volta che Equitalia ha notificato la cartella esattoriale [3].

Ciò significa che la cartella perde efficacia se non seguita, entro cinque anni, dalla notifica di altri atti della riscossione.

Un’eventuale pignoramento basato su una cartella divenuta inefficace per sopravvenuta prescrizione è illegittimo.

Decorsi cinque anni, infatti, sempre che non vi siano atti interruttivi della prescrizione, i contributi non possono essere più versati e il credito dell’INPS si estingue.

L’INAIL ha precisato che la norma in cui viene stabilito il termine di prescrizione quinquennale si applica anche ai versamenti assistenziali obbligatori (per esempio rate premio INAIL) [4].

Diverso è il discorso per le cosiddette somme aggiuntive per mancato o tradivo versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Secondo una pronuncia della Cassazione [5], le somme aggiuntive, essendo qualificabili come sanzioni di natura civilistica, si prescrivono in dieci anni.

Ne deriva che se si riceve una cartella esattoriale che intima il pagamento dei contributi INPS non versati e le somme aggiuntive per il mancato versamento, occorre ricordarsi che i primi si prescrivono in cinque anni mentre le seconde in dieci.

Qualora si siano prescritti solo i contributi, è possibile chiedere ad Equitalia, attraverso un’istanza in autotutela, l’annullamento parziale della cartella.


note

[1] Art. 3, c. 9, L. 335/95.

[2] Cass. sent. n. 23237/2013.

[3] Cass. sent. n. 12263/2007, Trib. Catania sent. n. 3940/2012, Trib. Caserta sent. n. 551/2010.

[4] Circolare INAIL n. 32/1996.

[5] Cass. sent. n. 18148/06.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Salve , Retroattività INPS contributi non versati :
    l’inps chiede i contributi mai versati con retroattivitò di 5 anni , L’articolo 3, comma 9, della legge 335 dell’8 agosto 1995, stabilisce che il termine decennale
    relativo alla prescrizione dei contributi, a decorrere dal 1° gennaio 1996 e con effetto retroattivo in mancanza di atti interruttivi, viene ridotto a cinque anni .
    La domanda è questa : i 5 anni di retroattività partono dalla data in cui viene formato l’atto dall’ente ? ovvero : può l’inps avendo formato l’atto di preavviso di addebito il 249\2014 e notificato il 06.10.2014 , pretendere i contributi non versati a partire dal 01.01.2008 ?

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