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Chi approva gli emendamenti?

8 Gennaio 2023 | Autore:
Chi approva gli emendamenti?

Le modifiche che possono essere apportate a una legge durante l’iter che si svolge in Parlamento e a chi spetta approvarle.

Di tanto in tanto, nei telegiornali e nelle trasmissioni televisive, si parla di leggi che sono in corso di discussione alle Camere. In tali occasioni, si fa spesso riferimento agli emendamenti che sono stati presentati da singoli parlamentari o da partiti. Sai che si tratta di modifiche rispetto al testo originario della legge, ma vorresti saperne di più. In particolare, ti piacerebbe capire perché a volte essi vengono proposti in numero molto elevato e qual è la procedura che porta alla loro approvazione. In questo articolo ti spiegheremo chi approva gli emendamenti. Vedremo anche come essi si inseriscono nel procedimento legislativo che si svolge in Parlamento e per cosa vengono spesso adoperati: vedrai che la loro funzione, di fatto, non è sempre quella di introdurre variazioni alle norme originariamente proposte.

Qual è la differenza tra disegno e proposta di legge?

Perché una legge venga ad esistenza è necessario che essa venga prima pensata, poi formulata in forma scritta e infine approvata dal Parlamento. Quest’ultimo è, infatti, l’organo al quale spetta questa funzione; esso è costituito dai rappresentanti del popolo al quale, come recita la Costituzione italiana, appartiene la sovranità [1]. Esso si suddivide in due rami: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica.

La formulazione scritta della legge che viene sottoposta al Parlamento può avere due diverse denominazioni, secondo la sua provenienza:

  • disegno di legge, se l’iniziativa proviene dal Governo o da uno o più senatori;
  • proposta di legge, in caso di iniziativa proveniente da uno o più deputati, dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), dai Consigli regionali o dal popolo. In quest’ultimo caso (proposta di legge di iniziativa popolare) occorre che essa, formulata in articoli, venga accompagnata dalla firma di almeno 50.000 elettori [2].

L’espressione progetto di legge è invece generica e non fa riferimento al soggetto dal quale proviene l’iniziativa.

Come viene approvata una legge?

Prima di spiegare cosa sono gli emendamenti e come avviene la loro approvazione, vediamo come funziona, per sommi capi, il procedimento legislativo [3].

Il progetto di legge viene fatto pervenire, da parte dei soggetti che ne hanno avuto l’iniziativa, al Presidente della Camera o del Senato. Il Presidente provvede quindi ad assegnarlo alla commissione parlamentare competente per materia.

Per comprendere questo passaggio occorre sapere che i deputati e i senatori sono raggruppati in commissioni. Ognuna di esse si occupa di un settore specifico: vi è la commissione delle finanze, quella dell’ambiente, quella dell’istruzione e così via.

Alla commissione spetta il compito di esaminare e discutere il progetto di legge articolo per articolo. Successivamente, esso viene trasmesso alla Camera o al Senato insieme a una relazione.

Il progetto di legge viene esaminato, discusso e votato in aula, un articolo alla volta. Alla fine, esso viene votato nel suo insieme; se approvato, viene trasmesso all’altro ramo del Parlamento, dove si svolgerà lo stesso procedimento. Se, ad esempio, il progetto di legge è stato approvato prima dalla Camera dei deputati, viene trasmesso al Senato. Se quest’ultimo si esprime favorevolmente su di esso, senza apportare modifiche al testo, la legge è approvata; se, viceversa, vi vengono inserite modifiche, il testo torna nuovamente alla Camera per una nuova approvazione.

Quello sopra descritto è il procedimento legislativo ordinario. Vi sono poi casi in cui la procedura è semplificata o, al contrario, più complessa.

Cosa sono gli emendamenti?

Finché il progetto di legge non viene approvato, i parlamentari possono presentare proposte di variazione dei singoli articoli che lo compongono, dette emendamenti, e possono essere:

  • aggiuntive, se consistono in aggiunte al contenuto di uno o più articoli;
  • soppressive, se eliminano interi articoli o parte di essi;
  • sostitutive, se prevedono che parte del testo venga soppresso e sostituito con un altro;
  • modificative, se consistono in modifiche nella formulazione di articoli, di parte di essi o di singole parole.

Come avviene l’approvazione degli emendamenti?

Vediamo, adesso, chi approva gli emendamenti. La relativa disciplina è stabilita dai Regolamenti della Camera e del Senato.

Le proposte di emendamento vengono presentate per iscritto da uno o più parlamentari. Il Presidente del ramo del Parlamento di appartenenza ne valuta quindi l’ammissibilità. Ad esempio, se è un senatore a proporre un emendamento, sarà il Presidente del Senato ad effettuare tale valutazione.

L’emendamento può non essere considerato ammissibile in due casi:

  • se è in contrasto con norme di ordine superiore. La modifica proposta non può essere ammessa, ad esempio, se è contraria alla nostra Costituzione o alla normativa europea (alle quali le leggi italiane si devono conformare);
  • se non è pertinente alla materia che forma oggetto del progetto di legge. Se, ad esempio, quest’ultimo riguarda la scuola, non saranno ammissibili emendamenti relativi alla regolamentazione della caccia.

Una volta ammessa, la proposta di emendamento viene discussa dalla Camera o dal Senato e poi messa ai voti. In caso di approvazione, il testo emendato passa all’altro ramo del Parlamento. Anche qui, tuttavia, possono essere presentati emendamenti. Come abbiamo già spiegato, perché la legge sia approvata in via definitiva occorre il voto favorevole sia della Camera che del Senato sullo stesso, identico testo.

La possibilità di proporre emendamenti, che di norma è prevista per consentire di perfezionare il testo di una legge modificandolo in meglio, talvolta viene utilizzata dai parlamentari per fare ostruzionismo, cioè per rallentare od ostacolare l’approvazione. Si pensi, infatti, alle conseguenze della presentazione di centinaia di emendamenti a un unico articolo: il procedimento rallenterebbe a dismisura, con il rischio di non arrivare alla sua conclusione.


note

[1] Art. 1 Cost.

[2] Art. 71 Cost.

[3] Art. 72 Cost.


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