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Quando ci si può rifiutare di fare l’alcoltest?

14 Giugno 2022
Quando ci si può rifiutare di fare l’alcoltest?

Esistono alcuni casi in cui ci si può rifiutare di fare l’etilometro senza commettere reato.

Se, in linea generale, rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest costituisce reato (quello previsto per chi viene trovato con la soglia di alcol più alta nel sangue), ci sono delle ipotesi in cui invece l’automobilista non rischia alcuna conseguenza penale nonostante l’invito della polizia. 

A chiarire quando ci si può rifiutare di fare l’alcoltest è stata la Cassazione in più riprese. Come vedremo a breve, infatti, anche per l’automobilista ubriaco la nostra legge offre delle scappatoie. Prima però di elencarle, vogliamo ricordare cosa rischia, in generale, chi non vuole sottoporsi all’etilometro.

Cosa rischia chi si rifiuta di fare l’alcoltest?

Il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest viene punito allo stesso modo di chi viene trovato con un tasso di alcol nel sangue superiore a 1,5 grammi per litro (la soglia più alta stabilita dalla legge). Le pene sono le seguenti:

  • multa da 1.500 a 6.000 euro;
  • arresto da 6 mesi a un anno;
  • decurtazione di 10 punti dalla patente;
  • sospensione della patente da 1 a 2 anni;
  • confisca del mezzo;
  • revoca della patente in caso di recidiva.

A determinate condizioni però il rifiuto di collaborare da parte dell’automobilista non può essere punito penalmente. Ecco i casi.

Quando non ci sono incidenti stradali

La Cassazione ha detto che il rifiuto a sottoporsi all’alcoltest, seppur costituisce astrattamente reato, può tuttavia essere perdonato se non ci sono stati incidenti stradali e non è stata messa in pericolo l’incolumità degli utenti della strada. In tali ipotesi il processo penale viene archiviato per “particolare tenuità del fatto” (art. 131-bis cod. pen.). Restano però le altre sanzioni amministrative.

Attenzione: nel concetto di incidente stradale non è compreso solo lo scontro tra due veicoli, ma anche il semplice sbandamento dell’auto dalla sede stradale, come nel caso in cui il veicolo sia finito contro un palo della luce, un albero o al di là del guard rail.

Quando c’è l’invito a nominare un avvocato

Intanto la sanzione della guida in stato di ebbrezza è valida in quanto l’automobilista, prima di sottoporsi all’alcoltest, sia stato invitato dalla polizia a nominare un difensore di fiducia ossia un avvocato. 

L’avviso può essere dato anche verbalmente ma va comunque riportato sul verbale (benché compilato in un momento successivo, come spesso succede in presenza di un incidente stradale, quando il conducente venga trasportato in ospedale). Se il verbale manca di tale indicazione la contravvenzione è nulla e dunque anche il successivo rifiuto di sottoporsi all’etilometro non può essere punito.

Si tenga tuttavia conto che la polizia non è tenuta ad attendere l’arrivo dell’avvocato se questi si trova a diversi chilometri di distanza dal luogo di controllo: e ciò perché un’eccessiva attesa potrebbe pregiudicare l’esito della prova.

Si tenga tuttavia conto che, secondo la Cassazione [2], l’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore per l’attuazione dell’alcoltest non ricorre se l’imputato abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento presso il vicino comando di polizia fornito di etilometro.

Se la polizia non ha l’alcoltest e invita il conducente a recarsi presso il Comando

La polizia potrebbe non possedere con sé l’alcoltest nel momento in cui ferma l’automobilista. In tali casi gli agenti possono chiedere al conducente di seguirli presso il più vicino comando per effettuare il controllo. Ma ciò è possibile solo in presenza di tre condizioni:

  • se dai controlli eseguiti sul posto (ad esempio, effettuati tramite il “precursore”, cioè con la saliva), il conducente risulta in stato d’ebbrezza e quindi ci sia bisogno di fare un ulteriore e più approfondito controllo; 
  • nel caso in cui vi sia stato un incidente stradale; 
  • se il conducente mostra chiari segni di alterazione alcolica (alito vinoso, occhi rossi, difficoltà a camminare o ad articolare le parole, ecc.).

Se non ricorre nessuna di queste ipotesi, il conducente può rifiutarsi di seguire la polizia presso l’ufficio.

Inoltre, il Comando non deve distare più di 30 chilometri dal luogo ove è stato effettuato il controllo su strada. Se la distanza è maggiore l’automobilista può rifiutarsi di seguire gli agenti per fare l’alcoltest senza subire alcuna incriminazione penale.

Se la polizia non ha l’alcoltest e invita il conducente a recarsi in ospedale

La polizia che non ha con sé l’alcoltest può chiedere al conducente di recarsi presso l’ospedale per sottoporsi al prelievo di sangue ai fini della verifica della guida in stato di ebbrezza solo se ricorrono entrambe le seguenti condizioni:

  • vi deve essere stato un incidente stradale;
  • il conducente deve essere bisognoso di cure mediche, proprio a seguito dell’incidente.

Come chiarito dalla stessa Cassazione [3], l’assenza anche di uno solo di tali presupposti consente al conducente di rifiutarsi di fare l’alcoltest e quindi di seguire la pattuglia in ospedale senza che da ciò derivino per lui conseguenze penali. 


note

[1] Cass. pen. sez. IV, 21/12/2016, n.42255

[2] Cass. sent. n. 34470/2016.

[3] Cass. pen., sez. IV, ud. 2 dicembre 2021 (dep. 10 giugno 2022), n. 22627.

Autore immagine: depositphotos.com


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