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Cosa rischia chi viene denunciato per aggressione?

29 Ottobre 2022 | Autore:
Cosa rischia chi viene denunciato per aggressione?

Quanti tipi di aggressione prevede la legge? Quanti anni di reclusione rischia chi maltratta un convivente?

La legge punisce ogni forma di aggressione, anche quella verbale o psicologica. Secondo l’ordinamento giuridico, infatti, può commettersi reato pur non ricorrendo alla violenza fisica. Si pensi, ad esempio, al marito che insulta ed umilia continuamente la moglie, per mesi e anni: in questo caso, può scattare il grave reato di maltrattamenti, anche in assenza di percosse. Cosa rischia chi viene denunciato per aggressione?

Per rispondere a questa domanda dovremo innanzitutto spiegare in quali casi l’aggressione è penalmente rilevante: la legge, infatti, non conosce il reato di “aggressione” ma, ad esempio, quello di percosse, di lesioni personali, di maltrattamenti, di minacce, ecc. A seconda del tipo di reato, la legge stabilisce delle conseguenze diverse. Cosa rischia chi viene denunciato per aggressione? Scopriamolo insieme.

Aggressione: quando è reato?

L’aggressione costituisce reato a seconda del tipo di condotta concretamente posta in essere. Generalmente, quando si parla di aggressione si pensa sempre alla violenza fisica; tuttavia, l’aggressione potrebbe manifestarsi anche sotto diverse forme, come anticipato in premessa.

Vediamo allora cosa rischia chi viene denunciato per aggressione a seconda del tipo di reato di volta in volta commesso.

Quando si può denunciare un’aggressione fisica?

Il primo tipo di aggressione che viene in mente è sicuramente quella di tipo fisico. Un’aggressione fisica si può denunciare se integra il reato di percosse oppure quello di lesioni personali.

Le percosse costituiscono reato quando l’attacco all’incolumità fisica altrui si concluda per la vittima in una sensazione di dolore derivante dall’aggressione subita [1].

Ad esempio, rientrano nelle percosse i pugni e gli schiaffi che non comportano conseguenze mediche apprezzabili, se non una sensazione di dolore per chi le ha subite.

Al contrario, il delitto di lesioni personali scatta nel momento in cui dall’aggressione non deriva una semplice sensazione di dolore, bensì una vera e propria malattia, nel corpo o nella mente [2].

Per malattia deve intendersi qualsiasi pregiudizio alla persona che sia accertabile dopo un esame clinico: si va dalla lesione anatomica (la ferita, in altre parole) alla riduzione di funzionalità dell’organismo (pensa alla perdita dell’udito); dalla patologia mentale alla frattura; ecc.

In sintesi, è possibile denunciare un’aggressione fisica se essa raggiunge la soglia minima delle percosse, cioè della condotta idonea a provocare dolore alla vittima.

Aggressione verbale: quando è reato?

Si può denunciare un’aggressione verbale solamente se essa può tramutarsi in una vessazione psicologica (di cui parleremo nel prossimo paragrafo), cioè se è in grado di avere ripercussioni nell’animo della vittima.

Un’aggressione verbale, in teoria, potrebbe assumere anche i connotati della diffamazione, cioè dell’offesa al decoro e alla reputazione di una persona.

Tuttavia, poiché la diffamazione presuppone l’assenza della vittima, nel senso che le parole offensive non devono essere pronunciate in presenza di colui che ne è bersaglio, sarebbe difficile ricondurre un’aggressione a questo specifico reato.

Infine, un’aggressione verbale potrebbe consistere anche in una minaccia o in minacce ripetute: secondo la legge [3], chi prospetta a un’altra persona un ingiusto danno è punibile con una multa o perfino con la reclusione.

Quando si può denunciare un’aggressione psicologica?

Anche l’aggressione psicologica può essere denunciata alle autorità, potendo essa cagionare sia una lesione di tipo psichico (una malattia nella mente, in altre parole), sia un maltrattamento vero e proprio.

Il reato di maltrattamenti [4] si integra solamente se commesso nei confronti di determinate persone: familiari o comunque conviventi, persone sottoposte alla propria autorità o affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia (pensa al tutore), o per l’esercizio di una professione o di un’arte (insegnanti, maestri, ecc.).

Un’aggressione psicologica, per poter essere denunciata, deve comportare un effettivo danno alla vittima: si pensi alle vessazioni continue nei confronti del coniuge, persecuzioni consistenti in continue denigrazioni e umiliazioni.

Aggressione: cosa rischia chi viene denunciato?

Cosa rischia chi viene denunciato per aggressione? Dipende dal tipo di reato:

  • se l’aggressione fisica integra solamente il delitto di percosse, la pena è la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a 309 euro;
  • se l’aggressione fisica integra solamente il reato di lesioni personali, allora la pena varia a seconda delle gravità delle conseguenze: per una prognosi non superiore a 20 giorni si rischia solamente una multa (competenza del giudice di pace); se, invece, la prognosi riportata dalla vittima va dai 20 ai 40 giorni, la pena è la reclusione da sei mesi a tre anni; nei casi ancora più gravi, la reclusione può arrivare anche fino a dodici anni;
  • se l’aggressione è solamente verbale e c’è il reato di minacce, allora la pena può consistere solamente in una multa fino a 1.032 o, nei casi più gravi (ad esempio, minaccia fatta con le armi), nella reclusione fino a un anno;
  • se l’aggressione è ripetuta nel tempo e ha come vittima un convivente, allora si configura il delitto di maltrattamenti, punito con la reclusione da tre a sette anni.

note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Art. 612 cod. pen.

[4] Art. 572 cod. pen.

Autore immagine: depositphotos.com


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