Divorzio fuori dal tribunale anche con figli minori o con handicap

16 Ottobre 2014
Divorzio fuori dal tribunale anche con figli minori o con handicap

Negoziazione assistita e procedura semplificata anche con minori in casa: ma ci vorrà il consenso del PM.

Non sono le finite le sorprese per chi ha fretta di separarsi o divorziare. Dopo le novità approvate con la recente riforma della giustizia [1], che ora consente a ciascun cittadino di attivare la nuova procedura senza bisogno di fare una causa, semplicemente andando dallo studio del proprio avvocato (procedura immediatamente utilizzabile) oppure recandosi in Comune e facendo fare tutto all’ufficiale di stato civile (avrà effetto dopo 30 giorni dall’approvazione della legge di conversione), ieri in Commissione Giustizia del Senato è stata approvata una novità di tutto rilievo.

Se, nel testo originario della riforma, la separazione, il divorzio o la modifica delle relative condizioni potevano attuarsi in via stragiudiziale (ossia senza passare dal tribunale) solo a condizione che non vi siano figli minori o maggiorenni incapaci o portatori di handicap o non autosufficienti economicamente, il correttivo ora eliminerebbe il vincolo. Ciò significa via libera alle separazioni e divorzi facili anche in presenza di figli minori o disabili.

In ogni caso, la Commissione Giustizia ha approvato la parte del decreto legge di riforma del processo civile in cui si prevede la negoziazione assistita da parte di un avvocato, per la separazione o divorzio. L’ulteriore novità è che l’accordo dovrà essere trasmesso dall’avvocato anche al pubblico ministero entro 10 giorni. Questi, se ritiene l’accordo corrispondente agli interessi dei figli, lo autorizza. Altrimenti trasmette entro cinque giorni l’atto al presidente del tribunale che fissa entro i successivi 30 giorni la comparizione delle parti stesse. In tal ultimo caso, si passa alla procedura giudiziale come sempre si è fatto sino ad oggi.

Gli effetti degli accordi raggiunti decorreranno dalla data “certificata” negli accordi stessi e che dovrà essere riportata nelle annotazioni a margine dell’atto di matrimonio e di nascita di entrambi i coniugi e indicata nella scheda anagrafica individuale degli interessati. Successivamente alla trasmissione della convenzione di negoziazione non è previsto alcun atto di impulso ad opera dell’avvocato.

A partire da oggi il decreto di riforma del processo civile verrà esaminato dall’Aula del Senato.


note

[1] DL. 132/2014.


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