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Negoziazione assistita per le coppie di fatto

14 Giugno 2022 | Autore:
Negoziazione assistita per le coppie di fatto

Come funziona questo efficace strumento di risoluzione e composizione preventiva delle crisi familiari, che dal 2022 è stato potenziato ed esteso ai conviventi.

La famiglia è, o dovrebbe essere, un luogo di affetti, solidarietà reciproca e comunione di intenti fra i suoi membri. E questo vale non soltanto per i coniugi uniti in matrimonio, ma anche per le moderne coppie di fatto. Purtroppo le cose non vanno sempre nel verso giusto e molte crisi familiari esplodono lasciando pesanti strascichi. Per le coppie sposate – con o senza figli – quando l’unione fallisce e finisce, la via consueta è quella della separazione e del divorzio; il modo migliore per regolare i rapporti è quello di mettersi d’accordo e trovare un’intesa soddisfacente per entrambi i coniugi, senza andare in tribunale su fronti contrapposti. Uno dei metodi più efficaci per arrivare a questo risultato è la negoziazione assistita dai rispettivi avvocati delle parti che, insieme ai loro clienti, si incontrano per risolvere in modo bonario i contrasti di coppia. Se ci riescono, formalizzano l’accordo in un atto scritto che diventa vincolante e dovrà essere rispettato.

Adesso, questo strumento è stato potenziato: dal 22 giugno 2022 è possibile la negoziazione assistita per le coppie di fatto. Lo prevede la riforma del processo civile, estendendo un istituto che esiste dal 2014 e che finora ha dato risultati molto positivi: secondo i dati del Consiglio Nazionale Forense, più dell’80% delle controversie familiari viene risolto con la negoziazione assistita anziché con altri strumenti conciliativi, come la mediazione. Conviene, quindi, conoscere questo importante strumento, capire quali opportunità offre e sapere come funziona.

Conviventi di fatto: chi sono?

Per la legge “Cirinnà”, in vigore dal 2016, i conviventi di fatto sono «due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile».

Questo riconoscimento giuridico offre importanti tutele e diritti alle coppie di fatto, analoghe a quelle da sempre previste per i coniugi sposati; tant’è che si possono anche stipulare dei «contratti di convivenza» per regolare meglio i rapporti patrimoniali reciproci. Finora, però, i conviventi di fatto – a differenza dei coniugi – non potevano stabilire le modalità di cessazione della convivenza con la negoziazione assistita. Questo provocava grossi problemi per decidere le conseguenze economiche della fine della relazione e, in presenza di prole, le modalità di collocamento e di mantenimento dei figli minori. Adesso, questo limite è stato superato.

Negoziazione assistita: cos’è?

La negoziazione assistita è uno strumento per risolvere le controversie con un’intesa consensuale tra le parti, senza bisogno dell’intervento decisorio del giudice, in forma conciliativa, cioè risolvendo la controversia senza l’intervento del giudice.

La negoziazione assistita si attua con la partecipazione degli avvocati delle parti – nel nostro caso, i due componenti della coppia di fatto – che si incontrano per esporre le loro posizioni, definire le rispettive richieste e, infine, se si trova un punto d’incontro, raggiungere un accordo scritto, chiamato «convenzione di negoziazione».

Negoziazione assistita per coppie di fatto: cosa si può fare?

Con l’entrata in vigore delle prime disposizioni di riforma del processo civile (per molte altre bisognerà ancora attendere) la negoziazione assistita viene estesa anche alle coppie di fatto, a partire dal 22 giugno 2022.

Il procedimento è facoltativo, non obbligatorio, e si può utilizzare per regolamentare, in via consensuale, tra i conviventi di fatto che hanno deciso di terminare il loro rapporto, questi aspetti:

  • modalità di affidamento e mantenimento dei figli minori nati fuori dal matrimonio e dei figli maggiorenni che ancora sono «non economicamente autosufficienti», ad esempio perché privi di lavoro stabile;
  • la determinazione degli alimenti e quella dell’assegno di mantenimento chiesto ai genitori dal figlio maggiorenne non indipendente dal punto di vista economico;
  • la modifica consensuale delle condizioni stabilite in eventuali provvedimenti giurisdizionali già intervenuti su tali aspetti, quando è necessario un adeguamento alle condizioni attuali.

Negoziazione assistita per coppie di fatto: come funziona?

Se gli avvocati dei conviventi di fatto raggiungono un accordo e arrivano a sottoscrivere, insieme ai loro assistiti, la convenzione di negoziazione che lo disciplina in tutti i dettagli, l’atto deve essere trasmesso all’Ufficio per gli affari civili della procura della Repubblica competente, per essere esaminato dal pubblico ministero.

Il magistrato deve verificare se il contenuto dell’accordo è conforme o meno alle disposizioni inderogabili di legge. Perciò, il pubblico ministero in caso positivo può autorizzare l’accordo, se ritiene che le condizioni rispondano agli interessi dei figli, altrimenti lo deve trasmettere al presidente del tribunale, che fisserà entro i successivi 30 giorni l’udienza per la comparizione delle parti, le quali potranno esporre al giudice le proprie argomentazioni.

L’accordo di negoziazione assistita autorizzato dal pm produce gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali relativi all’affidamento e al mantenimento dei figli. Come si può notare, la negoziazione assistita offre una grossa semplificazione procedurale, perché nella maggior parte dei casi evita le difficoltà e le lungaggini del tradizionale procedimento giudiziario contenzioso in tribunale.

Approfondimenti


note

[1] L. n. 76 del 20.05.2016.

[2] D.L. n. 132/2014, conv. in L. n. 162/2014.


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