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Pos, ultimi giorni per rifiutare: le sanzioni dal 1° luglio

14 Giugno 2022
Pos, ultimi giorni per rifiutare: le sanzioni dal 1° luglio

Entro la fine del mese esercenti, commercianti e professionisti dovranno essersi muniti del Pos: se così non fosse la pena d’ora in avanti sarà salata.

Il tempo scorre sempre più veloce e ora mancano poco più di due settimane all’entrata in vigore delle nuove sanzioni previste per chi, a partire dal 1° luglio 2022, continuerà a non accettare pagamenti elettronici.

Gli esercenti hanno fino al 30 giugno per procurarsi gli strumenti utili a consentire queste forme di pagamento, che in Italia ancora molti faticano ad accettare ma che saranno comunque costretti a prevedere entro pochi giorni.

L’obbligo di Pos, in realtà, non è una novità: fino ad oggi, infatti, la legge già imponeva l’utilizzo del Pos per la registrazione dei pagamenti con Bancomat e carte di credito senza però prevedere delle sanzioni per chi non rispettava le norme di legge.

Tutto cambierà, invece, dal prossimo mese: per chi non consentirà ai clienti di pagare con carte di credito o differenti pagamenti elettronici è prevista una doppia multa. L’obiettivo è quello di diminuire l’utilizzo dei contanti, così da poter tracciare tutti (o almeno una buona parte) i pagamenti, riducendo l’evasione e il riciclo di denaro.

Dal 1° luglio 2022 chi trasgredisce alle regole si vedrà comminare una doppia sanzione amministrativa che sarà così imposta: la prima, in misura fissa, sarà pari a 30 euro, la seconda, invece, sarà variabile e pari al 4% del valore della transazione rifiutata. Più sarà alto il prezzo del pagamento negato più la multa sarà salata.

Con il prossimo mese quindi non dovremmo più vedere cartelli all’entrata dei locali che intimano perentoriamente «qui accettiamo solo contati» e non potranno più esserci esercenti ai quali, accidentalmente proprio quella mattina, il dispositivo si è rotto e sono impossibilitati a utilizzarlo. E se dovessero essercene ancora in giro, basterà fare una segnalazione per un controllo.

Ma la vera domanda, ora che il termine per l’entrata in vigore di questa misura sta per scadere, è: il Fisco sarà in grado di gestire correttamente la mole di informazioni aggiuntiva che arriverà? Si stima che saranno 7 miliardi l’anno le operazioni con Pos che andranno a sommarsi a quelle che già ad oggi vengono effettuate.

I dettagli sono ancora da definire, e i tempi sono naturalmente molto tirati: la commissione al senato dovrà stabilire i particolari entro il prossimo 29 giugno.

Ciò che è certo è che le informazioni sulle transazioni effettuate andranno trasmesse all’Anagrafe tributaria. Il Fisco avrà il compito di analizzare le informazioni che arrivano ed individuare eventuali anomalie tra esercenti e professionisti.

Tutto ciò previsto, il «grido di aiuto» delle associazioni di categorie resta: da tempo, infatti, chiedono che i costi di ciascuna transazione vengano abbassati innalzando il credito d’imposta sul costo delle commissioni, ad oggi sostenuti da chi accetta pagamenti tracciabili (dal 30% al 50%), estendendo la platea di beneficiari a chi supera i 400mila euro di fatturato.

La richiesta di Confcommercio è anche quella di prorogare il credito d’imposta estendendone la durata oltre la scadenza del 30 giugno 2022 per consentire l’acquisto di registratori telematici grazie ai quali l’incasso con moneta elettronica è già legato alla memorizzazione e alla trasmissione dei corrispettivi al Fisco.

C’è poi chi, come Confprofessioni, chiede un intervento strutturale per azzerare i costi delle transizioni elettroniche in modo che i pagamenti tornino a gravare solo su imprese e professionisti. Richieste lecite che, però, si scontrano con la realtà: per questo provvedimento non sono previsti fondi aggiuntivi e i senatori hanno meno di due settimane per decidere sul da farsi.



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