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Corteggiamento accanito: cosa si rischia

26 Giugno 2022
Corteggiamento accanito: cosa si rischia

Corteggiare una persona può integrare un reato se fatto in modo insistente e oppressivo. 

Chi si rapporta con una donna deve saperci fare. In tutti i sensi. Un corteggiamento esitante può essere frainteso come scarso interesse o indice di una personalità indecisa. Uno troppo gentile e galante può risultare retrò. Ma quando si eccede si commette sicuramente reato. Non poche volte, infatti, il nome dei corteggiatori insistenti è finito sulla scrivania della Procura della Repubblica dentro un fascicolo per stalking, molestie o, nella peggiore delle ipotesi, violenza sessuale. 

Ecco allora cosa si rischia in caso di corteggiamento accanito. I reati che può commettere l’ammiratore sono tutt’altro che lievi.

Fingersi single

Chi si finge single quando invece è sposato commette il reato di sostituzione di persona. Dire, in chat, che non si hanno impegni sentimentali ed altre relazioni è vietato dalla legge. La pena è la reclusione fino a un anno. Attenzione perché l’illecito penale scatta non solo quando si dice una bugia in modo chiaro ed esplicito ma anche quando si lascia intendere, attraverso il tenore del discorso, una cosa per un’altra, in modo da trarre in inganno la vittima. 

Il reato scatta quando si agisce per trarre un vantaggio dalla propria condotta o per procurare un danno ad altri. In questi casi, anche il semplice appagamento sessuale può costituire una fonte di vantaggio che può giustificare la denuncia.  

Fingersi affermati e ricchi

Stesso reato scatta nei confronti di chi millanta posizioni lavorative che non ha, titoli o conti in banca consistenti. Anche in questo caso scatta il reato di «sostituzione di persona»: la persona corteggiata ha diritto a sapere con chi ha a che fare, anche se mossa da puro interesse economico. 

Farsi dare il numero da un’altra persona

Il numero di telefono è un dato personale. Chi lo tratta deve avere il consenso del titolare. Sicché, chi fornisce il numero di telefono di un’amica a un corteggiatore viola la legge sulla privacy, così come chi lo usa senza essere mai stato autorizzato. Sembra paradossale ma, prima di telefonare a una persona di cui non si ha il numero, bisogna chiederle il permesso. Ma come?

Tentare di baciarla

Il bacio non gradito è reato di violenza sessuale. Ma chi mai, prima di avvicinarsi alle labbra di una donna, si fa rilasciare la liberatoria? Bisognerebbe approcciarsi lentamente, per comprendere le sue intenzioni. Tuttavia, secondo la Cassazione, la violenza scatta solo quando l’azione è condotta in modo tale da non consentire alla vittima di divincolarsi, ad esempio cingendole i fianchi, tenendola dal collo oppure spingendola contro un muro. Insomma, bisognerebbe non essere troppo impulsivi in questi casi e controllare sempre la reazione della propria preda in modo da interrompere l’azione prima che si consumi il reato.

Mandarle troppi messaggi

Il reato di molestie telefoniche scatta quando si telefona insistentemente ad una persona o ci si limita a inviare sms o a fare squilli anonimi. Non è necessario ripetere l’azione per più giorni. Anche chi, nel corso di una sola giornata, insiste senza ottenere risposta può essere querelato.

Pedinarla

Pedinare una persona non è reato, a meno che non si generi nella vittima una situazione di allarme e timore. Nei casi peggiori potrebbe scattare il reato di stalking, punito con la reclusione da 1 anno a 6 anni e 6 mesi. Ne risponde ad esempio chi si fa trovare dappertutto anche solo per guardare l’oggetto della propria passione o per tentare un approccio: sotto casa, in palestra, al bar, all’uscita dal lavoro o dall’università.

Lo stalking si configura tutte le volte in cui la vittima si sente minacciata, teme per la propria incolumità, viene presa dall’ansia, viene costretta a cambiare le proprie abitudini di vita. E per la prova è sufficiente una sua stessa dichiarazione. 

Farle la serenata

Per quanto romantica e romanzesca possa essere, la serenata è un reato: quello di disturbo della quiete pubblica. E non importa se i vicini non si lamentano ma, anzi, si affacciano dalla finestra incantati o incuriositi dalla scena: la polizia può agire a prescindere da segnalazioni, trattandosi di reato procedibile d’ufficio. Il reato scatta infatti tutte le volte in cui il suono può giungere all’orecchio di un numero indeterminato di persone. Per una serenata troppo chiassosa quindi si rischia l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 309 euro.

Non è tutto. Se per suonare la chitarra sotto la sua finestra si è costretti ad entrare in un giardino privato, si commette anche il reato di violazione di domicilio che riguarda anche le pertinenze dell’abitazione e non solo l’appartamento chiuso. 

Inviare foto non gradite

Per chi invia foto di sé non gradite, magari in costume adamitico, può scattare il reato di molestie. Senza contare i rischi collegati alla diffusione dell’immagine. 

Complimenti e fischi in luogo pubblico

Chi non ha sentito parlare di catcalling? Si tratta degli apprezzamenti volgari, con parole o fischi, posti in luogo pubblico. In questo caso, può scattare il reato di molestie o disturbo alle persone punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.

Non farla scendere dall’auto

Scatta il reato di violenza privata nei confronti di chi, alla guida della propria auto e trasportando una ragazza sul lato del passeggero, accelera la velocità per non farla scendere. L’illecito penale scatta nei confronti di chiunque costringe una persona a fare o a sopportare qualcosa che non vuole. 

Seduzione amorosa di una minorenne

Chi dice bugie, fingendosi innamorato, al solo scopo di adescare una ragazza con meno di 16 anni commette un reato molto grave. In tal caso, il Codice penale punisce i semplici raggiri e le lusinghe per carpire la fiducia della vittima e raggiungere il proprio fine (il rapporto sessuale). In tal caso, il reato in contestazione è quello di adescamento di minore.

Denigrarla

Chi non arriva all’uva dice che è amara. Se il corteggiamento non dovesse andare a buon fine e si sparla della propria preda, dicendo magari che è “una poco di buono, che sta con tutti”, si commette il reato di diffamazione. Basta riferire questa affermazione ad almeno due persone, anche in momenti tra loro diversi, per poter essere querelati.

Appartarsi

Anche quando il corteggiamento va a buon fine e la preda è ormai caduta nelle maglie del suo ammiratore, bisogna stare attenti perché c’è sempre il rischio di commettere reato. Lo si commette innanzitutto se la ragazza ha meno di 14 anni. In tal caso, scatta il reato di pedofilia (o meglio detto «atti sessuali con minore»). Eccezionalmente, una tredicenne può avere rapporti con un diciassettenne, ma mai con una persona più adulta. 

Dunque, si è sicuri solo se lei ha almeno 14 anni: in quel caso, indipendentemente dalla differenza di età, non si commette mai reato. E se lei mente sulla propria età bisogna avere l’ardire di farsi consegnare la carta d’identità perché non è affidandosi alle apparenze che ci si può giustificare.

Inoltre, si rischia il reato di atti osceni in luogo pubblico se ci si apparta in luoghi abitualmente frequentati da minori, come un parco giochi (seppur di notte) o un parcheggio vicino a una scuola. Negli altri casi, il comportamento costituisce illecito amministrativo per il quale si rischia una sanzione da 5.000 a 30.000 euro.



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